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Sarah, lo zio: "Dopo aver nascosto il corpo ho pregato"

Dettaglio macabro dalla confessione di Misseri: lavorò come becchino in Germania. La procura indaga su eventuali complici

Sarah, lo zio: "Dopo aver nascosto il corpo ho pregato"
A cinque giorni dal ritrovamento del corpo di Sarah Scazzi e della confessione shock dello zio assassino Michele Misseri, trapelano dagli ambienti investigativi nuovi stralci del verbale redatto in quella tragica notte. Ai magistrati che lo interrogavano Misseri, forse nell'inutile tentativo di sembrare più umano e meno orco, avrebbe dichiarato: "Dopo aver abbandonato il corpo di Sarah ho fatto qualche Ave Maria e il segno della croce". Per tre volte l'assassino è tornato dove aveva nascosto il cadavere, accanto all'albero di fico del suo podere, per vedere la sua vittima.

Le indagini
- Intanto la procura di Taranto prosegue le indagini per verificare se i fatti si siano realmente svolti come indicato da Misseri, se bastavano solo 12 minuti per strangolare la nipote e portare via il corpo dal garage, mentre moglie e figlie erano in casa, a pochi metri di distanza. Il dubbio è che qualcuno abbia coperto l’omicida almeno fino alle 16. Misseri aveva inizialmente detto agli investigatori che non si era mai mosso da casa. Ricostruzione smentita dagli inquirenti: il cellulare di Misseri, tra le 15 e le 15,30 del 26 agosto, agganciò le celle telefoniche di Nardò, in provincia di Lecce, a pochi chilometri dal luogo dove è stata ritrovata Sarah, e non quelle di Avetrana, dove l’uomo disse di trovarsi mentre parlava al telefono col cognato. Secondo quanto emerge dalle indiscrezioni, inoltre, le versioni fornite negli ultimi giorni da Michele Misseri e dalle figlie non coinciderebbero in più di un dettaglio.

La perizia psichiatrica
- La difesa ha depositato la richiesta di perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e di volere dell'indagato sia al momento del delitto sia durante il giudizio. Secondo il difensore d'ufficio Daniele Galoppa, Misseri durante gli interrogatori a cui è stato sottoposto, ha fornito "versioni contraddittorie, assolutamente illogiche e poco credibili". "Il comportamento tenuto dall’indagato dal giorno della scomparsa della giovane vittima al suo ritrovamento, oltre che le dichiarate motivazioni che lo hanno spinto a voler collaborare con gli organi inquirenti, mostrano degli evidenti segnali di scarsa capacità rappresentativa della realtà e inconsapevolezza dei propri comportamenti al momento del loro compimento". La  violenza sessuale sul cadavere mostra poi "senza ombra di dubbio un evidente stato patologico mentale".
Misseri, secondo quanto riferito dal direttore del carcere di Taranto Luciano Mellone, appare lucido, non avrebbe assunto comportamenti "anormali" o autolesionisti. Ma viene periodicamente ascoltato dagli psicologi. Ha contatti solo con il suo avvocato, non può guardare i giornali o vedere la televisione. Inoltre non ci saranno colloqui con i familiari fino a quando non lo decideranno i magistrati inquirenti. In ogni caso, fino ad oggi, nessun parente si è presentato al carcere per far visita.

Becchino in Germania - Emergono però anche altri particolari sulla vita di Misseri. Quando era giovanissimo, come molti suoi coetanei, emigrò in Germania dove svolse - tra gli altri - anche il mestiere di becchino in un cimitero. Sono in molti ora a pensare che questa sua "esperienza" possa averlo aiutato nello spostamento e nell'occultamento del cadavere di Sarah.

Ma i riflettori sono puntati anche sugli altri componenti della famiglia. Nel corso della giornata è stato ascoltato il fratello della ragazza, Claudio Scazzi: è rimasto davanti agli inquirenti per 3 ore. Successivamente saranno convocati i familiari e le persone vicine a Sarah. I magistrati inquirenti Pietro Argentino e Mariano Buccoliero, con il loro capo Franco Sebastio, cercano nuove verità su quanto accaduto quel pomeriggio del 26 agosto.


Ecco il verbale dell'interrogatorio di Michele Misseri
:
Pm: "Quando la butta nel pozzo e ricopre il pozzo che cosa fa?"
Misseri: "L'ho ricoperto. Ho messo la pietra che stava originale, sopra, poi quelle piccole in giro".
Pm: "Per ricordarsi dov'era Sarah che ha fatto?".
Misseri: "Prima ho messo un po' di paglia sopra, poi un ceppo".
Pm: "Perché?".
Misseri: "Perché mi sono sentito... come devo dire? In colpa, mi volevo... non so nemmeno io cosa volevo fare. Infatti il cellulare di Sarah l'ho tenuto tre giorni in macchina, coperto".
Pm: "Quindi lei ha segnato il posto perché sapeva già che doveva ritornare lì?".
Misseri: "Sì, tre volte sono tornato, tre pomeriggi, verso le tre e mezzo - quattro".
Pm: "E quando è tornato lì che ha fatto?".
Misseri: "Ho detto qualche Ave Maria, qualche cosa... Il segno della croce".
Pm: "Ma il pozzo l'ha aperto?".
Misseri: "Solo una pietra per vedere ma non si vedeva. Ho fatto con una lampadina tascabile ma non si vedeva niente".

Pm: "Lei aveva già deciso dove portare Sarah? dove lasciare il corpo di Sarah?".
Misseri: "No, mi è venuto così, spontaneo, che mi ricordavo quel pozzo che avevo lavorato".
Pm: "Cioè, nel momento in cui lei mette Sarah dentro la macchina...".
Misseri: "Sì, l'ho portata così... non sapevo".
Pm: "Ma quando le è venuta l'idea di violentarla?".
Misseri: "Quando stavo sotto l'albero di fico perché non sapevo dove metterla. Ho visto l'albero di fico e l'idea mi è venuta nel momento stesso".
Pm: "Per quale motivo dopo averla spogliata e violentata ha deciso di rivestirla per buttarla nel pozzo?".
Misseri: "Non lo so nemmeno io perché. L'ho rivestita completamente, pure le scarpe. Ci aveva l'infradito".
Pm: "Quindi ha preso i vestiti..."
Michele: "Li ho messi nella macchina e sono andato a bruciarli (...), sono andato nei miei terreni, a Mutinato, e ho buttato la batteria".
Pm: "E dopo?".
Misseri: "Sono tornato dai fagioli... da mio cognato".

Pm: "Mentre lei faceva tutto questo il cellulare di Sarah dove stava?".
Misseri: "In cantina".
Pm: "E mentre lei stava uccidendo Sarah il cellulare squillava?".
Misseri: "Sì, tre o quattro volte. Poi è caduto a terra da solo e si è tolta la batteria".
Pm: "Che significa è caduto da solo?".
Misseri: "Ce l'aveva in mano Sarah nel momento che stavo stringendo il collo. Era Sabrina che la stava chiamando, io non l'avevo vista che stava fuori con Mariangela (l'amica di Sabrina). Poi dopo, quando si è accasciata, Sarah, il cellulare è andato a terra".
Pm: "Senta, quando lei ha attorcigliato la corda a Sarah, ha gridato la ragazza?".
Misseri: "No, niente. All'inizio ha cercato di mettersi le mani al collo".

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Commenti all'articolo

  • RANMA

    12 Ottobre 2010 - 10:10

    Non si deve chiamare bestia questo mostro..perchè le bestie poverine queste cose non le fanno, anzi siamo noi a volte che ci comportiamo da mostri nei loro confronti. Questo è solo un mostro che meriterebbe il taglio delle mani e dei genitali AMMURABI DOCET!

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  • RANMA

    12 Ottobre 2010 - 10:10

    Si certo ha pregato..pregato che non ritrovassero mai il corpo!!!

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  • nonae

    12 Ottobre 2010 - 08:08

    2°. Per me, ci sono connivenza ed omertà familiare dell'indagato, reo confesso. La motivazione, confessata dall'omicida di Sarah NON è esaustiva e lascia troppi dubbi e chiaroscuri MAI chiariti. Cosa succese REALMENTE allora deve ancora emergere, mentre ben è risaputo da certi parenti stretti. SPERIAMO CHE I MAGISTRATI ARRIVINO ALLA VERITA'. La lucidità, la simulazione e la dissimulazione, la mendacia, l'autocontrollo mostrati dal reo confesso depongono a favore di una mente criminosa e NON incapace di intendere e volere: un attore consumato.Certo che la perizia psichiatrica RISOLVE, eccome se risolve......

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  • nonae

    12 Ottobre 2010 - 08:08

    Un vero obbrobrio. Ci vorrebbe la pena di morte, o il carcere a vita con misure tra le più restrittive. La perizia psichiatrica è un mezzo per sfuggire alla condanna e restare impunito, in caso di NON imputabilità, con la prospettiva di rilascio dall'opg (ospedale psichiatrico giudiziario) in tempi non tanto lunghi. Tali strutture, come propugnava il dott. Basaglia (morto troppo presto) dovrebbero essere chiuse TUTTE, ma sono una fonte di lauti introiti per il mondo che vi ruota attorno. Poi la famiglia del reo è AMBIGUA e tanti aspetti sono poco chiari. I magistrati devono dipanare una matassa, molto attorcigliata, al di là delle apparenze.....

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