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Yara, altro falso allarme: le scarpe nella siepe non sono le sue

Il paio ritrovato ieri è da uomo. Oggi nuovi sopralluoghi al cantiere tra Mapello e Brembate Sopra

Yara, altro falso allarme: le scarpe nella siepe non sono le sue
Non sono di Yara Gambirasio le scarpe ritrovate ieri nella siepe del centro sportivo di Brembate Sopra da una delle squadre impegnate nelle ricerche della 13enne scomparsa lo scorso 26 novembre dal paesino bergamasco.
Secondo fonti investigative, si tratterebbe di un paio di scarpe da uomo, non compatibili dunque con i piedi della ragazza. La strada, che la ragazzina avrebbe dovuto percorrere per tornare a casa il giorno della sua scomparsa, era stata chiusa per oltre un'ora fino alle 18.15. Oltre alle scarpe, sono stati repertati altri oggetti, ma secondo indiscrezioni, nulla di ciò che è stato trovato sarebbe utile alle indagini.

NEL CANTIERE
- Questa mattina, esattamente coem ieri, i carabinieri stanno perlustrando il centro commerciale tra Mapello e Brembate Sopra. A distanza di una decina di giorni dall'ultima visita con i georadar, gli investigatori ieri sono tornati nel luogo dove li aveva condotti il fiuto dei cani molecolari nei giorni immediatamente successivi alla sparizione. Presenti anche le unità cinofile. Il luogo, però, era già stato ampiamente setacciato nelle settimane precedenti. Altri gruppi di ricercatori coordinati dalla polizia si sono concentrati invece in alcune località della Valle Brembana.
Martedì pomeriggio gli inquirenti hanno ascoltato anche il padre della 13enne, Fulvio Gambirasio, la sorella maggiore Keba e la zia Nicla Gambirasio. I carabinieri stanno ancora cercando di fare luce sulle circostanze che hanno portato all'uscita di casa di Yara, il pomeriggio del 26 novembre, in direzione del centro sportivo dove la giovane ginnasta ha svolto il suo ultimo allenamento. Da chiarire la presenza di un registratore che Yara avrebbe portato per gli esercizi. Il sospetto è che la ragazza avesse un appuntamento con qualcuno che conosceva, anche considerando l'insistenza con cui ha preteso di andare al centro sportivo.

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Commenti all'articolo

  • just69

    28 Dicembre 2010 - 22:10

    le impronte su tutti questi capi di abbigliamento somiglianti a quelli di Yara, ma che sembra non gli appartengano: ho l'impressione che qualcuno si stia macabramente divertendo a disseminarli in tutta l'area per depistare gli investigatori e far perder loro del tempo prezioso... Scusate, probabilmente guardo troppi telefilms.

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  • lucas59

    23 Dicembre 2010 - 21:09

    É veramente vergognoso il modo di fare per dei casi del genere da parte di chi conduce le indagini. Noné possibile che ogni volta che c'é un caso ci si muove come dei pivelli alle prime armi. Per Sarah Scazzi non é stata sequestrata la cantina da subito,non si sono fatti approfondimenti sui possibili colpevoli, non si é presa in considerazione di controllare il luogo dove era stata le ultime 24 ore. Per Yara si sperava di non cadere negli stessi errori. Ma va! Peggio. Ora si controlla la siepe,dopo un mese trascorso. Ridicolo! Da subito si poteva trovare qualche traccia: mozziconi di sigaetta,qualche cartaccia di qualche panino,o scontrino di qualcosa,addirittura qualche traccia di calzature da uomo,o che ne sò anche forse altro. ERa troppo facile cos?i. No meglio aspettare un mese, prima di controllare sul tragit

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  • adrianse

    23 Dicembre 2010 - 12:12

    ma che razza di paese e' diventata l' itaGlia invece di star seduti al caldo ad intercettare telefonate in giro per lo stivale riprendete ad uscire ed indagare seriamente

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