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Il Papa: "Basta violenze sui discepoli di Cristo"

"Amarezza per attacco a chiese cristiane nel mondo", in Nigeria 32 morti. Procreazione, "Bimbi hanno bisogno di padre e madre"

Il Papa: "Basta violenze sui discepoli di Cristo"
Benedetto XVI ha manifestato "grande tristezza per l’attentato in una chiesa cattolica nelle Filippine, mentre si celebravano i riti del giorno di Natale, come pure l’attacco a chiese cristiane in Nigeria". La terra", ha aggiunto il Santo Padre domenica 26 dicembre, "si è macchiata ancora di sangue in altre parti del mondo". Un duro monito che segue di poche ore quello rivolto alla Cina nel messaggio Urbi et orbi, che ha indotto il governo di Pechino ad oscurare in tv il discorso del Santo Padre.

"In questo tempo del Santo Natale", ha continuato il Pontefice, "il desiderio e l’invocazione del dono della pace si sono fatti ancora più intensi. Ma il nostro mondo continua ad essere segnato dalla violenza, specialmente contro i discepoli di Cristo".

"SENTITO CORDOGLIO" - "Desidero esprimere", ha detto ancora Ratzinger, "il mio sentito cordoglio per le vittime di queste assurde violenze, e ripeto ancora una volta l’appello ad abbandonare la via dell’odio per trovare soluzioni pacifiche dei conflitti e donare alle care popolazioni sicurezza e serenità". Ricordando "l’odierna celebrazione della Santa Famiglia, che visse la drammatica esperienza di dover fuggire in Egitto per la furia omicida di Erode", il Papa ha esortato i circa 50 mila fedeli presenti in piazza San Pietro a pregare per "tutti coloro, e in particolare le famiglie, che sono costretti ad abbandonare le proprie case a causa della guerra, della violenza e dell’intolleranza". "Vi invito, quindi, ad unirvi a me nella preghiera per chiedere con forza al Signore che tocchi il cuore degli uomini e porti speranza, riconciliazione e pace".

NUOVI ATTACCHI IN NIGERIA
- E intanto, nel week-end di Natale, per i cristiani nigeriani non c'è stato un attimo di tregua. Anche nella mattina del 26 dicembre hanno subito nuovi attacchi, nonostante l’appello del Santo Padre. La città di Jos anche oggi è teatro di scontri con i musulmani: "Le case sono state incendiate, e vedo feriti coperti di sangue che vengono trasportati in ospedale dagli amici", ha riferito un testimone. Gli scontri fanno seguito alle esplosioni a catena a Jos, che alla vigilia di Natale hanno provocato la morte di almeno 32 persone e il ferimento di altre 72. Sei i morti, tra i quali un sacerdote, in altri attacchi durante la messa compiuti da presunti estremisti islamici contro due chiese a Maiduguri, nel nord-est del più popoloso Paese africano. A Jos arriverà oggi il vicepresidente Namadi Sambo, per tentare di «sedare la crisi», ha affermato un portavoce.

SULLA PROCREAZIONE -
"La nascita di ogni bambino", ha detto il pontefice cambiando il fuoco del discorso e ricordando la nascita di Gesù, "porta con sé qualcosa di questo mistero. Lo sanno bene i genitori che lo ricevono come un dono e che, spesso, così ne parlano. A tutti noi è capitato di sentir dire a un papà e a una mamma: 'Questo bambino è un dono, un miracolo'. In effetti, gli esseri umani", ha puntualizzato Joseph Ratzinger, "vivono la procreazione non come mero atto riproduttivo, ma ne percepiscono la ricchezza, intuiscono che ogni creatura umana che si affaccia sulla terra è il 'segno' per eccellenza del Creatore e Padre che è nei cieli. Quant'è importante allora, che ogni bambino, venendo al mondo, sia accolto dal calore di una famiglia. Non importano le comodità esteriori: Gesù è nato in una stalla e come prima culla ha avuto una mangiatoia, ma l'amore di Maria e di Giuseppe gli ha fatto sentire la tenerezza e la bellezza di essere amati. Di questo hanno bisogno i bambini: dell'amore del padre e della madre. È questo che dà loro sicurezza e che, nella crescita, permette la scoperta del senso della vita. La santa Famiglia di Nazareth ha attraversato molte prove, come quella", ricordata nel Vangelo secondo Matteo, "della 'strage degli innocenti', che costrinse Giuseppe e Maria a emigrare in Egitto. Ma, confidando nella divina Provvidenza, essi trovarono la loro stabilità e assicurarono a Gesù un'infanzia serena e una solida educazione".

SUI PROFUGHI
- "In questo giorno in cui celebriamo la Santa Famiglia, che visse la drammatica esperienza di dover fuggire in Egitto per la furia omicida di Erode", ha quindi continuato il Papa, "ricordiamo anche tutti coloro che sono costretti ad abbandonare le proprie case a causa della guerra, della violenza e dell`intolleranza. Vi invito, quindi, a unirvi a me nella preghiera per chiedere con forza al Signore che tocchi il cuore degli uomini e porti speranza, riconciliazione e pace".

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  • brutus

    27 Dicembre 2010 - 20:08

    Supponiamo che un cristiano incazzato domani desse una bella strigliata a un mussulmano, in viale Padova, niente di grave: due ceffoni e un insulto. Cosa ferebbe il papa?????? Probabilmente castigherebbe il cristiano e consolerebbe il mus. Dopodiché andrebbe in pellegrinaggio alla mecca con gli stivali pieni di ghiaia. Quindi, non faccia il finto arrabbiato

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  • Al-dente

    27 Dicembre 2010 - 08:08

    11sett.1973, se lei ha bisogno di sfogare le sue frustrazioni lo faccia da un'altra parte, magari sui quotidiani di sinistra. Le accuse che lei rivolge alla Chiesa sono inesistenti, sono solo l'accumulo di calunnie di chi nel corso della storia ha cercato di abbattere la Chiesa calunniandola in tutte le maniere possibili e attribuendogli addirittura crimini da lei mai commessi. Non dico che tutto ciò che fa la Chiesa sia del passato che attuale mi trovi del tutto consenziente, anzi la critico quando, come nel caso degli islamici, prende assurde posizioni contrarie agli interessi dei cristiani e degli occidentali in genere. Quello che lei esprime è un fanatismo peggiore di qualsiasi religione esistente, escluso quella islamica, ovviamente. Le sue ragioni non poggiano su niente di effettivo perchè la storia non la si inventa, come fa lei, ma la si studia. Se la studia obiettivamente vedrà che non c'è niente di vero in quello che lei le addebita, semmai è il contrario!

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  • mallmfp

    27 Dicembre 2010 - 08:08

    sono sempre cirstiani ammazzati da musulmani e non viceversa.

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  • deer

    27 Dicembre 2010 - 06:06

    Si, ma con riserva! Che succederebbe se si aprisse la caccia all'islamico?

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