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Inchiesta "Why Not"

106 avvisi chiusura indagine

Inchiesta "Why Not"
Sono centosei gli avvisi di chiusura d'indagine relativa all'inchiesta "Why Not" (avviata nel 2007 l'inchiesta Why Not sui presunti illeciti nella gestione dei fondi statali, regionali e comunitari) inviati dalla Procura generale di Catanzaro che ha chiuso il fascicolo. L'avviso di conclusione dell'inchiesta è stato emesso nei confronti, tra gli altri, del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, dell'ex vice presidente, Giuseppe Chiaravalloti, di assessori ed ex assessori regionali, consiglieri, del sindaco di Cosenza Salvatore Perugini, di politici, funzionari regionali. Tra i destinatari dell'avviso figura anche il deputato Giovanni Dima, del Pdl, ex consigliere regionale calabrese di An.
Tra gli altri destinatari dell'avviso figurano il capogruppo del Pd alla Regione ed ex vice presidente della Giunta, Nicola Adamo; il consigliere regionale ed imprenditore Sergio Abramo, candidato del centrodestra alle presidenza della Regione nelle elezioni del 2005; l'ex consigliere regionale Domenico Basile, di An; l'ex consigliere regionale dell'Udc Dioniso Gallo; il consigliere regionale di Fi Giuseppe Gentile; gli assessori regionali Luigi Incarnato dello Sdi e Mario Pirillo del Pd; l'ex assessore alla sanità Giovanni Luzzo, dell'Udc; il consigliere regionale di An Franco Morelli; l'ex parlamentare dell'Udeur Ennio Morrone; il consigliere regionale di Fi Antonio Pizzini; il consigliere regionale di An, Antonio Sarra; l'ex assessore regionale all'ambiente de Verdi Diego Tommasi, e l'ex assessore regionale dell'Udeur Pasquale Maria Tripodi.
Nessuna notifica è stata invece inoltrata a Romano Prodi, per cui si profila dunque l'ipotesi di richiesta di archiviazione da parte del gip. Sarebbero destinati a uscire dall'inchiesta anche il parlamentare del Pd Sandro Gozi e Pietro Scarpellini. Anche per le accuse rivolte all'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella a marzo la Procura aveva chiesto al gip l'archiviazione.
Gli indagati hanno ora venti giorni di tempo per chiedere di essere sentiti o depositare memorie difensive. Quindi la Procura deciderà se chiedere il rinvio a giudizio o il proscioglimento dei singoli. Numerosi i reati ipotizzati: dall'associazione per delinquere all'abuso d'ufficio, alla turbata libertà degli incanti, dalla truffa alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, dalla frode nelle pubbliche forniture al peculato, dalla corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio all'istigazione alla corruzione, dall'estorsione alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.

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Commenti all'articolo

  • LuigiFassone

    18 Dicembre 2008 - 11:11

    E io,illuso, che credevo che prima bisognasse vederci chiaro nella feroce diatriba tra le due Procure. Viceversa il CSM,che allora quando vuole lavora...,ci si è messo di buona lena e ha aperto,chiuso,semichiuso le indagini. Orpo, giusto come quella (civile) di alcuni miei conoscenti che in un Tribunale della Repubblica (che effetto fa,nevvero,sentire queste parole,Tribunale della Repubblica..!) sono in causa da venti e passa anni per...un W.C.Comunque, se non capisco male, in questa malastoria calabra sono più gli indagati di dritta che quelli di manca,anche se gli eventuali misfatti sarebbero stati commessi più sotto le ali della manca. Sarà per bilanciare i trascorsi sinistrorsi di Abruzzo e Campania ?

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