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Morto il 17enne rapinatore ferito da un poliziotto

Napoli, niente da fare per Antony. Il 2 gennaio l'agente gli aveva sparato alla testa durante una rapina ad una tabaccheria

Morto il 17enne rapinatore ferito da un poliziotto
È morto Antony, il 17enne rapinatore rimasto gravemente ferito con un complice nel corso di una rapina avvenuta lo scorso 2 gennaio in via Cirillo a Napoli. A sparare era stato un poliziotto della squadra mobile, libero dal servizio, appena entrato nella tabaccheria oggetto della rapina insieme alla moglie per comprare le sigarette. Antony, impugnando una pistola calibro 7,65, aveva aperto il fuoco contro il cane che il proprietario della tabaccheria teneva per la propria sicurezza personale. Il poliziotto aveva reagito e a quel punto il giovane rapinatore (che avrebbe compiuto 18 anni il prossimo 12 febbraio) aveva poi puntato al pistola contro di lui, A sparare per primo però era stato l'agente, colpendo Antony alla testa. Il ragazzo è morto dopo otto giorni di agonia nel reparto di rianimazione dell'ospedale Loreto Mare.

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Commenti all'articolo

  • antonio3103

    06 Febbraio 2015 - 21:09

    Bene peccato abbia sofferto solo 8 giorni doveva restare 80 giorni in agonia onori per il Poliziotto ed Encomio solenne

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  • Al-dente

    14 Gennaio 2011 - 23:11

    Enry, anche se ha espresso il suo pensiero senza fronzoli in maniera cruda, ha ribadito l’esasperazione di tutti gli italiani verso questi fenomeni incontrollati e non puniti, salvo che dai soliti buonisti d’accatto. D’accordo che il ragazzo fosse giovane e, se si fosse potuto fare a meno, meglio arrestato ma non sempre si può fare quello che si vuole in una difesa personale ai limiti del pericolo. Quel ragazzo ha presentato il suo biglietto da visita sparando al cane, quindi ha dimostrato già di non essere persona sana e invece pericolosa. Inoltre il poliziotto stava assieme alla moglie ed era cosciente che tutto si poteva evolvere a danno non solo suo ma anche della consorte oltre che del tabaccaio da un tipo che non si faceva scrupolo di sparare su una povera bestia. Un tipo del genere non è recuperabile alla società, nemmeno se dovesse passare tutta la vita in galera, in definitiva, anche se dispiace per una giovane vita stroncata e per il dolore dei suoi familiari, è quasi stato certamente meglio così. D’altronde in quella situazione chi non si difende al massimo delle possibilità può solo che rischiare la sua di vita e quella di chi deve proteggere. Il poliziotto riceve il mio plauso, ha difeso sé stesso e la società a cui il suo dovere lo prepone.

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  • edelweiss

    14 Gennaio 2011 - 20:08

    Meno male che una volta tanto non è il solito agente di polizia, tabaccaio,od orefice che viene ammazzato come un cane mentre cerca di difendere se stesso e la sua proprietà. Di solito ai delinquenti va sempre bene: O non li beccano oppure se li prendono, rischiano pene ridicole, complici giudici pronti a giustificarli, mentre le vittime sono ormai sotto terra per sempre. Perchè mai la responsabilità dovrebbe essere della società? Semmai della famiglia per prima che non ha saputo dare esempi di onestà e legalità ( madre che lo difende, padre morto in una rapina ...) Spero solo che all'agente che ha sparato non contestino il reato di " eccesso di legittima difesa ". Sarebbe il colmo.

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  • roaldr

    14 Gennaio 2011 - 18:06

    Ho semplicemente provato a chiedermi: cosa sarebbe stato di me, se fossi nato a Napoli, magari in una famiglia di pregiudicati? E Voi, che gioite per la morte di un ragazzo, ve lo siete mai chiesti? In galera, in galera per anni e anni, senza sconti di pena e condoni, ma la pena di morte?

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