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Quel venerdì Yara era al palazzetto per puro caso

Apprensione nelle ricerche. La mamma: "Voglio trovarla, i perché vengono dopo". Spunta la pista esoterica

Quel venerdì Yara era al palazzetto per puro caso
Dopo venti giorni di angosciata ma composta attesa e sofferenza, la madre della piccola ginnasta scomparsa si apre ai giornalisti.

YARA ERA AL PALAZZETTO PER PURO CASO - Che Yara si fosse recata lì quasi casualmente, per portare uno stereo che serviva alle sue compagne, era già emerso nei giorni scorsi. Ma si è appreso oggi che la decisione di mandare Yara e non la sorella, a cui inizialmente era stato chiesto di portare lo stereo, venne stabilita quel venerdì pomeriggio all'ultimo momento e fra le mura domestiche. Un particolare, questo, accennato giovedì dalla madre di Yara in una intervista telefonica con una televisione e che è stato confermato nel pomeriggio dagli inquirenti. Quindi non solo Yara non doveva essere lì quel pomeriggio, ma la sua presenza era doppiamente inaspettata in quanto lei stessa aveva insistito per portare la radio che serviva a un saggio ginnico previsto per la domenica successiva. Inizialmente si era incaricata la sorella di portarlo da casa. Poi però era stata Yara a insistere tanto con la madre per portarlo di persona. Questa decisione ha fatto supporre a taluni l'esistenza di un appuntamento, per Yara, che però è stato categoricamente smentito dalla famiglia e dagli investigatori. Una decisione di cui come ha detto la stessa mamma al Tgcom "eravamo a conoscenza solo io e le mie figlie". L'occasionale e imprevista presenza di Yara, quindi, indebolisce l'ipotesi di un rapimento organizzato, che difficilmente avrebbe potuto improvvisare su decisioni così repentine. Non è comunque detto, fanno notare alcuni investigatori, nel caso di un adescamento, che il rapitore dovesse per forza essere al corrente dell'informazione circolata in famiglia. Potrebbe semplicemente aver portato via la prima ragazzina che le circostanze favorevoli gli hanno fatto trovare sul suo cammino.

RITROVATA FELPA AZZURRA -
Attimi di apprensione si sono vissuti giovedì verso le 11:30 quando una felpa azzurra - proprio il colore do quella indossata da Yara il giorno della sua scomparsa - è stata rinvenuta nella zona di Bonate di Sopra. Dopo alcuni accertamenti si è concluso che per via dei disegni e della taglia non attinenti al capo della ragazza, il reperto non sia utile alle ricerche.

LE DICHIARAZIONI DELLA MAMMA
- "Adesso voglio solo trovarla, è quello che conta. Il perchè è sparita me lo chiederò dopo". Così Maura Gambirasio in una limpida dichiarazione all'Eco di Bergamo. La mamma di Yara, la ragazzina di 13 anni scomparsa da 20 giorni a Brembate Sopra, in provincia di Bergamo, spiega di voler solo ritrovare sua figlia, sui motivi si farà luce più avanti. “I  perchè me li chiedo dopo, adesso voglio solo sapere, voglio trovare Yara. Dopo risolveremo tutti i perché, adesso sinceramente non mi pongo domande”.
E ancora "Adesso come adesso non abbiamo più nessuna idea di quello che sia potuto succedere, dove si trova Yara, vi ripeto noi adesso vogliamo Yara poi penseremo a quello che è successo”.

Sulle ore di ansia vissute dalla sua famiglia la signora Gambirasio dice: "i nostri figli sono come noi in attesa e chiedono della sorellina. Novità sull’indagine non ce ne sono, sappiamo che i carabinieri stanno lavorando tanto, ma non c’e’ stato ancora detto nulla”.  La donna smentisce l’ipotesi che Yara quel giorno avesse un appuntamento: "andare al palazzetto non è stata una richiesta di Yara, l’ha saputo quel pomeriggio da me, non lo sapeva nessun altro”, ma afferma.: "lo stereo era stato chiesto il giorno prima alla sorella".
 
LE IPOTESI SUI MOVENTI
- Le ipotesi sono le ritorsioni verso il padre o la famiglia, la trappola di uno sconosciuto, presunte piste che porterebbero verso la Svizzera e quelle sull'esoterismo, il movente sessuale. "Ne sapete più voi giornalisti - spiega Maura - per me conta solo ritrovarla al più presto. Stiamo cercando una ragazzina di 13 anni, non dimentichiamolo. Ci sarà tempo dopo per valutare i perchè".

LE RICERCHE
- Intanto giovedì mattina sono riprese intorno alle 9.30 di, approfittando del bel tempo e nonostante il gelo, le ricerche sul territorio. E oggi i volontari della protezione civile e i carabinieri sono tornati in una località già ispezionata nei giorni scorsi. Si tratta della zona di Ghiaie, una frazione di Bonate Sopra, dove si trovano anche un piccolo santuario e un laghetto. Proprio quest'ultimo, alcuni giorni fa, era stato ispezionato dai sommozzatori dei vigili del fuoco per un falso allarme che riferiva di un oggetto galleggiante.

Giovedì mattina le investigazioni si stanno nuovamente concentrando in questa zona ma al momento non è stato spiegato se ci siano stati nuovi elementi che hanno portato le ricerche nel comune di Bonate Sopra. Squadre della polizia, invece, proseguono a cercare un po’ più a nord di Brembate, in valle Imagna, nei pressi del Comune di Strozza, che si trova a circa 400 metri d'altezza in un area collinare e boschiva.

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Commenti all'articolo

  • lulu69

    08 Marzo 2011 - 19:07

    se fossero stati uno ,due malintenzionati ci sarebbe stata violenza sessuale, ma non c'è stata. rapimento per estorsione non l'avrebbero ammazzata. Mi viene allora da pensare di nuovo alla vendetta di un giovane innamorato non ben corrisposto, sicuramente che frequenta la palestra e che quella sera era lì e yara lo sapeva benissimo e voleva vederlo, ecco perchè quella sera ha voluto e insistito per portare lei lo stereo in palestra al posto della sorella....purtroppo yara forse si accontentava anche solo vederlo, di qualche bacetto, ma a lui (più grande di lei neo patentato ) le semplici effusioni non bastavano più ed è andato fuori di testa di un bel pò. Cercate in palestra, gli adolescenti hanno e sanno tenere tanti segreti..........

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  • Silvietta

    29 Dicembre 2010 - 19:07

    Le vie sono infinite. Sono usciti casi di maniaci, pedofili, mafiosi, fidanzati labili, amiche/sorelle/cugine gelose, pazzi appartenenti a sette religiose, ragazzi/e che fuggono perché si sentono incompresi o perché gli viene chiesto troppo e non si sentono all'altezza, gente che per racimolare qualcosa rapina, sequestra o addirittura vendono organi. Le vie non sono solo due, altrimenti l'avrebbero trovata

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    19 Dicembre 2010 - 13:01

    Un investigatore, per questi casi, deve mettere in conto qualsiasi ipotesi inverosimile .

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