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Sarah, i Ris analizzano le impronte/ GUARDA VIDEO

Nuovo sopralluogo in casa Misseri. La sera prima, Sabrina litigò con la cugina per le attenzioni di Ivano

Sarah, i Ris analizzano le impronte/ GUARDA VIDEO
Sabrina voleva solo darle una lezione ma Michele si è lasciato prendere la mano e l’ha uccisa. Questa è la sintesi del verbale della confessione dello zio della 15 enne uccisa ad Avetrana. Dichiarazione che ha portato alla convalida di arresto della cugina di Sarah. Il tutto si sarebbe svolto in 7 minuti.
Michele Misseri, da come si legge nel documento, fa fatica a rispondere, a dichiarare quella tremenda verità. Il pm lo incalza con continue domande. “Chi porta Sarah nel garage, Miche'?” “L'ha portata Sabrina. Forse Sabrina l'ha portata giù per verificare il fatto che io avevo messo la mano”.
Poi sarebbe scoppiato un litigio. Sarah gridava "Lasciami stare e fammi andare a casa" e Sabrina ha detto: "No, adesso mi devi far sentire con la tua bocca cosa è successo". A quel punto Michele dice di non averci “visto più. Sabrina l'ha bloccata”.
“Tu quando Sabrina la teneva stretta hai messo la corda intorno al collo di Sarah?” chiede il pm. “Al collo di Sarah”. “E hai stretto”. “Ho stretto”. A quel punto Sabrina si sarebbe spaventata e avrebbe lasciato la cugina. Misseri ha continuato a stringere e la figlia gli avrebbe detto: "Lascia stare ora l'ammazzi eh” ma l’uomo non era riuscito a fermarsi: “La forza che avevo io era troppa”. La ragazza è scappata via, “se ne è andata sopra e io l'ho coperta con un cartone”.




Una lite per Ivano - La sera prima del delitto Sarah e Sabrina avevano litigato per le attenzioni di Ivano. A raccontarlo è l'amica di Sabrina, Mariangela Spagnoletti, la stessa che passò a prendere Sabrina per andare al mare trovandola stranamente agitata per il lieve ritardo di Sarah . Un racconto confermato anche da Stefania De Luca, un'altra amica, considerata un teste valido perché sostanzialmente estranea  a quel gruppo di familiari e amici. Entrambe hanno detto agli inquirenti che nella tarda serata   precedente all’interno di un pub di Avetrana c'era stato uno screzio  tra le due cugine, in particolare Sabrina aveva rimproverato Sarah   “per le attenzioni che ella mostrava, probabilmente ricambiata, verso  il loro amico Ivano Russo, per il quale l’indagata nutriva forti  sentimenti amorosi, a detta di entrambe le dichiaranti”. Sabrina, secondo queste testimonianze, avrebbe pronunciato parole avvertite come offensive dai presenti, cioè: "si vende, si vende, lei per due coccole si vende....pure la madre le dice che si vende". Sarah ne era rimasta molto turbato. Così tanto, racconta la  De Luca, "da non trattenere  le lacrime”.

Un’azione preordinata – Da quanto si legge dalla confessione era tutto deciso. L’avvocato Galoppa chiede al suo assistito se “quando ha stretto la corda al collo di Sarah aveva intenzione di ucciderla” e Misseri ha risposto di no, “volevo darle solo una lezione”. Qui di nuovo compare la presenza di Sabrina. Sarebbe stata lei a chiedere al padre di fare paura a Sarah per nascondere la storia. Questo durante il pranzo del 26 agosto, il giorno dell’omicidio.
“Ma che tipo di lezione voleva dare Sabrina? Come ha detto? ‘Dobbiamo dare botte, dobbiamo…’, che cosa dovevate fare?” chiede il pm. “No, le volevo solo mettere la corda al collo per spaventarla”. “Era d'accordo Sabrina in questo discorso?”. “Sì”.

Dal carcere Sabrina ha voglia di sorridere - Sabrina Misseri ha chiesto, ai suoi avvocati, dei libri "per ridere". Questa è la curiosa richiesta fatta dalla cugina della povera Sarah. Infatti, ieri quando i legali, Vito Russo ed Emilia Velletri, sono tornati dalla visita alla propria cliente hanno rivelato la curiosa indiscrezione. Nel corso dell'incontro di ieri in carcere, gli avvocati hanno anche commentato l'ordinanza con Sabrina, arrivando alla conclusione che le accuse contenute nel provvedimento siano meno pesanti di quanto scritto dalla stampa nei giorni scorsi. Russo e Velletri si riferiscono in particolare al punto dell'ordinanza in cui il gip, parlando di "azione preordinata" sottolinea che l'omicidio è stato il frutto di un "impeto improvviso" che ha avuto conseguenze "più gravi di quelle programmate". "Quando avremo tutti gli atti a disposizione - ha detto l'avvocato Velletri - sapremo finalmente quali sono le accuse. Certo è che sui giornali avevamo letto di un ruolo più partecipativo di Sabrina rispetto a quello che poi ha scritto il gip nell'ordinanza". Sabrina comunque, dopo aver saputo del provvedimento, "non era contenta - prosegue Velletri - si era illusa di poter uscire, anche se ci aspettavamo questa decisione".

Il turismo dell'orrore - L'attenzione al giallo di Avetrana ha altri risvolti macabri come il cosiddetto "turismo dell'orrore". I pullman si dirigono verso il paesino in provincia di Taranto, preso d'assalto già da cronisti e fotoreporter nelle ultime settimane. Il sindaco Mario de Marco per limitare l'invasione dei curiosi ha disposto con un'ordinanza la chiusura per la giornata di domenica di alcune strade di accesso alle abitazioni delle famiglie Scazzi e Misseri. Il provvedimento è stato preso in previsione dell'arrivo di autobus dalla Basilicata e dalla Calabria di turisti che intenderebbero vedere da vicino la casa in cui viveva Sarah e il garage nel quale è stata uccisa. È prevedibile che l'afflusso di turisti riguarderà anche il podere di Misseri in cui era stato occultato il cadavere.

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Commenti all'articolo

  • SaraConnor

    26 Ottobre 2010 - 11:11

    .....fra avvocati che fanno ospitate, familiari e amici che cercano le telecamere come cani affamati, programmi televisivi che non devono piu' scervellarsi per trovare argomenti da audience e psicologi che si fanno grassa pubblicita' biascicando giudizi sommari. E soprattutto l'assurda verita' o presunta che ci vogliono rifilare (chi di noi non ha mai stretto una corda intorno al collo a qualcuno per dargli una lezione??!!). L'unica mera realta' e' che in quel circo di pseudo famiglie normali c'e' un sottobosco che ancora nessuno racconta e che forse non emergera' mai, neanche con una bambina di 15 anni sottoterra.

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  • roda41

    25 Ottobre 2010 - 22:10

    una bestia,tanto tanto migliore di tutti i componenti di due assurde famiglie,una di assassini,l'altra di ebeti impassibili ,o quasi,trasognati ? un cane che si reca sempre ove è andata la padroncina a morire,sicuramente soffrendo di malinconia. EVVIVA GLI ANIMALI! e li offendiamo,a chiamarli cosi e bestie,perché gli umani sono loro!!!!

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  • ariete84

    25 Ottobre 2010 - 12:12

    non sarebbe scappata via, ma avrebbe fatto qualcosa per fermarlo. E'scappata solo per chiamarsi fuori da ogni responsabilità, dopo aver manipolato il padre a suo piacimento.

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  • nonae

    25 Ottobre 2010 - 08:08

    Condivido il commento di contisalti, anche se la VERA dinamica dell’omicidio, con l’esecuzione è emersa parzialmente. CERTEZZE: reato consumato in ambito familiare, responsabilità della cugina e dello zio, coinvolgimento pure degli altri membri, che sapevano, simulavano e tacevano; manipolazione abile sul vecchio, ANCHE al fine del suo sacrificio per il nucleo tutto. DIETRO LA FACCIATA: rancore, invidia, odio sia di vecchia data che recente. IN MEZZO: un’adolescente molto sola interiormente, affamata di affetto e di gesti quotidiani d’amore (abbracci, carezze, parole dolci, coccole..), sensibile e fiduciosa, bisognosa di protezione, da lei cercata per troppa fiducia, ingenuità ed inesperienza proprio LADDOVE SI ANNIDAVA la negatività distruttiva. Una sorellina, una bimba, una figlia, una nipote, una cugina “fatta a pezzi” in modo atroce dai suoi carnefici, che MERITANO L’ERGASTOLO (in assenza della pena di morte). A volte dubito che facciamo tutti parte della stessa razza umana…..

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