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Rogo di Primavalle, 37 anni dopo Achille Lollo si presenta in procura

Sentito dal pm Tescaroli come "persona informata sui fatti". Verbale secretato: non trapela nulla

Rogo di Primavalle, 37 anni dopo Achille Lollo si presenta in procura
Trentasette anni dopo Achille Lollo, l'ex esponente di Potere Operaio già condannato per il rogo di Primavalle, si è presentato negli uffici giudiziari di piazza Adriana per essere interrogato sull'attentato che il 16 aprile 1973 causò la morte di due dei figli dell'allora esponente del Msi del quartiere romano.

VERBALE SECRETATO - Il verbale di interrogatorio di Achille Lollo è stato secretato. Nessuna indiscrezione è trapelata negli ambienti giudiziari sulle due ore nell’incontro del testimone con il pubblico ministero Luca Tescaroli. Achille Lollo durante il colloquio è stato assistito dall’avvocato Tommaso Mancini in quanto,  secondo la procedura, essendo stato coinvolto come imputato e con condanna a 18 anni di reclusione nella vicenda (la pena è stata prescritta) i magistrati di Roma potevano ascoltarlo in qualità di  “testimone assistito” come dispone l’articolo 197 bis del codice di   procedura penale.

FACOLTA' DI NON RISPONDERE? - Lollo si è presentato con l'avvocato Tommaso Mancini, ma potrebbe anche essersi avvalso della facoltà di non rispondere, poiché è già stato indagato e processato per questa vicenda, per la quale si trovano sotto inchiesta ancora tre ex esponenti di Potere Operaio. Si tratta di Paolo Gaeta, Diana Perrone ed Elisabetta Lecco. Fu lo stesso Lollo, in un'intervista poi smentita di molto tempo fa, a fare i loro nomi. Per loro, il pm Tescarli ipotizza l'accusa di strage, per la quale però ha già chiesto l'archiviazione, pur stralciando una parte degli atti dell'indagine.


LA CONTESTAZIONE - Una decina di militanti del gruppo Noi oltre si è presentata davanti all’ingresso degli uffici giudiziaria di Piazza Adriana mentre era in corso l’interrogatorio di Lollo. "Assassino, pezzo di merda" è stato lo slogan che i militanti hanno riservato all'uomo. E’ stato esibito anche uno striscione con su scritto "La nostra memoria non si prescrive". A parlare ai giornalisti per conto del gruppo è stato il consigliere comunale del Pdl Ugo Cassone: "Crediamo che oggi sia giusto dare il benvenuto a un infame assassino. Ex compagni degli anni '70 che oggi sono diventati giornalisti, magistrati e intellettuali, hanno coperto per più di 30 anni la verità sulla strage di Primavalle. Ma la nostra memoria non va in prescrizione: in qualità di consigliere comunale chiedo giustizia per una vicenda tragica che ha cambiato la storia della nostra città".

PERSONA INFORMATA SUI FATTI - Lollo,
ex militante di Potere operaio, si trova di fronte ai  giudici come persona informata sui fatti, dopo essere stato a lungo imputato della vicenda giudiziaria legata alla strage (avvenuta il 16 aprile 1973). Da qualche mese è tornato in Italia essendosi prescritta la condanna inflittagli per la vicenda. Lollo, assistito dall'avvocato Tommaso Mancini, sarà interrogato luendì alle 11 dal pubblico ministero Luca Tescaroli, al quale è affidata l'indagine su alcuni risvolti della vicenda. I fatti su cui sarà ascoltato sono stati stralciati dall'indagine sulla vicenda di Primavalle, che vede indagati per strage Paolo Gaeta, Diana Perrone ed Elisabetta Lecco.

CONDANNA PRESCRITTA - Lollo, per la strage di Primavalle, fu condannato insieme a Marino Clavio e Manlio Grillo a 18 anni di reclusione, condanna ormai prescritta avendo, i tre, evitato l'arresto fuggendo all'estero.

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Commenti all'articolo

  • towal77

    18 Gennaio 2011 - 12:12

    Propongo un disegno di legge che tolga automaticamente la cittadinanza italiana a chi essendo stato giudicato colpevole dallo stato italiano fugga all'estero e chieda asilo . Gente come Lollo Battisti Negri Petrella Zorzi vadano nei paesi che li hanno ospitati fin ora a farsi curare e mantenere. Altro che curarsi con la nostra sanità e mantenersi con il nostro stato sociale. Prima scontino le pene e poi .....

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  • pasquino69

    17 Gennaio 2011 - 17:05

    tu non ti indignerai mai di tutti gli assassini che avete fatto. Vuoi che ci mettiamo a contarli quelli che avete fatto fuori come Komunisti nel mondo?? Non riesce a raggiungervi, anzi a sviorarvi, mai nessuno in tutta la vita. Mi hanno sussurrato all'orecchio 100 milioni. Tu ti metti a nominare i caduti?? io ne conoscevo uno personalmente, un certo Giralucci a Padova, te lo ricordi buffone?? Aveva una bimba di tre anni.In ginocchio lo hanno messo e giustiziato, assieme ad un amico Mazzola . Non venire a pontificare che sarai quello che ha i manifesti dei compagni che hanno sbagliato in camera.

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  • benzene

    17 Gennaio 2011 - 14:02

    Riuscirò ad indignarmi per Battisti e Lollo quando quelli come te si riusciranno a farlo per il fatto che i FASCISTI assassini di Varalli, Brasili, Rossi nonchè di decine di innocenti nelle stragi anni'70 non sono mai stati condannati per i loro misfatti.

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  • almansi1939

    17 Gennaio 2011 - 14:02

    Il vero scandalo è che la prescrizione permetta ad un pluriomicida di vivere tranquillamente in libertà. Cosa ne penseranno i parenti degli uccisi? Io se fossi il genitore di uno degli assassinati saprei cosa fare. Perchè la magistratura, invece di perdere tempo con le presunte amanti di Berlusconi, non si fa promotore di regole che impediscano ad assassini di essere in libertà?

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