Cerca

Lamezia, stadio gremito e commozione per i funerali dei ciclisti

Almeno 7mila persone al "D'Ippolito" per le esequie dei sette uomini uccisi domenica. Il cordoglio del Papa

Lamezia, stadio gremito e commozione per i funerali dei ciclisti
Un lungo applauso ha accolto l'ingresso delle sette bare nello stadio D'Ippolito di Lamezia Terme. Sono i feretri dei ciclisti uccisi domenica scorsa da un'auto impazzita sulla statale 18. Prima delle bare, un gruppo di ciclisti si è predisposto per fare da ala fino all'arrivo sul palco allestito per la cerimonia funebre. Circa settemila persone hanno riempito lo stadio: tra queste c'erano numerose scolaresche e molti cittadini, oltre ai gonfaloni delle istituzioni locali e regionali. Tra tutti spiccava il gagliardetto della scuola media Giovanni Nicotera, dove insegnava una delle vittime, Fortunato Bernardi. Presente anche tutto il Cosenza Calcio, squadra in cui gioca uno dei figli dello stesso Bernardi, Alessandro. A celebrare la Messa il vescovo di Lamezia, monsignor Luigi Cantafora, coadiuvato dai sacerdoti delle parrocchie delle zone in cui risiedevano le vittime. Davanti al palco è stato esposto uno striscione con su scritto "Vi hanno strappato dalla terra, nessuno vi strapperà dai nostri cuori".

L'OMELIA DEL VESCOVO - "Davanti alla morte noi restiamo attoniti - ha detto il vescovo durante l'Omelia - Davanti a queste morti siamo inermi e profondamente rattristati. Nel cuore della domenica, la notizia dell’incidente che ha coinvolto questi nostri fratelli ci ha travolti, ha gettato tutta la città  in un turbine di dolore. Ha parlato al cuore di tutti gli uomini e di tutte le donne d’Italia - ha affermato - Noi abbiamo sempre bisogno di capire le dinamiche, spiegare le cause di fatti così terribili, attribuire le colpe. E quindi è cominciata la ridda di sentimenti contrastanti e di sfoghi legittimi. Ma, davanti a questi nostri fratelli, davanti al dramma della vita e della morte, le domande si fanno più profonde, cercano risposte, oltre che in noi, soprattutto nella parola di Dio. Dinanzi a questo grande dolore - ha proseguito - non ci resta che fissare il volto del Cristo morente, totalmente abbandonato al Padre: solo così quel cuore ha trovato pace. Siamo qui per esprimere fraterna solidarietà ai familiari. Ci sentiamo in questo momento coinvolti nella responsabilità di vivere il gesto più grande: comprendere, amare, perdonare".

IL TELEGRAMMA DEL PAPA - Durante l’omelia è stato anche letto il telegramma che Papa Benedetto XVI, tramite il segretario di Stato Tarcisio Bertone, ha inviato al funerale: “Il Sommo Pontefice desidera esprimere il suo profondo cordoglio e assicurare spiritualmente vicinanza ai familiari e all’intera comunità, tutti fortemente provati per perdita propri cari ed affida le anime dei fratelli defunti a materna intercessessione Beata Vergione Maria ed invia di cuore confortatrice benedizione apostolica”.
Presente alle esequie anche il sottosegretario Michelino Davico, che dopo i funerali si è recato in rappresentanza del Governo in ospedale per fare visita ai feriti e sul luogo dell'incidente, per deporvi un mazzo di fiori.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • paolino46

    08 Dicembre 2010 - 15:03

    Sono due i sentimenti che sento. IL PRIMO di fraternità nei confronti dei familiari che hanno perso in una maniera tragica mà sopratutto assolutamente gratuita i propri cari, una tristezza infinita nei confronti di un dramma che non ha senso. IL SECONDO: una rabbia incredibile, non puo esistere una giustificazione, per chi commette un reato del genere. Perchè di reato si tratta, anche se la legge Italiana arrivasse a punire con sette ergastoli, chi ha commesso questa strage, quei sette cristiani sono stati irrimediabilmente cancellati, per loro non esiste ammenda. E questo individuo recidivo fra qualche anno invece potrà liberamente tornare a circolare e magari alla guida di una macchina ancora più grossa, Invece i padri le madri i figli e le mogli delle sue vittime dovranno imparare a vivere guardando solo le loro foto. Perchè loro non esistono sono stati cancellati da un idiota al quale un qualche avvocato affamato offrirà una seconda occasione. p.b.

    Report

    Rispondi

blog