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Studenti al Colle: "Capo dello Stato ci ascolta"

Ddl Gelmini, una dozzina di ragazzi ricevuti da Napolitano. Cortei in tutta Italia. Camusso: "Sciopero generale? No condizioni" / VEDI FOTO

Studenti al Colle: "Capo dello Stato ci ascolta"
È in corso il "Blocchiamo tutto day", atto quarto: la protesta di studenti delle scuole superiori e universitari contro il ddl 113, che è in discussione in Senato.

STUDENTI DA NAPOLITANO- Ieri gli studenti avevano invocato un incontro con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano,  chiamato in causa attraverso una lettera in cui veniva invitato a non sottoscrivere il decreto, e una delegazione di una dozzina ragazzi è arrivata al Quirinale nel pomeriggio di martedì per essere ricevuta. All'incontro hanno partecipato elementi di diverse facoltà e associazioni studentesche.

"CAPO STATO CI ASCOLTA" - "Il Presidente della Repubblica ha preso atto delle nostre istanze", hanno spiegato i ragazzi al termine dell'incontro. "In questo momento è l'unico interlocutore che abbiamo avuto finora. Questo è già un dato enorme, è importante che questo distacco sempre più forte tra la nostra generazione e le istituzioni del Paese, oggi per la prima volta, sia stato parzialmente colmato". Secondo gli studenti, infine, il Capo dello Stato sarebbe "pronto ad esaminare le nostre alternative alla riforma". L'incontro è durato circa 90 minuti.

INCONTRO TRA CGIL E UNIVERSITARI- Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha incontrato mercoledì presso la sede nazionale dell'organizzazione sindacale una delegazione degli studenti dell'Universita' La Sapienza ('Sapienza In Movimento'). Al centro del confronto, come ha raccontato Camusso al termine, "le ragioni che sono alla base del loro movimento e che travalicano le critiche al disegno di legge Gelmini: il tema vero è costituito da una generazione privata del futuro".

"SCIOPERO GENERALE? NO CONDIZIONI"
- Secondo il numero uno della Cgil "su una cosa gli studenti hanno assolutamente ragione, il loro futuro e le sorti della loro generazione è il tema di questo Paese, e quindi è giusto che lo rappresentino a tutti" e che "la modalità scelta oggi dagli studenti di incontrare una serie di soggetti per rappresentare le loro istanze sia molto positiva". Quanto alla richiesta di uno sciopero generale, Camusso ha affermato: "Nessuno esclude lo sciopero generale, ma per ora a nostro avviso non ci sono le condizioni". Il segretario generale della Cgil ha, infatti, spiegato: "Agli studenti ho detto che lo sciopero e' un sacrificio per i lavoratori, non si dichiara ne' per solidarieta' per un movimento, ne' in termini paternalistici.

QUI PALERMO - A dispetto di quanto promesso dai manifestanti circa la non-violenza, una giornalista è stata colpita da un grosso sasso al braccio sinistro. Si tratta di Simona Licandro, che segue le manifestazioni per l'Ansa a Palermo. Negli scontri anche alcuni giovani sarebbero rimasti feriti, secondo quanto loro stessi hanno raccontato, dalle manganellate delle forze dell'ordine. In particolare uno di loro ha affermato di essere stato colpito al capo, mentre alcuni studenti dicono che un altro ragazzo ha riportato la rottura della mascella.

I "BOOK BLOCK" - Sono circa duecento, i giovani che si sono incontrati davanti alla facoltà di Lettere del capoluogo siciliano.  Al corteo partecipano i ragazzi di Lettere, Architettura, Economia, Agraria, Scienze matematiche. Mentre Scienze politiche, Giurisprudenza e l'Accademia di Belle arti scenderanno in piazza nel pomeriggio (concentramento al Politeama) con la rete dei collettivi.
Gli studenti sono pronti a tentare l'occupazione delle sedi della Regione siciliana. Le loro "armi" sono i book block, pannelli di polistirolo e legno con disegnate le copertine di libri famosi, che rappresentano gli "scudi" degli studenti, e palloncini pieni di vernice.


QUI ROMA - "Andremo avanti finchè la riforma non sarà ritirata". A gridare al megafono in apertura di corteo lo slogan degli studenti che protestano contro l'approvazione del ddl Gelmini è Luca Cafagna uno studenti dei collettivi La Sapienza, ospite qualche giorno fa della trasmissione Annozero di Michele Santoro, protagonista di un diverbio con il ministro della difesa, Ignazio La Russa.

È rientrato all'università "La Sapienza" di Roma il corteo degli studenti, che hanno manifestato oggi per le strade della Capitale, contro il ddl Gelmini. Il corteo, che si è svolto in modo pacifico e senza incidenti, ha attraversato prima il quartiere popolare di San Lorenzo e la via Prenestina imboccando a sorpresa la tangenziale rendendo difficoltoso il traffico, e a seguire il tratto urbano della A24. Lasciata la bretella autostradale gli studenti si sono diretti in via di Portonaccio e attraverso la via Tiburtina sono rientrati a piazzale Aldo Moro.

A MILANO - Circa 300 studenti sono partiti dall'università Statale di Milano per un corteo improvvisato diretto verso viale Padova. Attimi ditensione quando un drappello di agenti in tenuta antisommossa ha tentato di bloccare il corteo sul nascere nel vicolo di Santa Caterina. I ragazzi sono riusciti a sfondare il cordone di poliziotti e a raggiungere la circonvallazione interna, all'interno di via Francesco Sforza, dove è stato nuovamente bloccato dalle forze dell'ordine grazie all'arrivo di rinforzi.
La decisione di scendere in piazza da parte degli studenti è arrivata in un'assemblea che si è svolta in una delle aule della sede centrale della Statale, durante la quale il numero dei ragazzi è aumentato con l'arrivo degli studenti di altri atenei come il Politecnico.  L'obiettivo della manifestazione, quello di "bloccare la città", percorrendo una parte della circonvallazione interna e di quella esterna per raggiungere via Padova alla periferia nord del capoluogo lombardo.

TORINO - Gli studenti indipendenti guidati da un gruppo di giovani vestiti da garibaldini, come annunciato, hanno raggiunto la sede del Palazzo Carignano e sono entrati nel cortile dove terranno una seduta simbolica del Parlamento per approvare la loro riforma dell'università. Agli studenti indipendenti si sono anche aggiunti gli studenti del Conservatorio che hanno portato all'interno del cortile di Palazzo Carignano i loro strumenti musicali. Ai giovani sta ora parlando un partigiano della XVII brigata Garibaldi. Il corteo degli studenti partiti da Palazzo Nuovo, invece, si è staccato e dopo aver presidiato per qualche minuto la sede della libreria Mondadori sta ora sfilando per le vie della città.

NELLE ALTRE CITTA' - I cortei si sono estesi a maccia d'olio in tutta Italia, da Cagliari a napoli, da Cosenza ad Ancona, Firenze e Torino. Nel capoluogo campano il blocco dei binari ferroviari ha causato problemi alla circolazione, mentre nelle altre città, oltre alle consuete occupazioni delle facoltà e presidi in diversi punti della città, non si sono registrati particolari violenze o disagi. A Firenze è andata in scena una protesta pacifica e particolarmente colorata, tra clown, abiti colorati e tamburi.


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Commenti all'articolo

  • opzionemib0

    27 Dicembre 2010 - 14:02

    se avesse un briolo ...si dimetterebbe. che squallore un capo dello stato che inneggiava alla occupazione militare nazista della cecoslovacchia. solo in un paESE DI M....A

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  • ciannosecco

    23 Dicembre 2010 - 16:04

    Auguroni a te e la tua famiglia.A forza di stappare il vino buono, ogni volta che vince Berlusconi, sono rimasto senza.L'ultima l'ho stappata il 14 Dicembre, mi chiedo , lo champagne, che i sinistri hanno messo da parte per festeggiare, che fine ha fatto?Se aspettano ancora un pò , le bottiglie vanno all'asta come reperti storici.

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  • robe

    23 Dicembre 2010 - 13:01

    Come ho detto la proposta e' provocatoria, ma fino ad un certo punto. Se, giustamente, non si e' ritenuti abili a lavorare oltre i 65 anni (o 66, 68, quello che e') perche' mai si dovrebbe essere abili in politica o in magistratura o nell'istruzione? Il mondo e' profondamente cambiato, ma molti, specie di una certa' eta', non se ne sono accorti. Molte cose vere in passato oggi non lo sono piu', la potenza dell'informazione e' cresciuta a dismisura, esiste la possibilita' di avere immediatamente notizie su tutto, quindi certi giochi, prima normali, oggi sono sempre meno possibili. Non esiste altrove uno sbarramento del genere? Nemmeno una legge elettorale come la nostra, se e' per questo!

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  • schnee

    23 Dicembre 2010 - 12:12

    Svelato l'arcano.La realtà è che questi ragazzi non hanno voglia di far nulla,vogliono comabattere per mantenere i privilegi dei loro bravi professori che, da dietro le cattedre, accendono le micce e poi lasciano il cerino.Questa è la realtà.Se tra loro ci fosse chi ha voglia di lavorare e non fare il mantenuto dai genitori che poi perdonano le intemperanze dei buoni e bei pargoli,si vedrebbe una certa omogeneità di pensiero.Invece la minoranza degli scalmanati,dopo l'orrida figura di qualche giorno fa,dicono come i bambinelli di non essere stati ascoltati e i loro mentore in Parlamento ad addossare,come sempre, colpe sul Governo.La realtà è che molti universitari sono tali perchè non hanno voglia di fare nulla nella vita e sono questi a sovrastare le voci dei silenti bravi ragazzi che studiano con la testa sui libri e non sulle direttive di partito.

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