Cerca

Ipotesi depistaggio nel caso di Sarah Scazzi

Gli inquirenti ormai convinti che il cellulare sia stato fatto ritrovare per sviare le indagini

Ipotesi depistaggio nel caso di Sarah Scazzi
Sembrava poter essere l'elemento chiave che avrebbe portato gli inquirenti alla svolta e alla soluzione del caso. Invece il ritrovamento del cellulare di Sarah Scazzi potrebbe essere solo un tentativo per depistare le indagini in corso. A sostenerlo sono gli stessi inquirenti, i quali continuano a riscontrare una serie di incongruenze tra il ritrovamento, le ricostruzioni delle prime settimane e le testimonianze della cugina di Sarah, Sabrina, e dello zio Michele Misseri, la persona che lo scorso 28 settembre ritrovò il telefonino della quindicenne di Avetrana.

Per quanto nessuna pista venga esclusa dagli inquirenti, tale pista sembra essere avallata dagli esami che i Ris di Roma stanno effettuando proprio sul cellulare di Sarah. I primi riscontri scientifici hanno certificato la mancanza di macchie di terra e di ammaccature; l'idea che qualcuno abbia appoggiato il cellulare con l'intenzione di farlo trovare, quindi, è sempre più radicata nelle menti degli investigatori.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • ercole.bravi

    06 Ottobre 2010 - 11:11

    il polverone alzato in questa vicenda, della quale ormai non se ne capisce nulla (grazie anche agli inquirenti) che riempiendosi la bocca di" tutto sotto controllo" e valutazioni varie hanno praticamente passato le giornate a dare notizie varie ed assemblate dal giorno della sparizione non giungendo a nulla, a parte questo dicevo, ci ritroviamo con ulteriori forme di sciacallaggio mediatico nel quale questa volta vengon buttati dentro all'affettatrice a mezzo stampa la cugina e lo zio. Se ci sia un colpevole, e se sia nell'ambito familiare a questo punto della storia non riesco a capirlo......speriamo che almeno le autorità abbiano un minimo di certezza comprovabile e non decidano, ormai esposti alla "gogna" mediatica di sacrificare il meno forte della storia.

    Report

    Rispondi

  • adaniel

    06 Ottobre 2010 - 10:10

    Se la ragazza non è stata rapita o portata via con violenza, come tutti ci auguriamo, sarebbe opportuno che la madre venisse ascoltata con l'aiuto di una psicologa_ la donna vive una tragedia, ma è indispensabile che fornisca TUTTE le informazioni sui rapporti tra lei e la figlia, anche quelli che attualmente possano suscitarle dolorosi ricordi

    Report

    Rispondi

  • dontfeedtheboss

    05 Ottobre 2010 - 21:09

    Che qualcuno faccia lo sciacallo sulla tragedia di una famiglia e di una ragazza, per fare la solita propaganda contro la magistratura, proponendo, tra l'altro uno stato di polizia senza freni, controlli e legittimazione molto poco democratico. Per favore, certe teorie del menga, tenetevele per voi almeno in certi frangenti.

    Report

    Rispondi

  • ariete11

    05 Ottobre 2010 - 20:08

    Come si presupponeva il ritrovamento del cellulare da parte dello zio, lo pone adesso mischiato nella vicenda. Ma una persona qualsiasi , coinvolta in un fatto del genere, se trova il cellulare non lo fa sapere a chicchesia lo fa sparire definitivamente e basta.Se gl'inquirenti , per varie ragioni ritengono che il cellulare non poteva stare li tutto quel tempo dopo tale considerazione non è detto che il cellulare è stato trovato là per mettere in guardia qualcuno. Bisogna a questo punto che sospettare di parenti e amici in questa faccenda è poco opportuno, il dubbio è sorto solo dietro ritrovamento del telefonino da parte dello zio.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog