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La Calabria dice No 'ndrangheta

Decine di migliaia in piazza per la manifestazione contro la cosca

La Calabria dice No 'ndrangheta
La guerra contro la ’Ndrangheta non è ancora vinta, anzi, ci saranno altre vittime e altri episodi causati dalla cosca calabrese. Tuttavia quest’oggi la regione ha lanciato un fortissimo segnale di legalità. Diverse decine di migliaia di persone hanno partecipato questa mattina alla manifestazione "No 'ndrangheta", promossa a Reggio Calabria da "il Quotidiano".

La manifestazione, pensata dopo l'ultimo attentato al procuratore generale della città, Salvatore Di Landro, è stata infatti un successo, sia per la presenza di tutte le forze politiche (finalmente unite dietro una causa comune), ma soprattutto per la grandissima partecipazione dei cittadini, degli imprenditori, degli studenti e delle parti sociali che rappresentano il tessuto stesso della Calabria.
Insomma, per quanto la strada sia ancora lunga ed estremamente in salita, i calabresi hanno voluto urlare all’Italia intera che l’Ndrangheta è un cancro che si può debellare.

A spiegare l’importanza della giornata, la prima organizzata in Calabria per protestare contro la criminalità organizzata, è stato lo stesso procuratore generale di Reggio Calabria Salvatore Di Landro, il cui attacco di discorso ha voluto ricordare due famosi slogan che hanno reso grandi personaggi statunitensi come Martin Luther King e Barack Obama.
“I have a dream, yes we can. Se noi vogliamo, possiamo uscire dall’oppressione mafiosa, grazie al raggiungimento di tre obiettivi: l’educazione, la prevenzione e la repressione. Il più importante è il primo perché solo così si potranno formare le coscienze che crescendo riusciranno a opporsi alle logiche mafiose. Nel panorama della storia siamo ben poca cosa e passeremo presto. Ma rimarrà il segno di una vita ben spesa   perché connotata da comportamenti corretti, leali e buoni. Noi qui, compresi tutti voi giunti da ogni parte della Calabria che siete i veri protagonisti di questo momento, intendiamo ribadire con forza che apparteniamo a una terra di antica storia, di grande nobiltà. La nobiltà di gente perbene qui presente ne costituisce la stragrande   maggioranza. Gente che vuole continuare a essere buona, bella e gentile”.

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Commenti all'articolo

  • blues188

    27 Settembre 2010 - 14:02

    Mi cadono le braccia. E forse anche altro, credimi. Io mi sono sforzato di insegnare l'onestà ai miei figli e ai miei fratelli, prendendomi dello scemo. Ma erano giovani e credevano di conseguenza che la vita appartenesse ai furbi e mi deridevano. Ora che sono adulti hanno capito che l'onestà paga, anche se lo fa in tempi lunghi ma la sua è moneta buona. E sono orgogliosi di aver avuto questo insegnamento. Ecco perché dopo veder migliaia di marce e fiaccolate mi scendono le braccia quando vedo che niente mai cambia e siamo ancora all'apparenza di uno sdegno che dura il tempo della camminata. Partano da sé stessi e dai figli piccoli, senza pretendere che lo Stato (ahimè) lavori per loro, visti i politici che abbiamo.

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  • blues188

    27 Settembre 2010 - 13:01

    Ovviamente, da buon meridionale e sinistro, tace sul fatto che le intercettazioni sono permesse e anche addirittura favorite e, laddove ci siano riscontri seri, vengono rinnovati i permessi di ascolto. Tace colpevolmente sul fatto che troppe troppissime volte (si può dire troppissime?) le intercettazioni sono diventate un affare lucroso per le ditte che la svolgono e che i magistrati non si alzano più dalla sedia, ma si mettono seduti comodamente in poltrona ad auscultare ogni sorta di cavolata detta da chiunque. Il tutto con uno stipendio molto elevato. Ma perché invece non indagano usando poi le intercettazioni come aggiunta e aggravante? Troppo difficile? Petergreci, vada a scrivere su Repubblica o sull'Unità, lì troverà chi l'ascolta più volentieri e non si porrà domande.

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  • Guderian

    27 Settembre 2010 - 11:11

    e' da li che bisognerebbe cominciare... vedi cosentino, un casalese doc. Se poi lo stesso parlamento lo difende beh.. allora 'ste marcie sono totalmente inutili.

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  • petergreci

    27 Settembre 2010 - 09:09

    Cosentino docet. I Legucoli che prima sventolarono un cappio scorsoio dentro la camera dei deputati , ora sono garantucoli e non permettono che intercettazioni telefoniche compromettenti fatte ad un parlamentare non possano essere usate dalla magistratura...bene ottima carriera..una canzone di Mina diceva: parole, parole, parole, paroleeeeeee

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