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Le era stata negata l'ambulanza: bimbo nato morto e mamma in coma

Alla 27enne è stato anche asportato l'utero: è stata colpita da una gravissima emorragia. La Procura ha aperto un'indagine

Le era stata negata l'ambulanza: bimbo nato morto e mamma in coma
Forse un nuovo caso di malasanità a Padova. Una donna di 27 anni ha perso il suo bambino, nonostante un parto cesareo d’urgenza, e ora è in coma farmacologico. La Procura ha aperto una inchiesta.

La 27enne di Campagna Lupia in provincia di Venezia, al settimo mese di gravidanza, ha perso il bimbo colpita da una gravissima emorragia sulla base dell'esposto presentato dal marito di 28 anni.

Come riferiscono i quotidiani locali, la notte del 3 settembre la donna ha iniziato ad accusare dei dolori così è stata accompagnata dal marito all’ospedale di Piove di Sacco. È stata visitata, con ecografia, ma per i medici non si trattava di urgenza. Ma i dolori sarebbero continuati e i medici le avrebbero detto di rivolgersi all’ospedale di Padova negando, però, l’ambulanza. Così la coppia si è vista costretta a spostarsi autonomamente.

Una volta giunti al pronto soccorso sono stati rimbalzati al pronto soccorso ginecologico. Appena arrivati i medici hanno rilevato le gravissime condizioni della donna che è stata operata immediatamente. I dottori nonostante tutto l’impegno non sono riusciti a salvare il piccolo. Drammatica la situazione della 27enne che si è vista asportare l’utero e ora si trova in coma farmacologico. La 27enne rischia la vita.

Ora la Procura indaga e il Pm Sergio Dini, che ieri ha ascoltato il marito, ha ordinato il sequestro delle cartelle cliniche e disposto una perizia tecnica per accertare eventuali responsabilità.

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Commenti all'articolo

  • MAD

    12 Settembre 2010 - 11:11

    E' che i dirigenti vengono nominati e messi lì dalla politica, non per le loro capacità e competenze, ma per servilismo o tesseramento, cosa dobbiamo aspettarci?

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  • Bladespa

    12 Settembre 2010 - 09:09

    Aspettiamo che il susseguirsi di queste pagliacciate di governi che da 20 anni non fanno un beneamatissimo cavolo per queste situazioni tragiche. L'importante è far credere che il problema importante d'Italia sia l'imputato che strilla contro i Giudici. Sempre più schifato da questa Italietta da 2 soldi piena di raccomandati che si lascia scappare la parte migliore della società costretta ad emigrare per non andare a lavorare al call center.

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  • vinpac

    11 Settembre 2010 - 19:07

    Come questi drammatici e sconvolgenti episodi accadono anche nel civilissimo Nord Est leghista? Sentiremo Zaia ed il suo capo sostenere che i responsabili sono "terroni" emigrati?

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  • marsil

    11 Settembre 2010 - 15:03

    SE NON FOSSE UN FATTO TRISTISSIMO E VERGOGNOSO, DA UOMO DEL SUD, POTREI DIRE, SECONDO LEI, "MAL COMUNE MEZZO GAUDIO"? CIO' SIGNIFICA CHE IL MALAFFARE, L'IMPREPARAZIONE, L'ASINERIA E' COMUNE AD OGNI ZONA D'ITALIA, OPPURE SI TRATTA DI UN FATTO ISOLATO, POSTO CHE NEL SUD, COME AFFERMANO IN MOLTI, QUI' AL NORD, LA MALASANITA' AL SUD E' ENDEMICA MENTRE AL NORD E' CASUALE?

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