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Muore a 16 anni dopo tre interventi per un tumore benigno. Indagine in ospedale

I genitori della ragazza hanno presentato un esposto in Procura. Avviata indagine interna

Muore a 16 anni dopo tre interventi per un tumore benigno. Indagine in ospedale
Morire a 16 anni dopo tre interventi per un adenoma ipofisario, un tumore benigno solitamente non mortale. E’ successo all’Ospedale San Filippo Neri di Roma. La vittima, Cristina Mencarelli di Civitavecchia, ha subito un primo intervento qualche settimana fa, poi sono subentrate complicazioni che hanno costretto i medici a eseguire un secondo e poi un terzo intervento, il 2 gennaio, risultato fatale.

ESPOSTO IN PROCURA - I genitori hanno presentato un esposto in Procura, e l’ospedale ha avviato un’indagine interna. "La documentazione clinica è stata sequestrata dagli inquirenti", ha spiegato il direttore sanitario Lorenzo Sommella, "ma faremo come da prassi un accertamento interno, per capire se la morte inattesa della giovane è dovuta a complicanze inevitabili o a mancanze nel percorso assistenziale".

"TUMORE BENIGNO" - In ogni caso, ammette Sommella, "l'adenoma ipofisario è un tumore benigno. Anche se è in una zona delicata, non è letale e non basta spiegare la morte della ragazza, anche se l’intervento presenta dei rischi operatori, peraltro come tutti gli interventi. Abbiamo doverosamente aperto l'indagine interna, e contiamo in breve di fare chiarezza sulla vicenda".

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Commenti all'articolo

  • just69

    10 Gennaio 2011 - 19:07

    Attendiamo di sapere come stanno esattamente le cose prima di "giudicare", posto che ne siamo più o meno in grado, dopodichè il giudizio sulle conseguenze degli errori dei medici e dei magistrati non può valutarsi in modo tanto diverso...

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  • Bennerm

    10 Gennaio 2011 - 07:07

    E siamo ancora una volta qui a commentare un disgraziato ennesimo caso di presunta malasanita'. Il beneficio del dubbio però va sempre lasciato poiche', anche se questo al giorno d'oggi non lo si vuole piu' accettare, in realta' in medicina non c'e' niente di semplice, sicuro o tantomeno scontato e quindi gettare subito in maniera superficiale la croce addosso al primo malcapitato medico coinvolto puo' essere un grave errore. Allo stesso modo non si puo' fare come al solito di tutta l'erba un fascio, nel senso che i rischi sono diversi a seconda di quello che si fa, sia per le diverse difficolta' tecniche sia per le complicazioni che possono sempre subentrare. Quindi ritengo che sia sempre giusto capire bene cosa e' successo veramente prima di condannare qualcuno a priori. E' chiaro che non si puo' negare che negli ospedali italiani c'è tanto marcio sia per quanto riguarda la gestione dei reparti, l'organizzazione, i mezzi e a volte anche il controllo sull'operato dei sanitari.

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  • ciannosecco

    09 Gennaio 2011 - 23:11

    Stupido è chi fugge la risposta ad una domanda che gli viene fatta.L'intelligente che non è in grado di rispondere , si astiene.

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  • blu521

    09 Gennaio 2011 - 18:06

    E' preferibile tacere, magari dando l'impressione di essere un po' stupidi, piuttosto che parlare e fugare ogni dubbio

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