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Caso Abu Omar, "Pollari invoca il segreto di Stato per l'immunità"

La pubblica accusa si appresta a chiedere la condanna dell'ex direttore del Sismi per il sequestro dell'ex imam di Milano

Caso Abu Omar, "Pollari invoca il segreto di Stato per l'immunità"

E' iniziato a Milano il processo d'appello per il sequestro dell'imam di Milano, Abu Omar, che vede imputati l’ex direttore del Sismi, Niccolò Pollari e il suo vice, Marco Mancini. In primo grado il giudice Oscar Magi aveva stabilito il non doversi procedere per il segreto di Stato. Nell'udienza di oggi il sostituto procuratore generale Piero De Petris ha pronunciato la sua requisitoria. "Si può e si deve dire che il segreto di Stato da parte di Pollari è stato invocato per conseguire un’immunità estranea al nostro ordinamento". Questo uno dei passaggi più significativi.

De Petris ha fatto poi riferimento alle parole del generale Gustavo Pignero (deceduto nel corso delle indagini) che rivelò un incontro tra l'ex leader dei servizi segreti e Jeff Castelli, il capo della Cia a Milano. "Perché Castelli va da Pollari? - si chiede De Petris - Castelli è il capo della Cia, stiamo parlando di due persone che occupano posizioni di altissimo livello. Hanno quindi sia buon raziocinio che conoscenza di quelle che sono le regole giuridiche. Castelli comunica al direttore del Sismi la volontà degli americani di procedere al sequestro in territorio italiano, sapendo che è un’azione illecita che si compie nel territorio di un altro paese e che questa attività non deve essere compiuta senza il previo accordo dei servizi italiani".

Stando alla ricostruzione della pubblica accusa, Pollari "per vincolo di legge" poteva rendersi complice o denunciare la Cia". E Pollari fornisce "totale adesione al progetto con piena consapevolezza". Anche Mancini avrebbe aderito al progetto, dando il suo apporto nel "rimuovere gli ostacoli" che avrebbero potuto impedire il realizzarsi del piano. "In un procedimento penale - conclude De Petris - non è l’imputato a dover dimostrare la propria innocenza, ma è l’accusa a dover dimostrare la sua colpevolezza. Non si vede perchè l’imputato deve invocare l'innocenza sulla base di elementi che l’accusa non ha mai acquisito. Pollari non può sottrarsi alle responsabilità penali invocando elementi che non potranno mai essere acquisiti in questo processo per il segreto di Stato". La requisitoria proseguirà giovedì quando il pg formulerà le sue richieste.

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Commenti all'articolo

  • opinione-critica

    26 Ottobre 2010 - 17:05

    È singolare che dinnanzi ai predicatori di distruzione dell'occidente, quindi dell'Italia, ci siano procuratori che, di fatto, li difendo attaccando i nostri servizi di sicurezza. Fanno di tutto per condannare i nostri agenti e non fanno nulla per perseguire i terroristi. Tutto ciò appare un tradimento alla propria nazione e un'aiuto ai terroristi. Sono dei procutatori "collaboratori" dei fondamentalisti islamici; procuratori che utilizzano la propria carica contro lo Stato.

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