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Emergenza malasanità: 163 morti in dieci mesi, metà al Sud

La Commissione d'inchiesta: 242 casi totali, di cui 186 "errori". Triste record in Campania e Sicilia

Emergenza malasanità: 163 morti in dieci mesi, metà al Sud
Un dossier della Commissione parlamentare d'inchiesta fa riesplodere l'allarme sulla malasanità e sugli ospedali italiani che non funzionano. Da quando è stata istituita la Commissione (nello scorso dicembre) ad oggi si sono verificati 242 casi di malasanità, con 163 decessi. La maggior parte degli episodi si è verificata al Meridione. In 186 casi si parla di "presunti errori" che poi hanno causato la morte di 123 persone: in media negli ospedali del nostro Paese si verifica un errore ogni due giorni.

Il rapporto, reso pubblico dal presidente della Commissione Leoluca Orlando (in quota Italia dei Valori), comprende anche la triste "graduatoria" regionale dell'efficienza nella sanità in base al numero dei casi:  all'ultimo posto ci sono Calabria, con 64 episodi di malasanità e 50 decessi, Sicilia (52 casi e 38 morti), Lazio (24 casi e 14 vittime). La regione che appare più efficiente sono le Marche, con un solo caso e nessun decesso.

Sommando i casi registrati in Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata e Campania si ottiene il 60% della cifra totale, ossia ben 147 casi, ma la metà dei casi totali si supera anche solo con Campania e Sicilia.

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Commenti all'articolo

  • encol

    27 Ottobre 2014 - 15:03

    NON chiamatela "malasanità" si tratta di OMICIDI COLPOSI. La sanità marcia e malata parte dal primo anello della catena ovvero dal medico della mutua altrimenti detto "il passacarte"- Per 8 su 10 si tratta di raccomandati di ferro con punteggio universitario miserevole, nessuna specializzazione e catapultati in sanità senza alcun concorso. Si sono inventati la "graduatoria" -Fanno solo danni-

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  • encol

    27 Ottobre 2014 - 15:03

    NON chiamatela "malasanità" si tratta di OMICIDI COLPOSI. La sanità marcia e malata parte dal primo anello della catena ovvero dal medico della mutua altrimenti detto "il passacarte"- Per 8 su 10 si tratta di raccomandati di ferro con punteggio universitario miserevole, nessuna specializzazione e catapultati in sanità senza alcun concorso. Si sono inventati la "graduatoria" -

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  • roda41

    28 Ottobre 2010 - 11:11

    errori di operazioni...Se sei bravo,fatiscente o no,l'ospedale,la pancia la sai aprire e dove mettere le mani,lo sai....qua si parla che NON SONO all'altezza di fare la professione e..TI ATTERRANO!! riparlane se ti fanno schiattare un familiare per incuria ,ignoranza,sbagli ecc.............PER PIACERE!! e i grandi magnati che prendono solo lo stipendio,vanno denunziati,partendo da chi fa le pulizie al viceprimario,,se non nè della stessa risma.E poi se uno fa il proprio dovere,non ha bisogno della frusta,del mangiapane a sbafo del superiore,che magari in qualche caso,penso anche,si dovrebbe far ricoverare col fegato a pezzi per stabilire un pò d'ordine.

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  • nonae

    28 Ottobre 2010 - 09:09

    Politica e Sanità, un binomio inscindibile dalle conseguenze nefaste sotto gli occhi di tutti. Smettiamola di invocare il Sessantotto, senza magari essere informati in modo dettagliato, dato che gli incarichi ed i contratti nelle Ausl SONO POLITICIZZATI da tempo ed ora si colgono i frutti inconsistenti e/o marcescenti. RIMEDI: 1) assunzioni, per merito tramite selezione e/o concorsi, con commissioni ESTRANEE al mondo politico; 2) controllo SISTEMATICO della professionalità (attività personale svolta in H, formazione permanente ed aggiornamento) e del comportamento di tutti gli operatori del settore; 3) licenziamento, in caso di comportamenti scorretti e di attività professionale inadeguata; 4) assicurazione obbligatoria e responsabilità giudiziaria per ogni operatore del settore. DEVE CESSARE il malvezzo dell'incarico politico, della progressione politica della carriera, del posto politicamente inamovibile. IL RESTO NE CONSEGUE NATURALMENTE...

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