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Pedinare i fannulloni si può

Truffano il datore di lavoro

Pedinare i fannulloni si può
E contro i fannulloni ci si mise anche la Cassazione. Il professor Renato Brunetta fa strada. Insegna. E i giudici,a quanto pare, imparano velocemente. E così ecco che gli ermellini sentenziano che i funzionari comunali debbano rispettare l'orario di lavoro, anche se svolgono ruoli dirigenziali o menageriali. Il che significa: basta autogestione, basta fare quello che si vuole durante l'orario d'ufficio. E soprattutto: rispetto delle regole. Ma non finisce qui: se il dubbio sulla moralità professionale di tizio o caio sopravviene, allora è pure lecito ingaggiare investigatori per far pedinare il soggetto incriminato. E se vengono colti in flagranza, allora ecco che scatta la condanna per truffa. È finita la pacchia per i 'furbetti'.
La sentenza numero 44912 della Cassazione, depositata lo scorso 2 dicembre, prende spunto dal caso di un funzionario del comune di Novoli, in provincia di Lecce, il quale timbrava il cartellino e poi andava invece nel negozio di sua figlia. In primo grado il tribunale pugliese lo ha condannato a sei mesi di reclusione e a 200 euro di multa per truffa, sentenza poi confermata in corte d'appello. Ora la Cassazione non ha fatto che avvalorare la decisione dei primi due gradi di giudizio, respingendo il ricorso fatto dall'uomo, il quale, proprio in virtù della posizione occupata - a detta sua - aveva flessibilità d'orario e non doveva giustificare i suoi spostamenti. Ma il 'condannato' non ha fatto bene i conti: e la Cassazione gli ha dato torto. Non era infatti importante che il funzionario lavorasse altrove, hanno detto i giudici, quanto il fatto che l'uomo, essendo "un funzionario e non un dirigente, era tenuto al rispetto dlel'orario di lavoro stabilito dal contratto".
va inoltre tenuto presente, stabilisce la Cassazione, che "la prestazione d'opera da parte del lavoratore in favore di terzi concorrenti costituisce una violazione dell'obbligo di fedeltà che, se è irrilevante sotto il profilo penale, integra il reato di truffa se svolta nell'orario normale, da parte del soggetto che lucra la retribuzione fingendo di svolgere il lavoro che gli è stato affidato, mentre svolge altra attività". E se il datore di lavoro ha questi sospetti, può appunto anche ricorrere a un investigatore privato per fare pedinare il dipendente e fare luce sulla faccenda.

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Commenti all'articolo

  • micael44

    04 Dicembre 2008 - 11:11

    Vuoi vedere che piano piano riusciamo ad aggiustare questa povera italietta? E' un buon segno che anche la magistratura prenda sul serio "cosette" che fino a ieri erano considerate solo tali! Grazie Brunetta, grazie Maroni, Grazie Gelmini, grazie Alfano (per quello che devi ancora fare),grazie a tutti e, soprattutto, grazie Cavaliere!

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