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Molestie sul lavoro. Ne soffrono 10 milioni di donne

L'Istat sostiene che una donna su due tra i 14 e 65 anni ha subito almeno una molestia. Solo l'1,1% denunciano il fatto

Molestie sul lavoro. Ne soffrono 10 milioni di donne
Giovane, laureata e residente nelle grandi metropoli del nord. Questi non sono i requisiti per rispondere a un annuncio professionale, bensì è l’identikit delle donne più esposte al rischio delle molestie sessuali nei luoghi di lavoro.
Secondo il rapporto elaborato dall’Istat e presentato questa mattina a Roma, infatti, anche nel mondo del lavoro sono le donne tra i 14 e i 24 anni quelle maggiormente vessate.

Numeri da paura – Secondo il documento illustrato dal direttore centrale per le Indagini sulla qualità della vita, Linda Laura Sabbadini, e dal capo di gabinetto del ministro per le Pari Opportunità, Simonetta Matone, sono oltre 10 milioni le donne tra i 14 e i 65 anni che nel corso della loro vita hanno subito sul posto di lavoro molestie sessuali o ricatti a sfondo sessuale.
Solo negli ultimi tre anni sono state 3 milioni 864mila (il 19,1% del totale delle intervistate) le donne che hanno subito molestie sessuali o ricatti a sfondo sessuale tra le scrivanie. Le ragazze tra i 14 e i 24 anni sono le più colpite ed hanno una probabilità doppia di subire queste vessazioni rispetto alle 25-34enni (38,6% contro il 29,5%). Osservando gli ultimi tre anni, la maggior parte delle vittime risiede al Sud (21%), un dato in controtendenza rispetto a quanto emerso negli anni scorsi.

Modalità – Come sono numerosi gli episodi di molestie, altrettante sono le modalità con cui le donne vengono vessate. Le molestie maggiormente utilizzate sono, ovviamente, quelle verbali (26,6%). Seguono i pedinamenti (21,6%), gli atti di esibizionismo (20,4%), le molestie fisiche (19%) e le telefonate oscene (18,2%). Mentre queste ultime riguardano soprattutto le donne tra i 45 e i 65 anni, le giovani tra i 14 e i 34 anni soffrono più per i pedinamenti.
I responsabili delle molestie fisiche sono soprattutto estranei (59,4%) o persone che si conoscono di vista (14,1%). Guardando in particolare al mondo del lavoro, sono 1 milione 224mila le donne che hanno subito molestie o ricatti a sfondo sessuale, pari all’8,5% delle lavoratrici attuali o passate ed incluse quelle in cerca di un’occupazione. In particolare, nel 31,2% di queste situazioni si tratta di vere e proprie molestie sessuali, il 35% è costituito da richieste di disponibilità sessuale e il 33,8% richieste di disponibilità più generiche.

Reato senza colpevoli – Purtroppo, però, oltre ai numeri impressionanti il rapporto mette in luce un altro aspetto inquietante. Negli utlimi tre anni solo l’1,1% ha denunciato il fatto. Una quota amplissima (81,7%) non ne parla nemmeno con nessuno considerando l’episodio poco grave (28,4%) o preferendo risolvere da sole o con i familiari (23,9%).

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Commenti all'articolo

  • Lamb

    17 Settembre 2010 - 13:01

    Straquadanio direbbe che fanno solo fatica a fare carriera.

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  • Al-dente

    16 Settembre 2010 - 13:01

    Non cadiamo nel solito trito argomento a favore delle donne perché vittime della perversione maschile, non bisogna esagerare sull’argomento pensando che sia possibile fare un asettica divisione fra uomini e donne. D’accordo che gli eccessi e le violenze vadano condannati ma uomo e donna fanno parte della stessa natura umana e di conseguenza è la natura stessa che fa sì che l’uomo si senta attratto dalla donna e che questa lo sappia. L’espressioni di tale attrazioni non si svolgono con rapporti economici e burocratici freddi e distanti ma si svolgono con il calore umano nei rapporti e nei discorsi fra tali persone e a volte giungono all’espressione di un collegamento fisico inevitabile perché fa parte della natura umana e pensare che ciò non debba avvenire è fuori dalla natura stessa dell’umanità. Di conseguenza condannare questi agganci e contatti fisici sarebbe come condannare l’umanità alla non esistenza. L’uomo a volte non sa esprimersi diversamente o non trova altro modo nei confronti di una persona conosciuta e a cui vuol far comprendere la sua attrazione. Di sicuro non debbono sorpassare il buon gusto e limiti di tollerabilità altrui, soprattutto quella femminile, ma neanche è pensabile condannarli in toto quando non eccedono, altrimenti è pura ipocrisia e il voler creare un’esistenza umana inesistente e impossibile da mantenere, visto che va contro i rapporti umani stessi.

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  • Il Cittadino X

    16 Settembre 2010 - 05:05

    Per motivi di lavoro ho prestato opera in una unita operativa di pronto soccorso di un capoluogo di provincia. E' vero, è un reato senza colpevoli, poichè le vittime non denunciavano quasi mai i fatti, nonostante la presenza del posto di Polizia. Donne, denunciate le violenze subite, oppure questa brutta storia nn finirà mai ... Il Cittadino X

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