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Caso revolving, chiesta l'archiviazione per Minzolini

American Express, secondo la procura di Roma, il direttore del Tg1 "non svelò alcun segreto istruttorio"

Caso revolving, chiesta l'archiviazione per Minzolini
Tutto era nato da un'inchiesta sulle revolving card American Express, targhette di credito che maturavano interessi ben superiori alla soglia dello strozzinaggio. Nel mirino dei giudici ci era finito anche Augusto Minzolini. Per lui, martedì 28 dicembre, la Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione.

LA TELEFONATA PARTITA DA ROMA - Il filone d'inchiesta sul direttore del Tg1 riguarda le presunte pressioni del premier, Silvio Berlusconi, al commissario dell'Agcom (l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), Giancarlo Innocenzi, per ottenere la chiusura della trasmissione di Michele Santoro, Annozero, e di altre trasmissioni.  Nell'ottobre scorso il fascicolo riguardante Minzolini era stato trasferito, per competenza territoriale da Trani alla procura capitolina. Sarebbe infatti partita proprio da Roma una telefonata del giornalista ad un parlamentare sul contenuto di una deposizione da lui resa nel dicembre 2009 ai magistrati tranesi. Il colloquio avrebbe riguardato presunte pressioni ricevute da Minzolini per non mandare in onda una notizia che riguardava l'inchiesta sulle revolving card.

"NESSUN SEGRETO RIVELATO" - "Come emerge dalle intercettazioni", si legge nelle motivazioni redatte dalla procura nella richiesta di archiviazione, "il 18 dicembre del 2009, giorno successivo all'interrogatorio, Minzolini, nel corso di una conversazione con Paolo Bonaiuti (il portavoce del presidente del Consiglio ndr), gli ha comunicato che nel corso dell'interrogatorio gli erano state richieste informazioni circa la questione che riguardava l'American Express", su cui "riferiva di aver detto di non sapere nulla". Per i magistrati romani questa telefonata "non costituisce rivelazione di alcun segreto in quanto affinchè la rivelazione stessa possa concretizzarsi occorre che quanto divulgato o rilevato contenga elementi informativi".

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Commenti all'articolo

  • desiderig

    23 Gennaio 2011 - 12:12

    è questa la loro tattica creano il polverone per creare problemi ai loro "nemici"ben sapendo che poi finisce tutto in una bolla di sapone, ma intanto hanno creato il caso e le" pecore " abboccano.Secondo me è la stessa tattica che usano per il cavaliere e in tempi precedenti hanno usato con Andreotti e Craxi

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  • ciannosecco

    29 Dicembre 2010 - 18:06

    Certo che erano toghe rosse, ma si sono messi la mutanda di latta, perchè sono finiti sotto inchiesta a loro volta.Non te la prendere Bruno è una ruota che gira.

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  • bruno osti

    29 Dicembre 2010 - 15:03

    Gli fate i complimenti anche per i risultatti di ascolto e per le spese delle sue trasferte?

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  • giannilibero59

    29 Dicembre 2010 - 14:02

    un altro lecca c... del B. perdonato CHE VERGOGNA- ma avete notato che tutta quella gente sul libro paga del B.ai vertici di testate giornalistiche ce l'hanno scritto in faccia .......VISCIDI COME LE SERPI

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