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Aggressore col casco, subito i domiciliari

Roma, scontri priforma Gelmini: arrestato questa mattina, evita subito il carcere

Aggressore col casco, subito i domiciliari
Arrestato, e "premiato" subito con i domiciliari. E' successo nella mattinata di mercoledì 5 gennaio a Manuel De Santis, il ragazzo di 21 anni che lo scorso 14 dicembre, nel bel mezzo degli scontri a Roma che hanno condito l'iter della riforma dell'Università firmata dal ministro Mariastella Gelmini, colpì con un casco Cristiano, un ragazzo di 15 anni poi operato in ospedale per una frattura al naso. La notizia è stata resa nota da uno dei legali di De Santis, Serena Tucci.

LA VICENDA - Manuel De Santis, pizzaiolo che agli inquirenti ha raccontato di essere in piazza a manifestare poiché precario, non era stato subito identificato dopo l'aggressione, nonostante ci fosse un video che inquadrava la scea. Era stato lui stesso ad autodenunciarsi cinque giorni dopo, dicendo di essersi pentito e di essere pronto ad affrontare il carcere: per lui l'accusa è di lesioni personali gravi. De Santis aveva poi dichiarato di aver colpito il ragazzo in quello che ha definito un "momento di follia", scatenata dal fatto che altri manifestanti tirassero ogni tipo di oggetti contro la camionetta dei carabinieri. Il suo obiettivo, aveva concluso, era evitare che il corteo si trasformasse in uno scontro con le forze dell'ordine. Cosa che era puntualmente accaduta, sia quel giorno, sia nelle manifestazioni dei giorni precedenti.

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Commenti all'articolo

  • ego1

    06 Gennaio 2011 - 23:11

    che scrive ""Tanto per la precisione""------------------E allora, tanto per la precisione, come mai il dr. Scaglia sta facendo mesi e mesi di carcere preventivo (ora ai domiciliari) pur essendo rientrato spontaneamente dall'estero non appena saputo di essere oggetto di indagine. Me la spiega, sig. robe, questa macroscopica diversità di trattamento oltretutto a favore di un teppista che ama spaccare le teste? Senta robe, lei si è ostinatamente arroccatto sulla difesa a prescindere della magistratura italiana che, proprio perchè tenuta da sempre esente da ogni e qualsiasi critica,si è trasformata in una supercasta che in tema di arbitrarietà, arroganza e prepotenza credo non abbia uguali nel mondo civile e democratico. Questa sua (e di molti altri) acriticità nei confronti del corpo magistratuale non giova nè al Paese nè alla credibilità della stessa magistratura.

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  • robe

    06 Gennaio 2011 - 22:10

    Il padre dell'aggredito si e' dichiarato felice della decisione. Ricordo che questo non vuol diere che, fatto il processo, l'aggressore non venga, giustamente, condannato e vada in galera. Tanto per la precisione.

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  • blues188

    06 Gennaio 2011 - 15:03

    A lui piace questa feccia che quando si trova a giudicare gente di sinistra trova tutte le scuse possibili per non mettere in opera la legge più severa. Si vergogni quel magistrato e insieme a lui anche il robe che lo difende anche contro ogni sana logica.

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  • ego1

    06 Gennaio 2011 - 11:11

    Abbiamo in Italia una pletora di magistrati degni di essere spediti in Brasile. Ci siamo giustamente indignati per il comportamento di Lula, ma a maggior ragione dovremmo scandalizzarci per come certi magistrati amministrano giustizia. Occorre riformare radicalmente il settore, restringendo al massimo l'arbitrio interpretativo dei giudici, sottoponendoli al principio di responsabilità e ai controlli di produttività, creando un organo disciplinare "terzo" (diverso dal CSM) e abolendo la carriera automatica. Tutto questo.....per cominciare.

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