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Caso Gambirasio, in manette un marocchino

La svolta nella notte tra sabato e domenica. L'uomo fermato mentre cercava di lasciare l'Italia in nave

Caso Gambirasio, in manette un marocchino
La svolta nelle indagini su Yara Gambirasio, scomparsa nove giorni fa, è di quelle tragiche. E' stato fermato domenica mattina con l'accusa di omicidio, sequestro di persona e occultamento di cadavere un uomo magrebino, fermato già sabato sera mentre cercava di allontanarsi dall'Italia a bordo di un traghetto, direzione Tangeri, in Marocco.

I sospetti si sono concentrati sull'immigrato dopo che è stata intercettata una telefonata in cui diceva: "Che Allah mi perdoni, ma non l'ho uccisa io". L'uomo, inoltre, si era assentato dal lavoro nei giorni che hanno seguito la scomparsa di Yara. Il magrebino lavorava proprio nel cantiere del centro commerciale di Mapello dove i cani avevano condotto più volte gli investigatori e dove si erano concentrate le indagini. L'attenzione degli inquirenti è poi cresciuta quando l'uomo ha lasciato il suo luogo di lavoro e di residenza abituale per partire alla volta di Genova, con l'intenzione di imbarcarsi sul traghetto diretto in Marocco. A quel punto è partito il blitz per impedirne la fuga. L'imbarcazione si trovava già in acque internazionali, dove le autorità italiane non avrebbero potuto intervenire, così il capitano è tornato indietro di diverse miglia per permettere il fermo dell'uomo.

L'immigrato è arrivato nella caserma del Comando provinciale dei carabinieri di Bergamo intorno alle 23 di sabato sera. Nella giornata di domenica l'interrogatorio da parte dei carabinierei e del pm Letizia Ruggieri. Inizialmente si era parlato del fermo anche di un italiano, circostanza successivamente smentita, anche se si cercano altri complici.

Intorno a mezzogiorno di domenica il comandante provinciale dei carabinieri, il conlnnello Roberto Tortorella, si è recato nell'abitazione dei genitori di Yara per comunicare lo sviluppo dell'indagine. Ora, drammaticamente, le ricerche sono volte a ritrovare il corpo della piccola. Le operazioni, nella mattinata di domenica, si sono spostate nella zona di Barzana, a nord di Brembate di Sopra.

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Commenti all'articolo

  • paso1671

    08 Dicembre 2010 - 15:03

    mi fate solo pena... commenti pieni di pregiudizi e IGNORANZA... al punto di farmi vergognare di appartenere alla VOSTRA razza e Nazione!!

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    07 Dicembre 2010 - 13:01

    Signor Ministro, cè un aforisma che recita:del senno dei ma!,son piene le fosse.Non è possibile che in tempi moderni, dove la tecnologia è all'avanguardia, una bimbetta esce da casa per andare a trovare nelle vicinanze un'amica e dun tratto, scomparte senza lasciar traccia. Gli Italiani sono stanchi di essere aggrediti da persone o gruppi di malavitosi a qualsiasi razza appartengano, anche nostrani, senza che si possa far nulla che ciò avvenga impunemente. Qualcuno che ha da nascondere proprie pecche che gli prudono la coscienza ha reclamato perchè vi sono troppe telecamere in giro, ebbene, questi signori tacciano e incomincino a comportarsi bene perchè noi vogliamo che in ogni angolo d'Ialia vi siano delle telecamerte a sorvergliare, non la brava gente ma a garantirci che se in mezzo alla brava gente vi fossero dei delinquenti, che siano messi in condizioni di non nuocere o quantomeno, dopo un reato penale,fossero indiduati ed arrestati.

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  • maurac

    06 Dicembre 2010 - 13:01

    evirazione, non chimica...a mente lucida e flagellazione quotidiana. Questa è una pena equa, al di là della nazionalità, le bestie non hanno passaporto e vanno punite rigorosamente. Il nostro stato lascia troppo a desiderare

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  • marcolelli3000

    06 Dicembre 2010 - 09:09

    spesso violentano le ragazze. Non facciamo finta di non saperlo. quindi occorre una pratica di tolleranza zero, su tutta la comunita' semplice cosi' gli altri marocchini ci penseranno 10 volte prima di non denunciare dubito chi va questi orrendi crimini. Se non va bene allora' li mandiamo in un paese comunista dove sono tolleranti su queste cose.

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