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Mirafiori, chiuse le urne. Affluenza record: 96,07%

A breve i primi risultati. Sacconi: "Con il 'no', strada senza ritorno". Berlusconi ottimista: "Vincerà buonsenso". Titolo vola in Borsa: +2.63%

Mirafiori, chiuse le urne. Affluenza record: 96,07%
E' il momento del verdetto per Mirafiori. Le urne per il referendum sulla 'nuova Fiat' sono state chiuse alle 19:30, e l'affluenza alle urne dello stabilimento piemontese è altissima. Nel primo turno, secondo la la Fim Cisl di Torino, la percentuale dei votanti aveva toccato il 97,7% dei lavoratori. Alle 17:15 avevano invece votato 4954 lavoratori su 5431, pari al 91,27% degli aventi diritto. Il dato finale sull'affluenza è del 96.07% (superiore al dato del referendum di Pomigliano). Lo spoglio è iniziato appena chiuse le urne, ma i primi risultati non ufficiali non arriveranno prima delle 20:30. I dati definitivi, invece, arriveranno tra la mezzanotte e le due.

LA POSIZIONE DEL PREMIER - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è convinto che "a vincere sarà il buonsenso" e che il sì prevarrà con "percentuali elevate". L’accordo, ha osservato il premier, "è emblematico per tenere aperte le fabbriche non per chiuderle". Sulla stessa linea il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, secondo il quale in caso di vittoria dei 'nò "non è difficile prevedere una situazione sostanzialmente irreversibile il giorno dopo". In ogni caso, il ministro non ha voluto fare previsioni sull'esito della consultazione ma ha sottolineato che "se dovesse vincere il 'nò verrebbe sconfessato Marchionne ma anche l'accordo e i suoi sottoscrittori che sono la maggioranza delle organizzazioni sindacali in Fiat. In questo modo verrebbe bruciato il tavolo negoziale".

DAI SINDACATI - Per il leader della Cgil, Susanna Camusso, "non bisogna sovraccaricare i lavoratori di Mirafiori di troppe responsabilità. Quello è un modello che non va bene per descrivere un futuro". Non si meraviglia dell’alta partecipazione al voto, il responsabile nazionale Auto della Fiom, Giorgio Airaudo. "E' inevitabile - ha osservato Airaudo - perché è la Fiat che sta organizzando il voto. Nei giorni scorsi ci ha fatto anche una anteprima delle assemblee dei lavoratori, qualcosa che non era mai accaduto in 70 anni di storia della fabbrica". Secondo il segretario generale del Fismic, Roberto Di Maulo, "i lavoratori hanno infatti compreso che è alta la posta in gioco". E Bruno Vitali, della Fim, ha azzardato una previsione: "Il dato è altissimo, se si conferma anche negli altri turni, sarà superiore a quello di Pomigliano, che era stato del 95%" .

IN BORSA - Nell'attesa del risultato, decisivo per le sorti del Lingotto, il titolo Fiat vola a Piazza Affari, anche grazie ai dati sulle immatricolazioni: +2.63%, mentre Fiat Industrial cala dello 1.29 per cento.

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Commenti all'articolo

  • prateriarossa.it

    14 Gennaio 2011 - 20:08

    E se poi la fiat vendesse tutto agli americani. Marchinonne sta calpestando la dignità degli operai:un referendum burla! Grazie "uomo del maglione"!So much!

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  • zanardi68

    14 Gennaio 2011 - 16:04

    Mi permetto di esprimere la mia opionione sulla questione referendaria in corso. Per gli sventuarati dipendenti FIAT si tratta di scegliere tra una sicura delocalizzazione (se vincesse il NO, ma non credo) oppure una breve schiavitù con un medio termine avente lo stesso risultato finale (in caso di probabilissima vittoria del SI). L'accettazione dell'accordo comporterebbe un probabile aumento degli infortuni dovuti a stanchezza/distrazione determinata dalla riduzione delle pause di lavoro (lo dico con cognizione di causa visto il lavoro che svolgo in ambito Sicurezza e Salute). L'inizio della CIGS dal 14/02/2011 decreterebbe, infine, la lenta agonia di uno stabilimento destinato a chiudere (come quasi tutte le linee di prodotti di serie in Italia e nel resto d'Europa) nel medio termine, determinato dalla assoluta non competitività all'interno del cosiddetto "mercato globale" tanto caro ai nostri economisti lungimiranti. Il tutto a favore di Cina, India & soci. Auguri.

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