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Rifiuti, ancora tensioni a Taverna del Re

Notte di confronto nella rotonda di via Panoramica a Terzigno. Si discute sull'accordo tra governo e sindaci

Rifiuti, ancora tensioni a Taverna del Re
Nuovi momenti di tensione tra forze dell'ordine e manifestanti che hanno cercato di impedire l'accesso degli autocompattatori all'interno del sito di stoccaggio di Taverna del Re a Giugliano (nella foto, una delle montagne di ecoballe). Alcuni manifestanti si sono posizionati davanti ai camion rallentandone l'accesso. La polizia sta cercando di 'contenerli'.

Riprende lo scarico nel centro di stoccaggio - sono ripresi all'alba gli sversamenti all'interno del sito di stoccaggio delle ecoballe di Taverna del Re, alla periferia di Giugliano. All'interno dell'impianto sono entrate una decina di autocompattatori provenienti dalla città di Napoli. I rifiuti al momento vengono stoccati su una piazzola, destinata in passato ad accogliere gli ingombranti. Dinnanzi al sito resta attivo il presidio dei manifestanti. Il sito è stato riaperto a seguito di un'ordinanza del presidente della Provincia Luigi Cesaro e dovrebbe accogliere oltre diecimila tonnellate di rifiuti 'tal quale'. A scatenare la rivolta è stato il fatto che c'era un preciso impegno sancito in passato che il sito, che accoglie oltre 6 milioni di tonnellate di spazzatura, non avrebbe più riaperto i cancelli. E ancora: l'accesso è al momento consentito solo ai mezzi provenienti dalla città di Napoli, mentre alcuni comuni della provincia, fra cui Giugliano, continuano ad affogare nei rifiuti.

Notte di confronto -
al presidio della rotonda di via Panoramica, la strada di accesso alla discarica di Terzigno. I manifestanti sono rimasti per ore a discutere dei contenuti dell'accordo sottoscritto ieri sera in Prefettura a Napoli tra il premier Silvio Berlusconi e i sindaci dei comuni vesuviani. L'ala più intransigente non condivide, tra gli altri punti, in particolare quello che riguarda la discarica Sari la cui attività è stata temporaneamente sospesa dopo i miasmi che per mesi hanno ammorbato le popolazioni dei territori vesuviani, anche stanotte l'aria è stata invasa dal cattivo odore, e per la necessità di effettuare controlli ambientali nella cava. Gli ultimi dati disponibili, a maggio 2009, avevano evidenziato la presenza di una serie di elementi inquinanti. Per i comitati, in particolare, non è stato ottenuto un risultato centrale della battaglia: la non riapertura della discarica Sari. La cava, infatti, dopo la chiusura a tempo determinato per l'effettuazione delle analisi necessarie, i controlli nell'aria, gli interventi per l'eliminazione dei cattivi odori e del percolato, accoglierà, secondo l'intesa firmata ieri, solo la frazione secca dei rifiuti provenienti dai 18 comuni dell'area vesuviana. I manifestanti del presidio non sono d'accordo e confermano per oggi pomeriggio una mobilitazione, che prevede l'arrivo alla rotonda di via Panoramica di quattro cortei provenienti dalle diverse città del Vesuviano.

Movimento vesuviano, resta la mobilitazione -  ''Non possiamo fermare la mobilitazione fino a risultati concreti e davvero rispettosi del bene pubblico''. E' quanto sostiene il Movimento per la difesa del territorio dell'area vesuviana in un documento in merito all'accordo tra il premier Silvio Berlusconi e i sindaci dell'area vesuviana. ''Noi - sottolinea il movimento - vogliamo che l'esclusione della discarica dalla cava Vitiello diventi legge senza se e senza ma ma pretendiamo anche il blocco immediato e la bonifica della discarica in cava Sari''. Secondo il movimento ''esistono gia' analisi sulle falde acquifere della zona della cava fatte dalle autorita' sanitarie che dicono che sotto quello sversatoio pluridecennale le acque sono perfino piu' inquinate che il percolato stesso della discarica''. Quindi ''nessun sindaco puo' prendere impegni a nome nostro sull'interruzione della lotta''. Oggi confermata la manifestazione per ottenere anche ''un piano rifiuti radicalmente alternativo al ciclo discariche-inceneritori''. Sulla rotonda Panoramica, strada di accesso alla discarica di Terzigno, ''in questo momento non si festeggia per niente. Pur prendendo atto che la mobilitazione della gente ha costretto questo governo ad un passo indietro, seppur verbale, la nostra mobilitazione non si fermera' di certo''. L'appuntamento ai manifestanti e' alle 17 per i cortei che dai vari comuni vesuviani raggiungeranno poi la rotonda. All'iniziativa ha dato la sua adesione nelle ultime ore anche la rete dei gruppi locali del popolo viola.



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Commenti all'articolo

  • unilong

    01 Novembre 2010 - 15:03

    Ma ilCavaliere non aveva detto di avere risolto definitivamente il problema due anni fa? Ma il Cavaliere non ha detto che avrebbe risolto il problema in tre giorni? Ma il Cavaliere non ha detto che era a Napoli per risolvere il problema della monnezza vera e non gli interessava quella mediatica? Ma il Cavaliere che ha sempre detto che lavora diciotto ore al giorno per il bene di tutti dove lo trova il tempo per le feste goderecce ora a Napoli, ora a Villa Certosa, ora a Palazzo Grazioli, ora ad Arcore , ora nella dacia dell'amico Putin? La monnezza nascosta sotto il tappeto riemerge ed insieme alla monnezza degli ambienti e delle persone che frequenta lo sommergeranno!

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  • marystip

    01 Novembre 2010 - 12:12

    L'unica cosa che produce la Campania è la spazzatura, però vuole che siano gli altri a smaltirgliela con costi enormi. La filosofia di pensiero dei sudisti è sempre quella: vivere da signori senza lavorare alle spalle degli italiani. Urge muraglia cinese da Tirreno ad Adriatico altezza confini laziali. Con buona pace del colle sui 150 anni dell'unità d'Ita(g)lia di cui non frega niente a nessuno.

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  • otello52

    01 Novembre 2010 - 08:08

    non so come hai calcolato due miliardi di euro. osservo soltanto che mi trovo in questi gioni a napoli, e da quello che ho appreso il termovalorizzatore di ACERRA NON FUNZIONA. inoltre una legge miope ha stabilito che i rifiutii si smaltiscono a livello provinciale. le discariche devono farle tra le case. la provincia di napoli occupa il 9% del territorio e vi risiede il 55-60% della popolazione totale (circa 3,5 milioni di cristiani) . in sostanza dire a napoli che i rifiuti si devosno smaltire in provincia è come dire ad un cinese vai in america e spendi in rembimbi. la verità è che le colpe sono da ripartire a vari livelli: colpevole ritardo ventennale nell'avviare e concludere un piano serio; mancato avvio di raccolta differenziata da parte del comune che ha ridotto il fatto a livelli elitario, malavita organizzata che ostacola un ciclo di rifiuti organizzato, in quanto non si lucra. ora è necessario avviare subito i piani per il termovalorizzatore di napoli, concluderlo subito

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  • julio44

    31 Ottobre 2010 - 18:06

    Quanti paesi,quante città ci sono al mondo ma può essere che solo nel napoletano esiste il problema dei rifiuti ? Ma non vi sembri strano dal momento che sono meridionali,con la camorra che detta legge,con sindaci quanto meno incompetenti.Inoltre tra i manifestanti violenti quanti agitatori politici pro sinistra,quelli del tanto peggio tanto meglio ci sono? Bertolaso risolve ? Inutile,tra qualche mese ce risemo. Una soluzione ci sarebbe:se li mangiassero i rifiuti visto che non vogliono discariche.

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