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Alla ricerca del tesoro del boss Brusca

L'esecutore materiale della strage di Capaci è accusato di riciclaggio. Da anni recluso, avrebbe gestito i suoi affari dal carcere di Rebibbia

Alla ricerca del tesoro del boss Brusca

Giovanni Brusca, uno degli esecutori materiali della strage di Capaci e poi collaboratore di giustizia, da anni ormai si trova nel carcere di Rebibbia. Eppure, secondo gli agenti della direzione distrettuale antimafia di Palermo, il boss sarebbe riuscito comunque a gestire un tesoro nascosto avvalendosi di prestanomi e a compiere ancora reati, come riciclaggio, fittizia intestazione di beni e tentata estorsione aggravata.

I carabinieri del gruppo di Monreale stanno eseguendo una serie di perquisizioni domiciliari nelle province di Palermo, Roma, Milano, Chieti e Rovigo nell'ambito di un'inchiesta che coinvolge anche alcuni familiari e persone vicine al boss. L'indagine è scaturita da una serie di intercettazioni effettuate dagli investigatori nell'ambito della cattura del latitante Domenica Raccuglia che hanno fatto emergere la disponibilità, da parte della famiglia Brusca, di beni che non sono ancora stati individuati.

Brusca, capo del mandamento mafioso di San Giuseppe Jato, fu arrestato il 20 maggio del 1996 mentre era latitante con la famiglia a Cannatello, in provincia di Agrigento. Oltre che per la strage di Capaci nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesco Morvillo e tre agenti di scorta, il boss è stato condannato come mandante del sequestro e dell'uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino che insieme a Brusca era tra gli organizzatori dell'attentato a Falcone. 

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Commenti all'articolo

  • ercole.bravi

    17 Settembre 2010 - 17:05

    non pensavate che un pluriomicida in carcere e che un giorno unto dal signore di turno, decidendo di collaborare solo per ciò che gli sarebbe convenuto, smettesse di punto in bianco di fare ciò che lo ha fatto campare per anni? Quindi, e in questo bisogna dargliene atto, ha deciso malgrado le avversità del carcere nel quale è relegato (purtroppo ha sempre ammazzato gli tocca stare dentro ma non libero....) a riprendere pazientemente i fili dei suoi affari....soldi droga, magari estorsioni e omicidi......quello che si può fare in questo periodo di crisi va sempre bene, la famiglia ha bisogno di me! Io credo che dare notizie simili non facciano bene a nessuno......a che le legge, perchè ha la sensazione se non certezza che chi comanda alla fine lo farà sempre (soldi potere non hanno confini e freni e soprattutto morale), e chi soccombe quando è convinto di vedere un lampo di luce alla fine scopre solo che era un riflesso della sua immaginazione; chi pagherà oltre noi per tutto questo???

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  • giuliab09

    17 Settembre 2010 - 16:04

    servono relativamente, ho sempre ritenuto un pentito, un parziale pentito, perchè , naturalmente quando è davanti ad un pm, dice cose che possono garantirgli dei bonus, capendo cosa qualcuno vuol sentirsi dire( Berlusconi è un mafioso , dell'Utri altrettanto) e poi, colpiscono in maniera precisa la cosca che è loro avversa... naturalmente, quel riguarda il proprio dominio, viene accuratamente non citato, quindi, quando viene allentato il controllo su di loro, in quanto collaboratori "fedeli", ricomincia impunemente a delinquere, ricominciando da dove avevano interrotto...Non per niente, il grande Falcone, di cui tutti ora si riempiono la bocca,( prima l'avversavano), in quanto raccomandava sempre molta attenzione a manovrare questi delinquenti e non esitando a denunciarli per falsa testimonianza...Cari tricotteuses, riflettete....

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  • ariete11

    17 Settembre 2010 - 15:03

    Brusca, collaboratore di giustizia che vuol dire sto con la giustizia, al tempo stesso contro la giustizia perchè coinvolto in affari malavitosi. I giudici, ascoltando questo pentito, si fa per dire , si sarebbero prestati a suo tempo, a stare al gioco della sinistra , giudicando sentenziando a proprio piacimento la contro parte, in base agli elementi di colpevolezza suggeriti da questo assassino criminale? Mamma mia come è caduta in basso la giustizia!

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  • doppiavela12

    17 Settembre 2010 - 15:03

    Primo NON ho pontificato nessuno, provi a leggere bene Secondo La gestione dei pentiti è stata curata dalla struttura guidata da De Gennaro e Manganelli, il quale poi sostituì alla direzione, il primo. Per sua informazione i Pm si occupavano di interrogare, NON di gestire e chi gestiva aveva il contatto quotidiano con i cosiddetti collaboratori di giustizia. E proponeva anche il trattamento economico successivo. Si informi e non scriva inesattezze.

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