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Strasburgo appoggia Englaro

"No al ricorso dei cattolici"

Strasburgo appoggia Englaro
La Corte europea per i diritti dell'uomo ha respinto, giudicandolo "irricevibile", il ricorso presentato da diverse associazione contro la sentenza della Corte d'appello di Milano sul caso di Eluana Englaro, la ragazza in coma irreversibile da quasi diciassette anni.
Nella decisione la Corte osserva tra l'altro che "i ricorrenti non hanno alcun legame diretto" con Eluana e che "il procedimento giudiziario di cui criticano il risultato e temono le conseguenze, non li tocca direttamente perchè la decisione della Corte d'appello di Milano del 28 giugno scorso riguarda solo le parti direttamente coinvolte e i fatti oggetto della sentenza. Il giudizio di «irricivibilità» emesso oggi dalla Corte di Strasburgo - si legge in una nota diffusa dalla stessa Corte - riguarda i ricorsi presentati tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre da rappresentanti di persone gravemente handicappate, un'associazione di difesa dei diritti dell'uomo, medici e avvocati. Tra quelli respinti figura anche il ricorso numero 55185/08 al quale la Corte di Strasburgo aveva rifiutato, lo scorso 20 novembre, l'applicazione della cosiddetta regola 39, ovvero la procedura d'urgenza.
Dopo la sentenza della Cassazione, che aveva dichiarato inammissibile il ricorso della Procura di Milano contro l'autorizzazione a sospendere le cure alla donna, tre associazioni cattoliche, in rappresentanza di trentaquattro sigle, avevano inoltrato formale ricorso alla Corte europea di Strasburgo sui diritti dell' uomo. Le associazioni non accettavano infatti la sentenza della suprema corte e avevano deciso di impugnare "sia il decreto emesso dalla Corte d' appello di Milano, sia la sentenza della Cassazione". Ma la Corte di Strasburgo ha detto "no": Beppino Englaro, padre della donna, potrà dunque procedere. È possibile staccare il sondino alla paziente.

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Commenti all'articolo

  • LuigiFassone

    23 Dicembre 2008 - 10:10

    Quel che c'è di orribile (a mio parere,ovvio) è che giudici italiani e poi la Corte di "Giustizia" dell'Europa Unita debba sentenziare sulla vita e sulla morte di un essere umano. Con grande rispetto e comprensione per la famiglia Englaro (perchè si chiacchera sempre e solo del padre,che si è esposto AI MEDIA,ma anche la madre e il resto della famiglia esistono e soffrono) io continuo a ripetere, a urlare "quanto bene voglio a quelle Suore Misericordine di Lecco"...

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