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Knox: ritirate il libro su di me

"Può condizionare la corte"

Knox: ritirate il libro su di me
"L'angelo migliore cadde, quindi perché non possono cadere gli altri? C’è differenza tra l’essere umano e l’angelo? Chi dice che un angelo sia semplicemente uno spirito benevolo? Il che significa: chi dice che gli essere umani non siano semplicemente angeli". Sono queste parole di Amanda Knox, imputata in Corte di Assise, a Perugia, nel processo per l'uccisione di Meredith Kercher, riportate da Fiorenza Sarzanini nel suo libro-inchiesta "Amanda e gli altri", edito da Bompiani.
Ora la Knox, ha presentato al Tribunale civile di Milano una richiesta di sequestro del testo in quanto, a detta dei suoi avvocati, il suo contenuto potrebbe condizionare lo svolgimento del processo che comincerà venerdì prossimo 16 gennaio.
Nel ricorso - in cui si fa riferimento non solo al libro 'Amanda e gli altri. Vite perdute attorno al delitto di Perugia' ma anche a tre articoli apparsi sul Corriere della sera - gli avvocati Carlo dalla Vedova e Luciano Ghirga scrivono che Amanda "è stata oggetto di una inusuale campagna mediatica, in violazione dei principi generali di tutela dei propri dati sensibili e della propria dignità". E per tutto il corso delle indagini è stata sottoposta a "incredibili e fuorvianti pressioni mediatiche" con giornali e tv che "si sono affannati nell'intento di costruire un personaggio assolutamente negativo" ergendosi "a giudici implacabili di ipocrità moralità".
Una "campagna denigratoria", insomma, "alimentata da continue violazioni di norme tutelanti il segreto istruttorio, divulgazione e morbosa descrizione di dati assolutamente intimi che la norma in materia definisce sensibili e giudiziari". Nel libro e negli articoli, affermano ancora i legali, "sono riportati dettagli relativi alla vita sessuale" di Amanda, "in maniera pruriginosa, miranti solamente ad eccitare la morbosa fantasia del lettore". Dettagli che, tra l'altro, si trovano in quaderni e documenti "messi a disposizione della difesa solo dopo che la Sarzanini ne aveva già pubblicato ampi stralci" e che "non sono stati in alcun modo utilizzati o ritenuti rilevanti per le indagini". Per Amanda e i suoi avvocati, dunque, "i toni enfatici, i sovrabbondanti commenti e le continue coloriture, travalicano i confini del legittimo esercizio del diritto di cronaca", così come il "morboso interessamento agli aspetti della vita sessuale non risponde nè all'interesse pubblico nè al requisito della essenzialità dell'informazione". Tutto ciò, si sottolinea nel ricorso al Garante e al Tribunale di Milano, rischia di rendere impossibile lo svolgimento del giusto processo perchè contribuisce ad" insinuare il pregiudizio nel pubblico dei lettori, anche in considerazione della circostanza che sarà una giuria popolare a giudicare l'imputata". Di qui la richiesta di sequestrare il libro in via d'urgenza e di risarcimento di danni.
Ma Fiorenza Sarzanini non ci sta: Nel mio libro ho utilizzato i diari e le riflessioni scritte dalla stessa Amanda Knox che poi sono stati acquisiti agli atti del processo. Non si capisce come mai il fatto di averli raccontati, come del resto prima di me avevano fatto altre testate giornalistiche, possa influire negativamente sul giudizio di una Corte che queste carte le conosce perfettamente".


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