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Giudici contro la Gelmini: obbligatorio assumere i precari dopo tre anni di fila

Una sentenza del tribunale di Siena potrebbe costringere lo Stato a migliaia di assunzioni non previste nella scuola

Giudici contro la Gelmini: obbligatorio assumere i precari dopo tre anni di fila
I precari della scuola avranno un'arma in più da spuntare nella battaglia che li vede contrapposti al ministero guidato da Maria Stella Gelmini. Un giudice del lavoro del tribunale di Siena, infatti, ha stabilito che anche nel pubblico impiego, quindi nella scuola, deve essere applicata la normativa comunitaria che prevede l'assunzione a tempo indeterminato dopo tre contratti consecutivi nella stessa sede lavorativa. Soprattutto, ha spiegato il giudice, se si tratta di un posto di lavoro privo di titolare.

La sentenza, emessa dopo la denuncia di una docente assunta dall'Usp (l'ex provveditorato) per sei anni di seguito, rischia di mandare a pezzi i piani del Miur e del governo sul fronte scolastico.

La sentenza, se applicata a livello nazionale, avrebbe effetti catastrofici per le casse dello Stato, che proprio attraverso i tagli alla scuola stanno ottenendo delle sensibili riduzioni di spesa: nel 2009/10 furono 116.973 i docenti assunti per tutto l'anno, di cui oltre 20mila fino al 31 agosto, a cui vanno aggiunti almeno altri 60mila amministrativi, tecnici ed ausiliari, sempre con supplenza almeno fino al termine delle lezioni.

Secondo Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, che ha avviato il nuovo anno con una campagna nazionale contro la precarietà, con questa sentenza "ora si attendono migliaia di richieste avanzate dal nostro sindacato in tutta Italia per la stabilizzazione di docenti e Ata. Entro la fine dell’anno scolastico saranno possibili nuove immissioni in ruolo, disposte dai giudici del lavoro".

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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    06 Ottobre 2010 - 15:03

    Il Lazio è la quinta Regione italiana per Pil pro-capite. Per ricchezza Roma è terza. Quella con il maggior PILè la Val d'Aosta. Al secondo posto si colloca la Lombardia, seguita dal Trentino e dall'Emilia Romagna. Poi, quindi il Lazio, che supera il Veneto attestando il suo Pil pro capite a 30.327 euro. E' quanto emerge dal rapporto dell'ufficio studi di Confcommercio-Imprese per l'Italia "Aggiornamento delle analisi e delle previsioni del Pil nelle regioni italiane". Ricchezza pro capite, Milano al primo posto. Sono Milano, Bologna, Roma e Bolzano le province che generano più valore aggiunto per abitante in Italia, con un valore superiore al 128% della media nazionale. La prima provincia in graduatoria è quella di Milano, con 33.605 euro (in calo però rispetto all'anno precedente dello 0,1%), seguita da Bologna (+1,1%) a 29.839 e Roma (+1,5%) con 29.463 euro. La quarta della graduatoria è Bolzano, con 28.408 euro. Fonte ISTAT

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  • nonae

    06 Ottobre 2010 - 11:11

    2°. La carenza di conoscenze basilari porta a fuorviare la lettura di eventi pubblici mediatici. Giova ricordare che le scuole private italiane, quasi tutte religiose, nulla hanno a che vedere con quelle inglesi, o statunitensi e che DOVREBBERO essere chiuse: infatti sono soprattutto l’àncora di salvezza per "ciuchi" danarosi; i docenti assunti aggradano alla Curia, senza alcun controllo pubblico; lo Stato le foraggia, con i tagli alla scuola pubblica. Rammarica constatare che le persone emettono giudizi, SENZA essersi prima DOCUMENTATE SU NULLA; che parteggiano per le bordate e gli insulti del Cav contro la Magistratura, (comportamento disdicevole ed INDEGNO del Capo del Governo), SENZA capire che lo stesso sta tentando di scardinare lo Stato, SOLTANTO in funzione di se stesso e della sua IMPUNITA’. Prima di blaterare, ACCULTURARSI E RIFLETTERE (spremersi le meningi), sennò ben si comprende il facile gioco del Cav: una massa ignorante e perciò manipolabile a bacchetta. Et voilà....

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  • nonae

    06 Ottobre 2010 - 10:10

    2°. La carenza di conoscenze basilari porta a fuorviare la lettura di eventi pubblici mediatici. Giova ricordare che le scuole private italiane, quasi tutte religiose, nulla hanno a che vedere con quelle inglesi, o statunitensi e che DOVREBBERO essere chiuse: infatti sono sopratutto l’àncora di salvezza per “ciuchi” danarosi; i docenti assunti AGGRADANO alla Curia, senza alcun controllo pubblico; lo Stato le foraggia, con i tagli alla scuola pubblica. Rammarica constatare che le persone emettono giudizi, SENZA essersi prima DOCUMENTATE SU NULLA; che parteggiano per le bordate e gli insulti del Cav contro la Magistratura, (comportamento disdicevole ed INDEGNO di un Capo del Governo), SENZA capire che lo stesso sta tentando di scardinare lo Stato, SOLTANTO in funzione di se stesso e della sua IMPUNITA’. Prima di blaterare, ACCULTURARSI E RIFLETTERE (spremersi le meningi), sennò ben si comprende il facile gioco del Cav: una massa ignorante e perciò manipolabile a bacchetta. Et voilà....

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  • nonae

    06 Ottobre 2010 - 10:10

    1°. Da alcuni commenti emerge un’abissale ignoranza, frammista a malcelato livore (invidia e risentimento nei confronti dei docenti?), della Costituzione italiana, dello Statuto dei lavoratori, delle norme comunitarie UE ed a monte della SEPARAZIONE ED INDIPENDENZA dei tre poteri, cioè legislativo, esecutivo e giudiziario, FONDAMENTA DELLO STATO DI DIRITTO MODERNO (Illuminismo - Rivoluzione francese ed americana docent). Inoltre lo Stato in primis (quello italiano non fa eccezioni) e tutte le sue Istituzioni (Parlamento, Governo, ecc.) attraverso cui opera, deve RISPETTARE le norme legislative proprie, dell’UE ed internazionali (in base ad accordi reciproci). IL GIUDICE DEL LAVORO in questione, come gli altri magistrati nell’esercizio della professione, ha emesso una sentenza nell’APPLICAZIONE ed INTERPRETAZIONE delle norme di legge, VIGENTI anche per il Consiglio dei Ministri (vedi Gelmini). In caso di violazione delle leggi, lo Stato ne risponde a livello civile e/o penale, con la sua Avvocatura.

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