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Gli universitari sul piede di guerra "Mercoledì assedieremo la Camera"

La riforma degli atenei vicina all'approvazione. Riparte la protesta degli studenti. La Gelmini: "Niente di nuovo"

Gli universitari sul piede di guerra "Mercoledì assedieremo la Camera"
Mariastella Gelmini spinge sulla riforma universitaria, e nelle scuole italiane e attorno a Montecitorio monta la protesta.

In Aula - Nel secondo giorno di discussione alla Camera, il ministro dell'Istruzione ha ottenuto l'accordo probabimente decisivo per il via libera al decreto legge che modificherà il mondo dell'istruzione. Il testo prevede il ripristino degli scatti di anzianità e la trasformazione di una parte dei vecchi ricercatori in associati. Futuro e Libertà, in cambio del "sì", avrebbe ottunuto l'abrogazione dell'articolo che rende il ministero dell'Istruzione subalterno a quello dell'Economia.

L'ok dei finiani - La non ostilità dei 36 deputati di Futuro e Libertà sembra rendere l'esecutivo certo dell'approvazione entro giovedì della riforma, per la quale le forze di opposizione hanno presentato 400 emendamenti, 230 dei quali firmati dal Partito Democratico. Il 9 dicembre è previsto il secondo esame al Senato e il via libera definitivo al provvedimento. La riforma Gelmini potrebbe dunque diventare legge con la sessione di Bilancio in chiusura e prima del voto di fiducia, in calendario il 14 dicembre.

La protesta -
L'accelerazione dell'iter della legge ha però scatenato la protesta negli atenei. I ricercatori, che da tre mesi hanno sostanzialmente paralizzato l'attività di 40 delle 66 università italiane, hanno deciso di salire in massa sui tetti delle facoltà (cinque di queste sono state occupate). La protesta è andata in scena alle università di Salerno, Roma, Milano e Torino.

Nel capoluogo piemontese un gruppo di studenti è arrivato a bloccare i binari della stazione di Porta Nuova, mentre altri ragazzi hanno provato addirittura a bloccare un convoglio Frecciarossa in movimento. Tra le altre città dove l'attività didattica è stata bloccata, ci sono Palermo, Bologna, Firenze, Pisa, Pavia Trieste, Cagliari, Empoli, Lucca e Prato.

Roma, occupata medicina
- All'Università La Sapienza di Roma, oltre al susseguirsi di assemblee, è stato occupato il dipartimento di medicina, e gli studenti dormiranno sul tetto della facoltà nella notte tra martedì e mercoledì. Anche gli studenti di ingegneria sarebbero intenzionati a occupare.  "Questa settimana blocchiamo l'approvazione del decreto", giurano gli universitari.

Il ministro - Mariastella Gelmini non sembra essere sconvolta dalla nuova tornata di proteste degli studenti. Intercettata verso le 20 di martedì sera mentre usciva dall'aula della Camera ha dichiarato: "Le proteste nelle università? Niente di nuovo".

"Assedieremo il Parlamento"
  - L'agitazione ha conivolto anche 200 scuole superiori, dove sono in corso assemblee staordinarie, occupazioni, cogestioni e autogestioni. Ma non è tutto. La Rete degli studenti universitari e la Cgil, infatti,  promettono battaglia per mercoledì, giornata in cui, assicurano, "assedieremo il Parlamento e Montecitorio".  Le associazioni hanno in programma un sit-in premanente davanti alla Camera a partire dalle 10 del 24 novembre.


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Commenti all'articolo

  • kajo

    25 Novembre 2010 - 00:12

    I comunisti una volta erano di ben altra tempra anche se, negli anni di piombo, i "compagni" che sbagliavano" hanno portato il terrore in piazza, nelle fabbriche e nelle scuole. Ora le cose sono cambiate ma in i nostri amici si dimostrano ancora incapaci di affrontare la realtà e partorire proposte e valide alternative politiche per la scuola e l’occupazione. Quando sono in difficoltà però Bersani corre ai cancelli delle fabbriche. Ma solo dall’esterno. Nel 1966 mentre i giovani universitari ripulivano Firenze immersi nel fango fino al collo, lui si faceva fotografare in una immacolata tuta bianca! Adesso si arrampica pure sui tetti inseguendo ogni chimera purché antiberlusconiana. Ma con una casa in fiamme anche il tetto brucia e potrebbe scottarsi ancora una volta!!

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  • degrel0

    24 Novembre 2010 - 12:12

    ...meglio scioperare che lavorare!

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  • gicchio38

    24 Novembre 2010 - 09:09

    BOOOOOOOOOOOM CHE PAURA............................. NON SARANNO GLI UNIVERSITARI MA I SOLITI CINQUANTA DELINQUENTI PAGATI E PREZZOLATI DA MISERABILI CHE NON HANNO IL CORAGGIO DI METTERE LA PROPRIA FACCIA ALLO SCOPERTO. DEL RESTO ANCHE QUEI QUATTRO TEPPISTI SI GUARDANO BENE DAL MOSTRARE IL LORO VISO. I VERI UNIVERSITARI SONO QUELLI CHE PENSANO VERAMENTE A STUDIARE E CHE ALLA FINE DEL LORO LAVORO OTTENGONO TITOLI CHE GLI PERMETTERANNO DI AVERE UN DEGNO LAVORO. GLI ALTRI SONO SOLO SCANZAFATICA CHE VENGONO FORAGGIATI SOLO PER FARE DANNI. NON CONCLUDERETE MAI NIENTE NELLA VITA. BAMBOCCIONI PIENI DI DROGA E VUOTI DI IDEALI. ANDATE A COLTIVARE LA TERRA CHE FORSE QUALCUNO VI DIRA' GRAZIE.

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  • gasparotto

    24 Novembre 2010 - 08:08

    Ci risiamo,sta tornando il 68,capitanato al solito dalle bande rosse,mentre la maggioranza silenziosa se ne sta intanata. Succedeva così ai miei tempi,succede così adesso,nulla è cambiato. Gli studenti sono contenti solo se uscisse un decreto:" le università in ogni facoltà hanno l'obbligo di facilitare il più possibile il percorso degli studi.La bocciature saranno l'eccezione,le tasse ridotte al minimo,pagate solo dai fessi i cui genitori denuciano il vero,la laurea deve essere un diritto.Ci saranno mense a costo zero per l'utenza etc." Chissà se avranno qualcosa di dire? Dopo il 68 le università in Italia si sono molti'plicate come funghi nel bosco dopo la pioggia ed ora stentano a mantenersi. Che fare,se non c'è più trippaper gatti? Tutti sono diventati professori:a contratto,professori associati,di fascia di sotto e di sopra.Fu abolita la libera docenza,tutto fu distrutto. Ora sono czzi,le sterzate ad U della Gelmini,non possono piacerea chi è abituato alla pacchia. Soldi a pioggia

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