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Case popolari: ricorso dei rom contro Moratti-Maroni

E' stato presentato al tribunale di Milano per la questione "alloggi Aler"

Case popolari: ricorso dei rom contro Moratti-Maroni
Una decina di Rom hanno presentato un ricorso, in sede civile, contro il sindaco di Milano Letizia Moratti, il prefetto Gian Valerio Lombardi e il ministro dell'Interno Roberto Maroni. I nomadi, del campo milanese di via Triboniano (che dovrebbe essere sgomberato nei prossimi giorni), contestano il fatto che non gli sono ancora state assegnate le case popolari in adempimento a quei "progetti di autonomia abitativa" che erano stati prima sottoscritti dall'amministrazione comunale e dalla Prefettura e poi congelati. Gli avvocati, che hanno presentato il ricorso al Tribunale di Milano, fanno riferimento all'accordo sottoscritto dal Comune e dalla Prefettura, con cui erano state individuate le famiglie rom destinatarie degli alloggi Aler. Nel ricorso presentato, vengono riprese le parole pronunciate dal Ministro Maroni il 27 settembre: "Maroni affermò che i ricorrenti non avrebbero potuto acquisire gli alloggi indicati nei rispettivi progetti, bensì altri, che sarebbero stati reperiti facendo leva sul gran cuore di Milano"." A un mese da quelle affermazioni, si legge nel ricorso, i nomadi "non hanno potuto fare ingresso negli alloggi loro assegnati" e il Prefetto "non ha più convocato alcun abitante del campo di via Triboniano per la sottoscrizione dei progetti di autonomia". Nel frattempo, proseguono i legali, "amministratori e politici hanno ripetutamente dichiarato alla stampa che ai Rom non sarebbe mai stata data alcuna casa popolare".






















































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  • sparviero

    20 Agosto 2011 - 01:01

    Solitamente una mamma cerca di accudire prima ai suoi figli ,poi se il seno da la possibilità di sfamare altri lo fa volentieri. Non mi sembra che si rientri in questi casi.

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  • mara44

    18 Novembre 2010 - 16:04

    Devono essere rispediti a casa, non so quale paese, quello che so e penso che le case si danno prima agli italiani e ce ne sono tanti di bisognosi. Con le nostre tasse dobbiamo e vogliamo supportare il nostri concittadini-

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  • mab

    27 Ottobre 2010 - 14:02

    Finchè non si farà e applicherà una LEGGE incontrovertibile che, fregandosene delle disposizioni dell'inutile UE , allontani tutta questa gentaglia che vive rubando,truffando,scroccando denaro e pasti ai cittadini che hanno sputato sangue per far crescere il paese, da questa situazione non si uscirà mai. Ci sono tanti Italiani onesti che per cause diverse sono costretti a vivere per la strada ed è a questi SOLAMENTE che si deve dare il massimo aiuto.

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  • Marcoenrico

    26 Ottobre 2010 - 09:09

    in Italia (putroppo) è indicata la presenza di 130/150 mila zingari. Ma si presume che siano di più, forse 200 mila. Di questi BEN 36.000 con la cittadinanza italiana in quanto presenti "da lunga data" e semi-stanziali. Questa orda famelica mangia tutti i giorni, acquista Mercedes e BMW in contanti. Sono gli unici aquirenti di roulotte di lusso. Vanno ricoperti d'oro che paiono la Madonna in processione. Praticamente nessuno lavora. QUINDI? Dove li prendoni i soldi per vivere? Da noi naturalmente. In parte come sovvenzioni e finanziamenti da parte di regioni, provincie e comuni. Non pagano acqua, elettricità, gas, occupazione del suolo pubblico, sanità (ticket, medicine), non hanno la patente né pagano bolli e assicurazioni. Però mangiano, viaggano, bevono, si vestono. Poniamo che spendano SOLO 1000€/mese a testa, 200mila su 60 milioni di italiani = 1 zin/300ita, quindi 40€ a testa/anno + almeno altrettanti tax. Quindi gli zingari costano circa 100€ a testa all'anno + i furti.

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