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Furlan, serial killer presto libero

Tra il '77 e l'84, insieme all'amico Wolfgang Abel, ha commesso 15 omicidi. Facevano parte del gruppo neonazista Ludwig

Furlan, serial killer presto libero
Potrebbe tornare presto in libertà Marco Furlan, fondatore, insieme a Wolfgang Abel, della formazione neonazista Ludwig. Furlan, veronese, 50 anni, era stato condannato a 27 anni. Il 9 novembre, il tribunale di sorveglianza di Milano deciderà sulla revoca della libertà vigilata concessagli più di un anno fa al posto del ricovero in una casa di cura.

Un passato di sangue - Furlan e Abel furono autori di una lunga serie di omicidi nel nord-est italiano e in Germania tra il 25 agosto 1977 e il 4 marzo 1984. Barboni, omosessuali, drogati, preti scorretti, discoteche, cinema porno erano i loro obiettivi. L’idea che stava alla base delle loro azioni era quella di ripulire il mondo dalla ‘feccia della società’ in nome del marchio neonazista 'Ludwig'. “La nostra fede è nazismo - scrivevano nei volantini di rivendicazione - La nostra giustizia è morte. La nostra democrazia è sterminio”. Uccisero 15 persone e ne ferirono 39. L’ultimo episodio fu il 4 marzo 1984 quando Furlan e Abel cercarono di dare fuoco al locale di Castiglione delle Stiviere (Mn). Dentro, c’erano 400 ragazzini che stavano festeggiando il carnevale. Un buttafuori li vide versare benzina dentro la discoteca e li consegnò alla polizia. “Io volevo dare fuoco alla discoteca, ma non so perché” disse Abel agli agenti. “Volevamo vedere le reazioni dei ragazzi presenti nella discoteca all’odore della benzina e in seguito a qualche fiammella” rispose invece Furlan. Non si è mai scoperto se il gruppo era composto solo da loro due o c’erano altri.
Condannato a 27 anni di carcere, Marco Furlan, prima provò a suicidarsi poi a fuggire. Dopo quattro anni fu ritrovato a Creta, in Grecia, e tornò in carcere. Riuscì a evitare l’ergastolo solo grazie a una perizia di semi-infermità.

La vita dei serial killer – Furlan è nato a Padova il 16 gennaio 1960.  Il padre era allora primario del reparto di chirurgia plastica di Borgo Trento, a Verona e, secondo alcuni, anche lui era un teorico della necessità del mondo di purificarsi.
Wolfgang Abel è nato a Düsserldorf il 25 marzo 1959. Figlio di un assicuratore tedesco, si era trasferito con la famiglia a Negrar, nella provincia veronese. Per una strana coincidenza (oppure no) ha lo stesso nome di un biologo tedesco coinvolto nel programma razziale del terzo Reich durante la seconda guerra mondiale.
Furlan e Abel si incontrarono al liceo, il Fracastoro di Verona. All’università, le loro scelte li divisero. Furlan scelse la fisica, senza un gran impegno. Abel, con grande successo di esami, la matematica. Per questo è stato sempre considerato la mente del gruppo.
Dopo l’arresto, i loro rapporti si sono interrotti. Abel, agli arresti domiciliari dal 5 giugno 2009, ha dichiarato che non ci sono stati litigi, “le nostre strade si sono divise”.

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Commenti all'articolo

  • barbaropb

    13 Ottobre 2010 - 10:10

    ebbeni sì, a difendere il serial killer nazista c'era anche l'ineffabile dott. stranamore alias nicolò ghedini

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    • brunom

      30 Novembre 2014 - 08:08

      La professione di avvocato e' di difendere chi e' accusato di un crimine. La difesa legale e' prevista dall'ordinamento giudiziario, se non era Ghedini sarebbe stato qualche altro.

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  • barbaropb

    13 Ottobre 2010 - 09:09

    per case avete notato, dalle immagini dei tg di ieri, chi era il difensore dei serial killer nazisti?

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    • capitanuncino

      17 Settembre 2014 - 05:05

      E chissenefrega...basta pagare che arrivano tutti.Pure pisapia.

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  • alexpuzer

    12 Ottobre 2010 - 17:05

    un commento dai sinistrati,si vergognano anche loro di questa non giustizia,loro che la diffendono a spada tratta quando si acanisce contro silvio e gli amici,vergognarsi prego

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  • bimbomix

    12 Ottobre 2010 - 17:05

    Ogni giorno assistiamo alle esecuzioni capitali , le leggiamo nella cronaca nera. Non c'è possibilità di difesa per le vittime , uccise due volte. Dai loro boia prima e dall'indifferenza impietosa dopo.

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