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Ha la licenza di terza media, ma esercita come medico

Smascherato un veneziano. Rubando l'identità di un cardiologo, aveva esercitato la professione in quattro pronto soccorso

Ha la licenza di terza media, ma esercita come medico
Dopo i casi di malasanità, le liti in sala parto e i decessi che hanno portato Ferruccio Fazio a dover rassicurare l’opinione pubblica sulla bontà del sistema sanitario nazionale, quest’oggi i Carabinieri di Verona hanno evidenziato un’altra crepa all’interno del settore.
Quest’oggi, infatti, gli agenti delle forze dell’ordine hanno smascherato Matteo Politi, un 30enne veneziano con licenza media che da ormai un anno si stava spacciando come un medico specializzato in medicina estetica e, sotto falso nome, chiururgo di pronto soccorso.

Pseudo carriera – Non un semplice gioco o una truffa che riguardava poche pazienti. Il finto medico, infatti, aveva avuto tra le sue mani oltre 300 pazienti tra turni del pronto soccorso e la sua attività in un centro estetico.
La sua carriera da finto medico, infatti, era iniziata a Verona, dove l’uomo ha gestito fino a giugno del centro estetico “Medical & Beauty s.r.l.”. Dopo un anno a occuparsi di iniezioni di botulino e cure estetiche, però, l’uomo ha deciso di cambiare settore e passare alla sanità che conta.
In questi ultimi due mesi, infatti, Matteo Politi ha coperto il ruolo di medico in diverse strutture pubbliche e private del nord Italia, sfruttando un’operazione di clonazione delle identità che gli ha permesso di esercitare nei panni dell’omonimo cardiologo leccese Vincenzo Luigi Politi.
Grazie a questa falsa identità e sfruttando le cooperative di medici dei lavori, l’uomo ha ottenuto diversi incarichi di sostituzioni estive, passando per i pronto soccorso dell’ospedale di Isola della Scala e l’Orlandi di Bussolengo (in provincia di Verona), del Santa Croce di Moncalieri (Torino) e della casa di cura Policlinico San Giorgio di Pordenone e svolgendo la funzione di medico di guardia nelle case di cura private Villa Gemma di Gardone Rivera e Villa Barbarano di Salò (Brescia). In meno di un mese, prima che lo scoprissero e lo denunciassero, Politti aveva avuto in cura quasi trecento pazienti. Fortunatamente per loro, i casi più pesanti che gli sono capitati tra le mani sono state un paio di saturazioni di ferite.

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