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Attentato Forleo, il vero bersaglio sarebbe un imprenditore locale

L'ipotesi più accreditata escluderebbe la gip del Tribunale di Cremona. Sospetti sulla mala di Francavilla

Attentato Forleo, il vero bersaglio sarebbe un imprenditore locale
Un attentato legato al racket delle estorsioni. E' questa l'ipotesi al momento più accreditata dagli investigatori circa il rogo che, nella nottata tra martedì e mercoledì, ha provocato seri danni nel fienile della masseria del gip brindisino Clementina Forleo, ora impiegata nel tribunale di Cremona. Ma la Forleo, uno dei giudici più conosciuti del nostro Paese, non sarebbe direttamente destinataria di quanto accaduto: il vero bersaglio sarebbe infatti la persona che occupa, in affitto, la masseria. Trattasi dell'imprenditore agricolo tarantino Angelo Antonio Martella, 48 anni, che da due risiede nella proprietà della Forleo che si trova lungo la provinciale Francavilla Fontana-Sava, tra le province di Brindisi e Taranto.

SECONDO ROGO - Martella, nella stessa nottata, ha subito un'altra intimidazione: l'incendio del capannone della sua azienda agricola che si trova tra Manduria e Oria, a pochi chilometri di distanza dal primo rogo. La particolare coincidenza dei due incendi induce gli investigatori a pensare proprio che il bersaglio sia Martella e non la Forleo. La quale, in passato, ha denunciato diverse presunte intimidazioni, compresa la sospetta morte dei genitori in un incidente stradale, avvenuto nelle campagne di Francavilla Fontana. I sospetti del gip, però, non hanno mai trovato riscontri nelle indagini della magistratura.

GUERRA TRA CLAN - Gli investigatori che stanno indagando sui due roghi non possono non considerare altresì come da mesi, a Francavilla, sia riesplosa una guerra tra clan rivali in cui sarebbero da inquadrare tre omicidi in tre mesi. Si combatte per il controllo degli affari illeciti legati al racket delle estorsioni e al traffico di droga. Proprio per cercare di capirne di più, il sottosegretario al Ministero dell'Interno Alfredo Mantovano ha convocato, il 28 dicembre scorso, un vertice sull'ordine pubblico nella caserma del paesino in provincia di Brindisi: "Incontri come questo ci saranno fino a quando non si verrà a capo degli omicidi che si sono verificati negli ultimi mesi, e fino a quando non si andrà a regime nel colpire i patrimoni di provenienza illecita", aveva dichiarato Mantovano. I roghi della notte scorsa sarebbero l'ennesima dimostrazione di forza della mala. A cui poco importerebbe del gip Forleo, essendo molto più interessati all'imprenditore Martella.

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Commenti all'articolo

  • milleottocentosedici

    05 Gennaio 2011 - 21:09

    Ed il presidente della republica che fa? Invece di revocargli il mandato, causa manifesta indegnità e incapacità, con le sue parole(il paese ha bisogno di stabilità) induce la Consulta ad approvare il legittimo impedimento. Il prossimo attentato alla magistratura, facciamo gli scongiuri, lo dovremo a lui ed al suo partito dell’”ammore”, ai secessionisti leghisti, ai diversamente concordi dell’opposizione ed al giornalisti – manganello del regime.

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