Cerca

Le Ferrovie dello Stato appiedano 60 biker a Rovereto

Nonostante i regolari biglietti per recarsi a Innsbruck, il treno non è abilitato per caricare le biciclette. "Ogni anno la stessa storia"

Le Ferrovie dello Stato appiedano 60 biker a Rovereto

Cosa c'è di meglio di una sana pedalata tra le piste ciclabili immerse nel verde del Trentino? Su e giù per il Brennero, costeggiando l'Adige e respirando l'aria effervescente dei boschi che cintano Bolzano. Una proposta talmente allettante per gli amanti della natura e della bicicletta che ogni anno (anche per merito dell'insistente campagna pubblicitaria all'estero)  richiama migliaia di turisti da tutta Europa.
Peccato però che, come ogni anno, allo splendido scenario faccia da corollario il servizio lacunoso delle Ferrovie dello Stato, i cui convogli sono inadeguati per ospitare a bordo più di due ciclisti a treno. Il risultato è che sabato scorso una cinquantina di biker tedeschi diretti a Innsbruck sono stati lasciati a terra nella stazione ferroviaria di Rovereto, non perché sprovvisti del biglietto d'imbarco (regolarmente prenotato), bensì perché il treno non era omologato per caricare a bordo i loro mezzi a due ruote.
Un destino che è toccato anche a un gruppo di ciclisti italiani, le cui intenzioni erano quelle di raggiungere la cittadina austriaca per poi tornare a Riva del Garda tramite la pista ciclabile del Brennero. Nella malasorte, le due compagnie sono state fortunate, in quanto tra loro c'era un manager di una azienda turistica di Arco che, viste le grandi difficoltà, ha subito organizzato un pullman per trasportare i biker oltre Brennero.
«La cosa scandalosa è che le Ferrovie dello stato non hanno rimborsato a nessuno il biglietto ferroviario - commenta all'ANSA Mauro Mazzola, operatore turistico del settore -, vuoi perchè qualcuno aveva già obliterato, vuoi perchè, a detta del personale, il tragitto era troppo corto e l'importo limitato». Secondo il personale presente in stazione - hanno riferito i bikers trentini - la scena si ripete regolarmente d'estate da anni con i turisti inviperiti costretti a rimanere a terra. «Non è certamente un bel biglietto da visita per il Trentino che investe in grandi promozioni in Germania e poi - aggiunge Mazzola - si vede vanificare il lavoro da situazioni come quella di sabato. Le Ferrovie dello Stato promuovono il viaggio treno-bici ma senza garantire il posto. E pensare di tornare a casa in bici non è bello». Non a caso gli sforzi del Trentino in materia di promozione della bicicletta sono noti. Una ricerca presentata a Levico Terme alla recente Fiera della vacanze in Bici ha evidenziato come questo settore sia in costante crescita in questa regione grazie anche alla rete di oltre 400 chilometri di piste ciclabili e alla promozione attraverso eventi di spicco come i recenti campionati italiani di MTB, organizzati domenica 12 settembre proprio in Val di Fassa, alla presenza di quasi 2000 atleti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • giornali

    14 Settembre 2010 - 13:01

    Ben venga la concorrenza di altri operatori, Trenitalia è una delle vergogne del nostro paese, non garantice neanche i servizi minimi. Non è in grado di fare quello che in altri paesi è assolutamente normale, ci costringe ad incolonnarci in autostrada inqunando l'ambiente e rischiando la vita. I suoi manager dovrebbero vendere tappeti e collanine nelle spiagge anziché gestire le ferrovie.

    Report

    Rispondi

  • blues188

    13 Settembre 2010 - 16:04

    dovevano salire a Napoli, là sono meno rigidi

    Report

    Rispondi

blog