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Scoppia la protesta dei lavoratori di Fincantieri

Sit in in Liguria, a Castellammare di Stabia e a Palermo contro il piano industriale. Sacconi: "Solo indiscrezioni. Non abbiamo notizie di esuberi"

Scoppia la protesta dei lavoratori di Fincantieri
È destinata a protrarsi la protesta dei lavoratori della cantieristica navale, scoppiata quest’oggi in diverse città italiane soprattutto a causa della difficile situazione economica di Fincantieri e del suo nuovo e ufficioso piano industriale. Il ministero dello Sviluppo economico, infatti, ha smentito che il governo convocherà martedì le due parti, sfruttando la concomitanza dell’assemblea generale romana convocata da Fim, Fiom e Uilm.
Dopo il vespaio di sciopero e manifestazioni registratesi in tutta Italia, infatti, domani mattina Fim, Fiom e Uilm si incontreranno a Roma per discutere della crisi della cantieristica navale e, più in particolare, della bozza di ristrutturazione aziendale che prevede la chiusura o il ridimensionamento di diversi cantieri di Fincantieri. L’appuntamento è al Centro congressi Frentani alle 10. Un’assemblea convocata in tutta fretta, anche perché la situazione sta montando in diverse città italiane.

Caos – La sollevazione dei lavoratori è scoppiata questa mattina in Liguria, dove i lavoratori degli stabilimenti Fincantieri di Genova Sestri Ponente e Riva Trigoso hanno incrociato le braccia contro la bozza di ristrutturazione aziendale che prevede la chiusura del cantiere di Riva e il ridimensionamento di quello genovese (che costerebbe il posto a circa 2500 persone). La protesta è anche sfociata in un corteo e nell’occupazione della direzione aziendale, con il conseguente intervento delle forze dell’ordine.
Tuttavia il caso ligure ha riportato sotto i riflettori i problemi di un settore, quello della cantieristica navale, che sta mostrando delle preoccupanti falle sotto la voce occupazione.
Oltre alle proteste di Genova, infatti, quest’oggi si sono registrate manifestazioni anche a Castellammare di Stabia, dove gli operai della Fincantieri si sono ritrovati sin dalle prime ore del mattino dinanzi ai cancelli dello stabilimento. Anche in questo caso a preoccupare i lavoratori sono state le notizie dei giorni scorsi che di fatto negavano l’esistenza di nuove commesse in uno stabilimento alle prese con la mancanza di lavoro. Tre operai sono saliti su una gru per protestare, mentre altri 200 stanno facendo un sit in davanti ai cancelli per chiedere l’immediato ritiro del piano industriale 2010-2014. Gli operai sono intenzionati a non scendere almeno fino al vertice serale nel Comune di Castellammare, dove si discuterà proprio della situazione.
Anche a Palermo 300 operai delle aziende dell’indotto che lavorano per la Fincantieri di Palermo stanno protestando contro il piano industriale dell’azienda, presidiando i cancelli della fabbrica, mentre un’ora di sciopero alla fine di ogni turno è stata decisa inoltre dai lavoratori della Fincantieri di Monfalcone (Gorizia).

Interpellato sulla questione da Bergamo, dove ha presenziato all’assemblea di Confindustria, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha spiegato le posizioni del governo.
"So che Fincantieri afferma di non aver definito un piano industriale e che, come da mia sollecitazione, ha assicurato che non appena ci sarà non procederà ad atti unilaterali e aprirà un dialogo con le parti sociali e le istituzioni. È inammissibile che una indiscrezione di giornale scateni un clima conflittuale di tali dimensioni".

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