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Altro giovedì rovente per la scuola italiana

Udu e UniRiot organizzano un presidio a Montecitorio, dove approda il Ddl Università

Altro giovedì rovente per la scuola italiana

Si assisterà a una sorta di marcia su Roma degli studenti giovedì 14 ottobre. In concomitanta con l'approdo alla Camera del ddl Università predisposto dal ministro Gelmini, infatti, le associazioni studentesche, i sindacati, i collettivi di facoltà e i ricercatori stanno allestendo una mastodontica protesta davanti alla Camera dei Deputati. Una sorta di bis dei presidi e dei cortei di sabato 9 ottobre, quando in strada sfilarono 300 mila studenti.

Invito - Sfoggiando l'accattivante motto "Assediamo Montecitorio. Blocchiamo la riforma", l’Unione degli Universitari sta iniziando a diffondere i primi manifesti e volantini.
"Giovedì comincerà il countdown per la morte dell’università pubblica italiana: la discussione del ddl alla Camera è l’ultimo momento per contrastare la riforma e fermare il Ministro Gelmini. Il disinteresse non è più consentito, l’università pubblica è il fondamento di una società libera e democratica, il motore ultimo del progresso sociale, culturale, economico del nostro Paese. Invitiamo tutti gli studenti alle 9 per chiedere al Parlamento di fermare l'iter di approvazione della riforma e di aprire una discussione seria con le parti sociali per affrontare i mali dell'università".

Presenti anche i ricercatori - Oltre all'Unione degli Universitari, sembra che al presidio davanti a Montecitorio ci saranno anche i collettivi di UniRiot (ricercatori), che oggi alla stazione Termini di Roma hanno inscenato una sorta di anteprima della protesta.
"Giovedì è necessario essere a Roma - dice la Rete sul suo sito - contro una legge che istituzionalizzerebbe un lunghissimo periodo di precarietà prima di poter entrare nei ruoli universitari; che indurrebbe i migliori cervelli del Paese a migrare all'estero per poter fare buona ricerca; che metterebbe presto in ginocchio le università statali favorendo in ogni modo quelle private; che mortificherebbe o negherebbe il diritto all'alta formazione per milioni di giovani italiani".

La protesta non si fermerà comunque giovedì. Già per sabato prossimo, in occasione del corteo della Fiom-Cgil, la Rete degli studenti ha annunciato che "riporterà gli studenti in piazza a fianco dei lavoratori per dire che l`Italia non può uscire dalla crisi e immaginare un domani senza diritti e democrazia".

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Commenti all'articolo

  • alvaro il romanista

    12 Ottobre 2010 - 20:08

    Non ci posso credere, ancora uno sciopero contro la riforma Gelmini, una riforma che potrà anche avere nella sua totalità degli errori, delle incongruenze ma che almeno tenta di ridare un senso ed un valore alla nostra laurea. Valore non di titolo accademico, quello lo ha già adesso, ma valore culturale nel senso più ampio della parola, valore di conoscenza" vera" della nostra lingua madre, mi risultano concorsi da magistrati con errori di ortografia, valori di conoscenza delle più elementari norme di matematica, algebra e trigonometria, mi risultano grossi problemi in assenza di calcolatrici e simili. E con una Università ridotta in questi termini si contesta chi vuole e, almeno tenta, di migliorarla? Purtroppo la mala pianta della politica è infiltrata fin nei gangli più profondi della nostra vita e l'Università ne è semplicemente la fotografia. Professori, sicuramente di sinistra,ricercatori e studenti tutti insieme appassionatamente, che schifo. Alvaro.

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  • z.signorini

    12 Ottobre 2010 - 17:05

    Ho 50 anni, lo scorso anno mi son iscritto alla facoltà di ingegneria. A causa del lavoro la mia frequenza non è costante. Ma quelle volte che partecipo è da rabbrividire. Vi sono docenti di una bravura stupenda altri da prendere a calci nel culo, ma la cosa più schifosa da vedere è l'atteggiamento degli studenti. Ragazzi di una maleducazione di una burrinagine immensa, vige una villania e una maleducazione odiosa. Non posso dar torto ad alcuni insegnanti quando si demoralizzano cedendo a tanta schifezza. Lo stato può dare una infinità di fondi la schifezza studendesca ci sarà sempre fin che non ci sarà la famiglia a dar un ceffone a questi cretinetti fi figli depravati mentali. Tutto questo casino che stanno faccendo è semplicemente la vigliacca depravata sinistra, si nasconde dietro a questi 4 coglioni di studentelli dalle palle per i loro interessi. E dopo questi cretini ci credono. Buffoni.

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