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Tregua del maltempo in Veneto, Napolitano: "Fondi subito a disposizione"

Presidente provincia Treviso shock: "Fuciliamo gli sciacalli". Bpm, moratoria mutui. Libero, raccolta fondi

Tregua del maltempo in Veneto, Napolitano: "Fondi subito a disposizione"
Il maltempo sta dando per ora una tregua al Veneto martoriato dall'alluvione della scorsa settimana, ma i danni restano, eccome. Anche per questo la Regione Veneto ha deciso di pubblicare "Veneto ferito",un libro  con immagini e voci realizzato in collaborazione con Grafica Veneta. L'opera è scaricabile sia in alta sia in bassa definizione dal sistema Annexe della Regione del Veneto

Per scaricare i file, occorre anzitutto accedere al seguente indirizzo internet: http://uce.regione.veneto.it/annexe
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Andare alla riga Contenuti e selezionare la cartella "Testi", dove “Veneto ferito” è stato postato in due formati (ad alta e a bassa definizione, 130 e 7 megabyte rispettivamente)

Le ultime dalla Regione


Venerdì, ore 13.00
- Banca Popolare di Milano ha varato una moratoria di 12 mesi dei mutui e un plafond di 50 milioni di euro a favore degli alluvionati veneti. Lo stanziamento servirà per agevolare il rilancio della regione.

Giovedì, ore 16.00
- La risposta del governatore del Veneto, Luca Zaia, a Napolitano: "Il mio grazie più sentito a nome delle persone, oltre 500.000, che soffrono per l'alluvione, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano".

Giovedì, ore 15.50 - Fanno discutere le parole del presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro (Lega Nord). Intervistato su una rete locale, l'amministratore ha commentato la notizia dell'arresto di tre serbi, trovati con la refurtiva presa in alcune case del padovano, a Bovolonta, non agibili per i danni causati dall’alluvione: "Andrebbero lasciati ai padovani. In questi casi sarei per la fucilazione. Darei alle forze dell’ordine l’autorità di provvedere all’esecuzione sul posto dei colpevoli. Sono in questi casi - ha poi precisato - per la pena di morte. In altri luoghi, in circostanze di analoga gravità, si applica la legge marziale. Si potrebbe fare anche qui".

Giovedì, ore 15.00 - Il messaggio del Capo dello Stato: "Gli interventi dei Sindaci sono stati ispirati al massimo senso di responsabilità, nel riconoscimento e nel rispetto del contributo offerto dalle forze dello Stato per fronteggiare quelle drammatiche emergenze e nel ribadire sentimenti di profonda appartenenza alla comunità nazionale, di pieno ancoraggio al quadro delle istituzioni repubblicane".

Giovedì, ore 14.50 - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un messaggio indirizzato ai presidenti Schifani, Fini e Berlusconi, è intervenuto sulla tragedia che ha colpito il Veneto. Le popolazioni e le amministrazioni locali devono "poter immediatamente disporre dei fondi stanziati e non dover sottostare a procedure defatiganti di carattere burocratico per poterli utilizzare innanzitutto a vantaggio del rilancio delle aziende che rischiano di non potersi sollevare dalle devastazioni subite", ha scritto il Capo dello Stato. "E’ dunque assolutamente giusto - ha proseguito Napolitano - che i protagonisti di questa autonoma risposta sentano che ad essa corrispondono l’apprezzamento e la valorizzazione, forse carenti nei primissimi giorni, da parte del paese in tutte le sue rappresentanze ed espressioni".

Giovedì, 13.20 - Si avvicina la decisione del governo di rinviare le tasse e i contributi prima del 30 novembre per le imprese colpite dall'alluvione. "E' un provvedimento atteso con trepidazione da tutto il Veneto e sono contento che il ministro Sacconi lo abbia annunciato". Così Remo Sernagiotto, assessore regionale alle Politiche Sociali.

Mercoledì, 19.20 - L'Anas comunica che è stata chiusa al traffico la corsia di marcia in direzione nord al km 68,900 della strada statale 47 'della Valsuganà, all'altezza dei comuni di Pove del Grappa e Cismon del Grappa (Vicenza) dopo che, in tarda mattinata, si è verificato un movimento franoso e un masso si è staccato dalla parete rocciosa invadendo la carreggiata

Mercoledì, 12.47
Paura di una nuova alluvione passata anche a Caldogno, il paese a nord di Vicenza già devastato dalle esondazioni del primo novembre, che ieri ha temuto una nuova rotta del Timonchio. Nella notte il livello del fiume - riferisce il Comune - è sceso decisamente, permettendo ai residenti delle zone a rischio di tirare un sospiro di sollievo. La falla apertasi ieri in un tratto dell'argine a Vivaro di Dueville, ai confini con il territorio di Caldogno, è stata già riparata e messa in sicurezza ieri sera da una ditta specializzata. Il Centro Operativo Comunale, riaperto per affrontare l'emergenza, è stato chiuso stamane verso le ore 10. "La campagna è ancora carica d'acqua - spiega il sindaco di Caldogno, Marcello Vezzaro - e, fino a quando le temperature non diminuiranno, dovremo tenere la situazione sotto stretto controllo. Dobbiamo aspettare che il terreno s'indurisca, condizione necessaria per permettere agli enti preposti di sistemare gli argini e gli scoli dei fossi che sono ancora pieni di fango e di terra".

Mercoledì, 10.50
- La piena del Bacchiglione sta attraversando la provincia di Padova, mantenendosi però al di sotto del livello che imporrebbe l'allerta. Sulla regione torna a tratti a splendere il sole e la prefettura padovana assicura che la situazione è sotto controllo.
Resta l'allerta per la situazione frane, resa drammatica dalle precipitazioni delle ultime settimane, a cominciare da quella del monte Rotolon che nel vicentino minaccia due frazioni di Recoaro, Parlati e Sudiri, dove alcune famiglie sono state fatte evacuare dalle loro case. Allerta anche per la frana di Durlo, nell'alta valle del Chiampo, con alcune case sono a rischio danni. A Lusiana (Vicenza) un movimento franoso di circa 200 metri ha portato all'evacuazione di quattro famiglie nella frazione di Laverda. Nel trevigiano resta monitorata la frana Valdobbiadene, che insiste sul muro del cimitero.

Martedì, 18.35 - La Giunta regionale del Veneto ha stanziato 200mila euro per affrontare con la massima velocità alcuni lavori prioritari per rimediare ai danni causati dalla frana del Rotolon.

Martedì, 18.30 - A Fonte (Treviso) una famiglia è stata evacuata a titolo precauzionale per l'esondazione di un torrente che ha messo a rischio la tenuta di un argine.

Martedì, 17.15 - Un centinaio di volontari sono al lavoro nel centro della città, pronti a fronteggiare una nuova, eventuale, esondazione dei fiumi. In piazza Matteotti è stato installato un tendone della Croce Rossa.

Martedì, 17.00 - La Cgia di Mestre chiede al ministro Tremonti di sospendere per sei mesi il pagamento di imposte e contributi agli imprenditori veneti vittime dell'alluvione. La scadenza dei termine è fissata per il 30 novembre.

Martedì, 16.22 Il fiume Alpone, a Monteforte (Verona), si è ingrossato, ma è negli argini. Per scopo precauzionale è scattato l'allarme nei punti critici monitorati dalla polizia locale e da squadre di vigili del fuoco.

Martedì, 16.20 Il fiume Bacchiglione ha raggiunto i 5,10 metri a Vicenza e ha superato il livello di guardia posto a 5 metri. Secondo le previsioni del genio civile, il livello potrebbe crescere di un'altra trentina di centimetri nelle prossime ore. Assessori, consiglieri e tecnici comunali sono al lavoro per gestire l'emergenza, pronti a segnalare le zone della città che rischiano di essere sommerse. La polizia sta già invitando i cittadini residenti tra viale Trento, viale Diaz e viale Ferrarin, a mettere in sicurezza i beni dei piani interrati.

Martedì, 15.20
- Il nuovo allarme maltempo ha spinto il Comune di Vicenza a chiudere ai pedoni il Ponte Pusterla, nel centro storico della città. La misura di sicurezza è stata presa per il rapido innalzarsi del livello del fiume.

Martedì, 15.00 - La frana del Monte Rotolon, nel vicentino, è tornata a muoversi e fare paura. Come misura precauzionale cinque famiglie delle frazioni limitrofe sono state fatte evacuare dalle loro case.

Martedì, 14.30 -  Il governatore della regione, Luca Zaia, ha presentato "Veneto ferito", opera realizzata per illustrare la tragedia che si è abbattuta sul territorio. Il libro contiene fotografie, pensieri e riflessioni di gente comune che fronteggia la tragedia.

L'articolo: Il Veneto si sente abbandonato dagli Italiani


Il nostro quotidiano, dal canto suo, continua la campagana e la raccolta fondi per gli alluvionati del Veneto, e invita i lettori a segnalare le situazioni di disagio con un commento all'articolo. Cercheremo di darvi voce e tutto il nostro appoggio.

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Commenti all'articolo

  • biasini

    19 Novembre 2010 - 08:08

    Questo qui (Napolitano) va a visitare una università e dice: più soldi alla ricerca. Va a Napoli: più risorse (pudico dire: significa soldi) al Sud. Non siamo come ai tempi della Franca (Ciampi), l'allora first portinaia, che diceva: il sud meglio del nord. Quattro applausi di sfaccendati, qualche mangiata gratis ed era subito ben disposta. Seguitiamo. Napolitano: via la spazzatura da Napoli (a spese nostre e non certo sue), subito i soldi al Veneto, ai contadini, agli artigiani, alle università, alla industria ecc. ecc. Mai una volta che ti dica dove e come trovarli. Se fossimo in una azienda ben organizzata, uno come Napolitano sarebbe considerato come un costo da tagliare e subito, prima che faccia pure danni.

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  • gasparotto

    19 Novembre 2010 - 08:08

    Molti si sono scandalizzati perchè il presidente della provincia di Treviso ha detto che bisognerebbe mettere il coprifuoco nelle zone colpite dall'alluvione e fucilare sul posto gli sciacalli. Subito sono montati sul più alto pulpito i guardiani dell'IDV e del PD.Ma che dice ,quello è matto,shock titolano i giornali. Io mi trovo sulla stessa lunghezza d'onda del presidente e trovo una carognata andare a rubare nelle case di chi ha perso tutto.Cosa volete fargli allora agli "sciacalli"? Ecco ,i buonisti come prima cosa gli cambierebbero il nome,come già hanno fatto con tutti( zoppo=diversamente abile,come chi non sa suonare il sax è invece un portento con il piano) e sciacallo potrebbe diventare,"rovistatore per necessità nelle dimore disastrate" e la pena potrebbe essere,sempre per i buonisti,un buffettino sulla guancia con affidamento ai centri sociali, dove si mangia e si beve a sbafo. Resta una cosa però:perchè allora indignarsi se in Italia pullula ed attecchisce la malavita?

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  • mammagigi1

    19 Novembre 2010 - 05:05

    tutti quelli che straparlano del veneto ad un pellegrinaggio al santo e rivolgergli l'0razione SI QUAERIS MIRACULUM al fine di ritrovare il ben dell'intelletto. parlano di secessionisti e piangono le anime belle che hanno combattuto e dato la vita in conflitti mondiali, criticano l'orgoglio per ciò che hanno saputo fare i veneti e fanno il paragone con quello che non hanno fatto, per esempio, al sud -ed io ho origini palermitane- si dovevano fare lavori per evitare acqua dilagante e non pensano a liguria e toscana che allagate sono costantemente, e via dicendo. i veneti, muso duro man in scarsela, bareta fracà, hanno sempre doto prova di correttzza, alacrità, amore per la loro regione e anche indipendenza se si pensa a quel che hanno fatto con le loro mani dopo il terremoto del friuli. mochela e neteve la boca.

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  • uycas

    18 Novembre 2010 - 19:07

    la storiografia di regime è una cosa, la storia critica è un'altra. Nell'imperial regio Austroungarico esercito moltissimi triestini e friulani erano arruolati, ed in pochi hanno fatto il salto della quaglia. Molti triestini e trentini dopo l'unità di Italia non erano per nulla felici, soprattutto gli abitanti di Trieste e Pola perché i loro porti avevano perso importanza e ricchezza.

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