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Minacce a Marchionne firmate con la stella a 5 punte: il fantasma brigatista

Tensione a pochi giorni da voto Mirafiori.Torino, scritte in vernice rossa contro l'ad Fiat. Digos: "Attenzione alta"

Minacce a Marchionne firmate con la stella a 5 punte: il fantasma brigatista
Mancano quattro giorni al referendum su Mirafiori, e a Torino la tensione sale in maniera esponenziale. Su un grande manifesto pubblicitario è comparsa la scritta "Marchionne fottiti", condita dalla stella delle Br tracciata in vernice rossa. A Roma, domenica si è tenuta la lunga riunione delle segreterie di Fiom e Cgil presso la sede del sindacato. Obiettivo, cercare una linea comune da adottare in caso della probabile vittoria dei "sì" alla votazione sul nuovo contratto per i lavoratori.

LA MINACCIA - La scritta contro Marchionne con la stella a cinque punte è stata tracciata proprio nel centro cittadino del capoluogo piemontese, sul cavalcavia di corso Sommellier. Altre scritte sono state dipinte sempre con vernice rossa e sempre con la stella a cinque punte, su altri due manifesti pubblicitari vicini al primo. "Marchionne fottiti", recita uno, mentre sugli altri due ci sono le scritte "Non siamo noi a dover diventare cinesi" e "ma i lavoratori cinesi a diventare come noi". Sul posto sono intervenuti gli investigatori della Digos che hanno avviato indagini.

DIGOS - Secondo gli investigatori della Digos della Questura di Torino però la stella a cinque punte non può essere tradotta immediatamente con collegamenti, più o meno diretti, con presunte o sedicenti Brigate Rosse. A parere degli investigatori, si tratta di "una simbologia forte", non così "inedita" neppure negli ultimi tempi, utilizzata comunque per "alzare il tono" e per attirare la massima attenzione. Ma l'attenzione da parte sia della Digos sia delle forze dell'ordine rimane alta, hanno riferito fonti investigative, soprattutto per il fatto che ci si trovi a ridosso del voto del referendum, che avverrà tra giovedì e venerdì prossimo.

INCONTRO CGIL - FIOM - Intanto, nell'incontro domenicale tra Cgil e FIom, assicura il segretario generale delle tute blu, Maurizio Landini, non ha segnato "nessuna spaccatura. C'è stata una discussione. Rimangono delle valutazioni su quello che sarà necessario fare in futuro, ma su questo continueremo a discutere". Susanna Camusso, il segretario nazionale della Cgil, ha spiegato: "Il 28 gennaio la segreteria nazionale della Cgil parteciperà alle manifestazioni distribuite sul territorio per lo sciopero della Fiom ed è impegnata per la sua massima riuscita". Il leader della Cgil ha anche annunciato la sua presenza, insieme al segretario generale della Fiom Landini, alla manifestazione di Bologna che verrà anticipata assieme allo sciopero in tutta l'Emilia Romagna al 27 gennaio, per ragioni di festività. "Per noi è la prima risposta per non lasciare soli i lavoratori", ha chiuso Landini. Insomma, dopo il rischio di rottura, sul fronte delle sigle sindacali più radicali non si è consumato lo strappo.

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  • capitanuncino

    11 Gennaio 2011 - 07:07

    Piu' che minacce serie ed attendibili,sembrerebbero degli scarabocchi in stile centri sociali...Le Br di una volta non ci sono piu'.oggi ci sono 4 de****ti con 5 pidocchi e 7 pulci addosso che credono di emularle alla grande,quando se dovessero fare una rapina alle Poste non distinguerebbero un assegno da una cambiale.E meno male che il messaggio non è sgrammaticato.Ci sarebbe da preoccuparsi della situazione in cui versala scuola pubblica se lo fosse stato..dal momento che tutti scrivono sui muri,oltre a fare dell'altro.Si sarebbe tratta la conclusione che la scuola non gli ha insegnato nulla.Certo che seminare il grano sul granito e pretendere che germogli...a me pare un poco assurdo.

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  • nlevis

    11 Gennaio 2011 - 01:01

    Non penso affatto che siamo poco più che bestie e so benissimo che i bisogni primari non sono tutto per lo spirito dell'uomo. So anche che molta gente si è fatta uccidere per un ideale compresi: mio nonno nella prima guerra mondiale ed i miei genitori, antifascisti e partigiani, ricercati e sbattuti in galera nel braccio della morte. Nonostante questa tragica tradizione famigliare desidero dire che non bisogna enfatizzare certe situazioni. Non siamo ancora schiavi di nessuno e non lo saremo più (speriamo) ma volevo semplicemente puntualizzare che, se manca il lavoro, sarà difficile soddisfare i bisogni, che intendo primari nel senso di spiccioli, senza voler filosofeggiare su che cosa sia primario e non. E' molto semplice quello che dico e non vorrei essere mal interpretato, a meno che si voglia menar il can per l'aia .

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  • nlevis

    11 Gennaio 2011 - 01:01

    Quella definizione la dava l'Espresso? Può essere, ma non era l'unica voce ed è una definizione che vale ancora oggi. Fiancheggiare i facinorosi, andare sui tetti non è forse un atteggiamento simile? Certo, se vai al fiume ti bagni i piedi ... e così successe anche al PC che non seppe isolare i suoi "fratelli" estremisti. Così successe al povero Guido Rossa (e a molti altri) giudicato da quei" giudici del popolo" troppo "morbido" e poco rivoluzionario. Proprio come oggi potrebbe succedere a Bonanni se continuiamo a soffiare in una certa direzione. La facoltà dell'università di Trento fu fucina delle BR? Non solo, anche quella di Padova con il buon Toni Negri sfornò dei violenti, ma all'emerito docente protettosi in Francia, paghiamo pure la pensione. Perchè invece nelle facoltà di medicina o economia, dove si deve studiare seriamente, i perditempo e gli invasati non trovano terreno fertile? Lasciamo oggi perdere i grandi teoremi e diamo una semplice risposta a questo quesito

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  • franzmr

    11 Gennaio 2011 - 00:12

    Lei pensa che siamo davvero poco più di animali, i bisogni primari sono importanti ma il resto è quello che ci differenzia dalle bestie, molta gente si è fatta uccidere per ideali giusti o sbagliati e per credenze religioso, a volte bastava abiurare e si aveva salva la vita, molti sono andati incontro alla morte, sicuramente si potrebbe tornare a lavorare come schiavi visto l'andazzo, il precariato sotto una forma che sembra più libertaria è invece il contrario in quanto toglie al lavoratore qualsiasi diritto, provato sulla mia pelle, senza qualcuno che lo rappresenti il lavoratore della grande industria non ha nessuna possibilità contro il padrone, mi piace chiamarlo così perchè loro così si sentono nei confronti degli operai, delocalizzano per fare più soldi e poi magari vorrebbero vendere le loro merci ai disoccupati, qualcuno dice che gli operai non ci sono più, per ora ci sono speriamo di non trasformarsi in branchi di affamati allora il sangue scorre davvero come qui vicino.

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