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Madre troppo povera: neonata sottratta e subito adottabile

Il presidente dell'Ami: "Si ripropone con forza la necessità di rivedere gli orientamenti della giustizia minorile"

Madre troppo povera: neonata sottratta e subito adottabile
Ha deciso di non abortire e far nascere la bimba che aveva in grembo nonostante le difficoltà economiche. Ma 500 euro al mese non bastano per mantenere una neonata e il Tribunale dei minori di Trento, pensando al bene della piccola, subito dopo il parto, ha sospeso la potestà genitoriale alla protagonista della triste storia. Neanche il tempo di prendere in braccio la figlia. Ora, a distanza di due mesi, i giudici hanno già dichiarato "adottabile" la bambina.

L'adottabilità - Secondo l'avvocato Gian Ettore Gassani, presidente nazionale Associazione avvocati matrimonialisti italiani, si tratta di "una vicenda drammatica che non può non suscitare allarme e sconcerto tra gli addetti ai lavori e tra la gente". Il fatto che sia stata dichiarata adottabile è "un provvedimento grave che reciderà per sempre i rapporti tra la madre e la figlia. La legge sancisce che lo stato di adottabilità di un minore debba essere considerato come 'l'ultima spiaggia' di un lunghissimo e serissimo percorso, organizzato dal Tribunale al fine di recuperare ogni problematico rapporto tra i genitori ed i figli. Secondo le cronache - dice Gassani - la donna avrebbe da subito espresso la ferma volontà di costruire un significativo e valido rapporto con la piccola. Non si comprende il motivo per cui non le sia stata offerta, come è previsto, la possibilità di essere madre. Si ripropone con forza la necessità di rivedere gli orientamenti della giustizia minorile e le relative prassi".

Servizi sociali - La colpa, secondo l'avvocato, è anche  dei servizi sociali "sempre più incidenti nelle decisioni dei giudici minorili, avendo spesso stravolto il loro compito di limitarsi a 'fotografare' una determinata situazione senza ergersi a consulenti né tanto meno a suggerire ai magistrati l'adozione di provvedimenti giurisdizionali".

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    11 Settembre 2010 - 14:02

    Io non affermo che un giudice sbaglia a prescindere, ma chi sbaglia deve pagare, perchè a causa di una sua imperizia dolosa o colposa, reca dei danni irreparabili alle persone.In questo caso , non è stata applicata assolutamente la legge ma la discrezionalità di un magistrato.L'esempio che ho fatto sul concorso esterno serve a dimostrare ( non è l'unico caso) che i magistrati non seguono strettamente ciò che dice la legge, ma la interpretano.Così si spiega perchè per lo stesso reato i tribunali non applicano le stesse pene,altro che la la legge è uguale per tutti.Riguardo a Putin ,da te definito assassino, ex capo KGB ,mi dovresti documentare sulle sue malefatte,così per non fare la figura di chi parla a vanvera.Dopo tutto anche Michail Gorbaciov,il padre della perestroika e della glasnost,quello che ha portato la democrazia in Russia , era capo del Kgb e come Putin è stato ai vertici del potere.Basta questo per essere considerato criminale?

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  • pi.bo42

    11 Settembre 2010 - 12:12

    Il suo ultimo ragionamento non fa una grinza, vista la società nella quale siamo e che sta continuamente peggiorando in direzione di un egoismo ed un materialismo sempre più meschini e disumani. La parola madre sostituita dalla frase "capacità economica", come se bastasse per allevare un figlio!

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  • remogiulio

    11 Settembre 2010 - 12:12

    Come padre di tre figli, suggerirei di licenziare in tronco gli assistenti sociali che si sono occupati del caso e radiare il magistrato che ha emesso la sentanza!!!!!!

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  • il cantastorie

    11 Settembre 2010 - 11:11

    a Trento è stata eletta nel 2009, una giunta di Centrosinistra, alla faccia di aiutare i più deboli!!!

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