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La Brambilla contro la Apple

Il ministro chiede i danni perché l'applicazione "What Country" è offensiva e inaccettabile

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La Brambilla contro la Apple
È terminata con un’ azione legale del governo nei confronti dell’azienda di Cupertino fondata di Steve Jobs la vicenda dell’applicazione per i-Phone, "What country", che giocava su alcuni luoghi comuni del nostro paese. Più precisamente: “pizza, mafia, pasta e scooter”.

«Ho dato mandato all’Avvocatura dello Stato di procedere nelle sedi opportune contro i responsabili del grave danno d’immagine arrecato al nostro Paese». È ciò che afferma il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, titolare della delega alla tutela ed al rilancio dell’immagine dell’Italia e del made in Italy, in relazione all’applicazione e disponibile a pagamento sul negozio online Apple.

Il ministro avverte: «Si tratta ovviamente di una rappresentazione offensiva ed inaccettabile, per di più accompagnata da un testo "esplicativo" che, se possibile, peggiora ulteriormente le cose. L’Italia è un faro nel mondo per la sua storia, la sua cultura ed il suo stile. Come cittadina e come ministro non posso permettere che si getti discredito sul nostro Paese utilizzando un’organizzazione criminale come nostro testimonial. Tutto questo fa grande torto all’Italia e agli italiani – prosegue - Tale immagine distorta, alla cui creazione hanno contribuito anche tante pellicole cinematografiche diffuse in tutto il mondo, deve essere definitivamente corretta. Perciò ho chiesto ad Apple di rimuovere l’applicazione da App store e ho dato mandato all’Avvocatura dello Stato di procedere nelle sedi opportune contro i responsabili". 

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Commenti all'articolo

  • Franky63

    29 Settembre 2010 - 15:03

    Sono stato in Usa circa 2 anni, vi posso garantire che vista da lontano l'Italia e' veramente una barzelletta, quando non di peggio. Sono stato anche in Messico, che in quando a criminalita' non sono secondi a nessuno, beh anche li mi hanno detto che siamo Mafiosi. Meno male che Bossi non e' molto conosciuto all'estero altrimenti sai le battute. Comunque quello che e' scritto sul i-phone sono tutte cose vere, quindi hai voglio a fare gli offesi, e' cosi.

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  • treasure

    29 Settembre 2010 - 14:02

    ho vissuto all'estero, ho visto, ho udito. A proposito del P.S. mi pare di sentire una Sua nota di compiacimento, della quale non vedo ragione. Di fatto il Suo nick-name è l'unione di quattro parole inglesi. Tre di esse, prese separatamente, hanno ciascuna un significato. Così come sono presentate, no. Forse era questo il Suo intento ? Se sì, lo ha raggiunto.

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  • peroperi

    29 Settembre 2010 - 13:01

    Io credo che ognuno sia artefice del proprio destino. I poveri disoccupati possono sempre cercarsi un altro lavoro e se non in italia, all'estero. non si puo' sempre sperare di piangere e ricevere sussidi. Facciano come fanno quelli che si imbarcano e vengono in italia o come facevano i nostri nonni emigrando in regola. Basta sentire questo pietismo. é da quando sono bambino che l'italia ha di questi problemi e chi butta benzina sul fuoco sono sempre stati i sindacati che hanno incentivato le industrie a trasferirsi all'estero. La realta' è che certi italiani di sinistra o grillini amano contestare e non sono capaci a tirarsi su le maniche ed aprirsi una partita iva. pretendono dagli altri aiuti , sovvenzioni, assistenza come se fossero handicappati. Vi sieta mai chiesti che vita fanno agenti, rappresentanti, giovani dottori, veterinari , commercianti ecc. vessati e pressati da tasse inique senza alcuna assistenza? andate a lavorare ma sul serio!!

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