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Palermo, aereo fuori pista: chiuso lo scalo fino a domani

I tecnici sono al lavoro per ricostruire le cause dell'incidente. Uno dei passeggeri: "I soccorsi sono arrivati tardi"

Palermo, aereo fuori pista: chiuso lo scalo fino a domani
Prima un forte boato, poi grida e panico a bordo. L’aereo sbanda in velocità ed esce fuori pista. Tutto in pochissimi istanti anche se ai 123 passeggeri dell'Airbus 300 Wind Jet in volo da Roma a Palermo, sono sembrati interminabili. Si è sfiorata la tragedia nello scalo Falcone e Borsellino, quando un velivolo della maggiore compagnia low-cost italiana, durante l'atterraggio, è "scivolato” finendo sul prato. Una trentina di persone sono rimaste lievemente ferite ma sono state prontamente medicate sul posto.

L’aeroporto di Palermo rimarrà chiuso fino alle 14 di domani anche se, per il momento non si sa ancora se questa previsione verrà rispettata. È questo l’annuncio del presidente dell’Enac, Vito Riggio, a conclusione della prima riunione operativa nello scalo dove ieri notte un airbus della compagnia aerea Wind Jet è uscito fuori pista mentre atterrava con a bordo 123 passeggeri e 5 componenti dell'equipaggio.

I tecnici dell'Enac e della commissione di inchiesta istituita dall'Autorità di gestione e controllo dell'aeroporto di Palermo effettueranno questa mattina i primi rilievi sul velivolo. Sull'incidente ha aperto un'inchiesta la procura di Palermo. L'indagine è coordinata dal pm Carlo Lenzi. Anche l'agenzia nazionale sicurezza volo è al lavoro per ricostruire le cause dell'incidente.

Secondo la compagnia aerea l’incidente sarebbe stato determinato del "wind sheare" ossia una variazione improvvisa del vento dovuta alle cattive condizioni meteo che ha messo fuori assetto il velivolo facendo piegare il carrello e determinandone l'uscita di pista. Il direttore operativo dei voli Wind Jet, comandante Ilario Tolini, ha detto: ''Al momento sulla base dei dati a disposizione escludiamo un errore da parte del pilota. L'Airbus è stato buttato giù da un colpo di vento mentre era a 300 piedi (150 metri) dallo scalo, toccando terra 400-500 metri prima della pista''. Poi precisa ancora il comandante che il mezzo ''ha tre anni di vita e tre giorni fa è stato ispezionato a Napoli''.

Il pilota del velivolo, ricoverato nell'ospedale di Partinico per accertamenti, ha detto: "Ho avuto la sensazione che l'aeromobile sprofondasse". Il pilota, riferisce Tolini, "è un comandante anziano con oltre 1 mila ore di volo, così come il copilota che ha tanta esperienza alle spalle".

Dopo l'incidente accaduto ieri sera a Punta Raisi, i soccorsi avrebbero subito un ritardo perché, i pompieri probabilmente, dicono alcuni testimoni, non conoscevano la posizione in cui si trovava l'aereo. La pista, infatti, è al buio e con le sole luci a terra che servono a delimitarla. Il vasto perimetro dell'aeroporto non ha consentito l'immediata individuazione dell'aeromobile.

«Siamo quasi arrivati all'aerostazione - ricorda oggi uno dei passeggeri - e durante il percorso abbiamo incontrato pattuglie di soccorritori che cercavano di individuare il luogo dell'incidente, mentre in lontananza abbiamo visto alcuni lampeggianti dei vigili che si dirigevano nella direzione giusta». Il passeggero sottolinea «il grave ritardo nei soccorsi: non è esagerato sostenere che siamo stati lasciati soli. Se le condizioni meteo potrebbero essere la causa dell'incidente è anche vero che senza la pioggia e l'acqua sulla pista l'aereo avrebbe rischiato di incendiarsi con le conseguenze che si possono immaginare».

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