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Sarah uccisa e stuprata Il paese: lo zio è un orco. Domani i funerali

Michele Misseri, reo confesso, ora pensa al suicidio. In strada uno striscione: "Pena di morte allo zio animale"

Sarah uccisa e stuprata Il paese: lo zio è un orco. Domani i funerali
Risolto il giallo di Avetrana. Sarah Scazzi, la ragazza che sembrava scomparsa nel nulla nei pochi metri che separano la sua abitazione da quella della cugina Sabrina, dove la 15enne era diretta nel pomeriggio del 26 agosto, è stata uccisa dallo zio Michele Misseri. Dopo un interrogatorio durato più di 12 ore, l'uomo, 57 anni, ha confessato. Nella giornata di venerdì l'uomo è stato sottoposto all'interrogatorio da parte del giudice per le indagini preliminari Martino Rosati, al termine del quale è stato convalidato il fermo. Davanti al gip, Misseri ha ammesso di aver già provato, in passato, ad avvicinare la nipote: "L'avevo già toccata un'altra volta", ha detto. Le accuse per lo zio, a questo punto, sono quelle di omicidio volontario, sequestro di persona, occultamento di cadavere e vilipendio di cadavere.

Sarah è stata strangolata in un garage attiguo alla casa perché aveva rifiutato le "avances" di quelli che ormai tutti in paese definiscono orco. "L'ho strozzata con una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già morta", è la rivelazione agghiacciante di Misseri. Prima di occultare il cadavere gettandolo in un pozzo, l'uomo ha denudato la nipote e ha successivamente bruciato i vestiti e la corda.
Il giorno prima dell'omicidio la ragazzina avrebbe discusso con la cugina Sabrina, figlia di Misseri, proprio per le insistenti e morbose attenzioni dello zio. Sabrina ne avrebbe parlato con il padre. E lui l'avrebbe uccisa per farla tacere.

Il ritrovamento - I carabinieri hanno recuperato il cadavere di Sarah nel podere di Misseri, tra Avetrana e Nardò. Il corpo era stato buttato in una cisterna interrata per la raccolta delle acque piovane. Era lì, difficile da recuperare, sommerso dall'acqua e coperto dalle pietre. Nella stessa zona, il 29 settembre scorso, l'uomo aveva simulato il ritrovamento del telefonino appartenuto alla nipote, senza la batteria, bruciacchiato in mezzo alle foglie di ulivo. Ed è stato proprio quel tentativo di depistaggio o quel primo cedimento, insieme ad alcune intercettazioni ambientali, ad aver spinto gli inquirenti a indagare su Michele Misseri. La figlia Sabrina era stata intercettata mentre diceva alla madre: "Tanto lo so che l'ha presa lui". Una frase che lascia chiaramente intendere come in famiglia fosse già maturato qualche sospetto.

"L'orco"
- D'altra parte Misseri aveva quasi convinto tutti, media e opinione pubblica, della sua innocenza, piangendo di fronte alle telecamere e dichiarando, tra lacrime e singhiozzi: "Sarah era come una terza figlia". Ma il paese, Avetrana, il giorno dopo la tragedia mormora: "Michele era uno che sbavava dietro le ragazzine", "molestava le figlie", insinua qualcuno. Anche se Sabrina  e Valentina smentiscono: "Non ha mai abusato di noi. E' stato un padre esemplare". Nemmeno Concetta Serrano, la madre di Sarah, avrebbe mai avuto sospetti sul cognato. I cittadini chiedono che sia fatta giustizia. I compagni di scuola della ragazza urlano in coro "a morte Michele" e una madre lascia uno striscione in strada davnti alla casa di Sarah: "Pena di morte per lo 'zio' animale".

"Voleva farsi prendere" - Secondo l'avvocato Walter Biscotti il ritrovamento del telefonino "è stato quasi un modo per dire 'venitemi a prendere', una sorta di messaggio per farsi scoprire perché non ce la faceva più a mantenere un segreto". Nicodemo Gentile, l'altro legale della famiglia Scazzi, ha poi ribadito: "La mamma non ha mai sospettato nell’ambito familiare del signor Michele e delle nipoti". "Noi siamo convinti che gli altri non si siano accorti di quello che accadeva in garage in  quel momento. Sarebbe grave se qualcuno avesse visto entrare Sarah in   garage e ha taciuto una circostanza così importante. Sarà da   chiarire il movente, se possibile. Ce lo dirà l’autopsia che stabilirà se ci sia stata violenza carnale o un tentativo, per noi è  morto importante. Siamo curiosi di sapere se dalle indagini possano emergere particolari di qualche attenzione che lo zio magari in passato ha avuto nei confronti di Sarah. Le altre ipotesi ci apparivano  sganciate dagli avvenimenti reali. Abbiamo sempre detto che non era  certo che fosse stata caricata da estranei. Per noi il movente è quello di una pulsione sessuale spasmodica, irrefrenabile, patologica  che ha portato purtroppo a questo atteggiamento".

Michele Misseri è rinchiuso da ieri in isolamento in una cella del carcere di Taranto. Il legale d’ufficio di Misseri, Daniele Galoppa, ha riferito che il suo assistito piange e ha manifestato intenzioni suicide.

Notizia in diretta tv - La notizia ha lasciato sgomenti i familiari di Sarah e i cittadini di Avetrana. La madre l'ha appresa in diretta televisiva, durante la trasmissione di Raitre Chi l'ha visto?, che molta attenzione aveva dedicato al caso e alla presunta scomparsa di Sarah. Concetta era collegata con Federica Sciarelli dalla casa del cognato, l'assassino di sua figlia. Si trovava davanti alle telecamere per lanciare l'ennesimo appello e aggiungere qualche tassello al puzzle della scomparsa, quando la conduttrice ha appreso la notizia dalle agenzie di stampa. In un primo momento solo voci e indiscrezioni, nessuna certezza, nessuna conferma dal Comando provinciale dei carabinieri dove ancora si trovavano Michele Misseri, la moglie Cosima Spagnolo e la figlia maggiore Valentina. Poi, quando era ormai chiaro che la piccola Sarah fosse stata uccisa dallo zio che stava conducendo le forze dell'ordine sul luogo dell'occultamento, Concetta Serrano Spagnolo si è allontanata insieme all'avvocato di famiglia.

Federica Sciarelli
- Sulla diretta tv Federica Sciarelli ha commentato: "E' stato terribile che la mamma debba aver appreso queste cose dai giornalisti.  C'eravamo noi e i giornalisti che la chiamavano al telefono. E per questo ho detto alla madre di Sarah se voleva andare via e ho chiesto all’avvocato di accompagnarla". La prima notizia era quella del ritrovamento "e speravamo di dare la contro notizia, speravamo e invece non è successo". Poi "abbiamo deciso di non interrompere e continuare il collegamento anche perché era in programma la trasmissione della Dandini, di satira, e non ci è sembrato il caso dopo quelle notizie".

"Mio padre deve pagare"
- Un’amica di famiglia, uscita dalla abitazione di Misseri assediata dai giornalisti, ha raccontato che Sabrina "non fa altro che piangere e dire che lei non sapeva nulla". La cugina di Sarah avrebbe anche detto: "Mio padre deve assumersi le sue responsabilità e pagare per quello che ha fatto".  Parlando ai cronisti al citofono, la ragazza ha poi negato che in famiglia ci fossero sospetti: "Ha preso in giro tutta l'Italia".

La reazione del popolo di Internet - Amiche, amici e pure sconosciuti vogliono lasciare una traccia su Internet. Perché la storia di Sarah Scazzi è troppo brutta per cadere nel silenzio. E allora, basta collegarsi a Youtube per scoprire video creati ad hoc per lei. Ci sono immagini della ragazza che scorrono, musiche per salutarla e una scritta "Addio Sara, dedicato a te che ora vivi un posto migliore". Ci sono uomini, soli e quasi ridicoli davanti alla telecamera, che vogliono dire qualcosa per non lasciare i commenti solo ai giornali o agli inquirenti.

Funerali e lutto cittadino - Oggi verrà comunicata la data. Si svolgeranno domani alle 15.30 nel palazzetto dello sport di Avetrana i funerali di Sarah Scazzi. Saranno celebrati con rito religioso nonostante la madre sia testimone di Geova. La camera ardente, invece, sarà allestita da oggi pomeriggio nell’auditorium Caduti di Nassiriya. Il sindaco Maio De Marco ha proclamato il lutto cittadino.

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Commenti all'articolo

  • James Baker

    09 Ottobre 2010 - 11:11

    Niente da aggiungere: hai espresso in modo più chiaro il contenuto del mio intervento. Comunque ritengo che nessuno ed in nessuna occasione ha il diritto o di togliere la vita a qualcuno o di dare la morte a se stesso. Per me (ed anche per molti altri) la vita é un dono unico, prezioso ed irrepetibile in tutto il creato. Al di là delle interpretazioni morali/religiose o come le vogliamo chiamare, intendo nel senso concreto, naturale, nel nostro essere sulla Terra. Giungono purtroppo in questi minuti altre brutte notizie dal Pakistan: altre morti, altri lutti, altre sofferenze che nel contesto generale, a mio modesto parere, la società che viviamo, puo', volendolo, prevenire ed evitare. ***** No comment invece per le sofferenze e le paure dei parassiti: i prosciutti ed i salumi, in genere servono per aggregare le persone a tavola. Non servono per portare a casa ""i titoli accademici vantati"".

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  • nonae

    09 Ottobre 2010 - 09:09

    II. L'ambiente familiare di entrambe la cugine ha alimentato una situazione ambigua e border line, una situazione carica di tensioni latenti e foriera di eventi contraddittori, una situazione dalle dinamiche contorte ed altamente rischiose. Il fatto che praticamente tutti sapessero delle attenzioni morbose e che nessuno sia intervenuto, per proteggere la ragazza in modo concreto, deve far riflettere sull'omertà più o meno consapevole e comunque colpevole. In tali frangenti si deve ALLONTANARE SUBITO il soggetto in pericolo e si deve INTERVENIRE sull’autore delle molestie nel modo più adeguato, proprio per contenerlo e renderlo inoffensivo. Non stupisce, alla luce dei fatti, la decisione della ragazza di VOLER lasciare il paese al più presto, cioè la sua volontà di FUGA e di SALVEZZA. Una vittima, che forse si poteva e si doveva evitare. Se penso a COME Sarah viveva tale situazione quotidiana, “mi si stringe il cuore” .....

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  • nonae

    09 Ottobre 2010 - 09:09

    Provo immensa pietà per la povera mamma lasciata SOLA, in una società solidale a parole e sul cartaceo legale, e ripeto SOLA in un momento di grande depressione ed in una situazione per lei ingestibile con il figlio gravemente problematico. NON la giustifico e NON la giudico, ma cerco semplicemente di capire il perché della sua azione. La disperazione, il senso d’impotenza, il BISOGNO DI AIUTO evidente, seppur muto ed inascoltato, congiunti alla patologia sofferta hanno schiacciato la poveretta. Quante volte BASTA un sostegno MORALE, una parola, un gesto di solidarietà, il far sentire la propria presenza concreta, per allentare la morsa della disperazione distruttiva. La poveretta ha reciso la vita del figlio, per il troppo amore e per proteggerlo da una prospettiva di vita insopportabile e poi ha tentato di seguirlo. MOTIVAZIONI ben diverse da quelle dello stupratore di Sarah e che meritano un VELO PIETOSO.

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  • paio50

    09 Ottobre 2010 - 09:09

    Certo: hai ragione. Come al solito e come fa il feltronzo con tutte quante le sue identità, quando uno si mette di traverso alle sue illuminazioni è come minimo ignorante, capra, decerebrato; oppure come nel mio caso ha comprato la laurea a suon di regali, asino come sono. Credo che la cosa sia evidente anche a tutti quelli che come me scrivono e leggono su questo blog: c'è qualcuno che scrive e c'è qualcuno che deve solo leggere e commiserarsi del non essere illuminato, quindi di sinistra, e tacere. Che paura che ho....che paura.

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