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L'ultima deriva di Walter

Lotta dura ai quiz in tv

L'ultima deriva di Walter
Il re dei telequiz, Mike Bongiorno, deve a loro gran parte della sua fortuna e della sua fama. Eppure ai quiz contemporanei (quelli della sua epoca sono pezzi storici, tutta un'altra cosa) non risparmia critiche: "Ormai è tutta una questione di fortuna", spiega Mike a Libero (vedi articolo di Marco Gorra sul quotidiano in edicola venerdì), "come al gioco dei tre bussolotti". L’inizio della fine "è stato quando, per tirare su gli ascolti hanno iniziato a dare le tre risposte per ogni domanda". Mica come ai tempi belli, "quando ogni concorrente era scrutinato tre volte: la prima a casa sua, la seconda a casa mia e la terza in studio, per vedere come funzionava con le telecamere. Allora, se vincevi era solo perché eri bravo".
E il signor Mike, in questo modo, si fa alleato del leader dell'opposizione Walter Veltroni, che ha deciso di intentare una dura battaglia nei confronti dei giochi a premi in tv. "Le trasmissioni televisive in cui si guadagnano milioni senza saper fare nulla",  critica segretario del Pd, "trasmettono alla società un messaggio sbagliato. Alcune trasmissioni televisive", dice Veltroni, "in tempo di crisi, con quello che sta vivendo il Paese,  mi sembrano marziane".
Se il suo intento era quello di far discutere, Veltroni ha colto nel segno. Ma anche in questo caso gli sono cadute addosso un sacco di critiche: "Sentendo le parole di Veltroni mi viene da pensare che allora bisognerebbe abolire pure il Superenalotto", replica il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce, "e magari applicare una regola contro i guadagni facili dei calciatori. Francamente non sono affatto d'accordo sull'additare, come fa il segretario del Pd, alcune trasmissioni tv per affrontare una questione molto più generale". De Noce poi incalza: "Specialmente da un politico ci si aspetta che certe affermazioni vengano accompagnate da proposte alternative. Anche perchè abolire certe trasmissioni significherebbe togliere programmi che aiutano comunque a generare una ventata di ottimismo e danno speranza. Se poi si vuole affrontare seriamente il discorso dei 'soldi facilì in quei settori in cui può apparire che non c'è proporzione tra la necessità di quel che viene fatto e la corresponsione di denaro, si può fare ma ci vuole una disamina molto più ampia che quella su qualche programma tv".
Dello stesso avviso è Massimo Donelli, direttore di Canale 5: "I premi in tv esistono dalla notte dei tempi, il refrain di 'vince due miioni di lire in gettoni d'oro' fa parte della storia della tv, non solo italiana. E ne ha fatto parte anche in periodi di particolari congiunture economiche. In tutto il mondo la tv dispensa premi in denaro o in gettoni". Donelli non manca di lanciare una bella frecciata alla tv pubblica, e tiene a fare un sistinguo tra Rai e Mediaset: "Veramente quest'anno nei nostri programmi, dalla 'Corrida' al 'Grande Fratello', i telespettatori possono vincere settimanalmente buoni acquisto per fare la spesa. Dopdichè credo che anche in questo caso si debba distinguere tra la tv commerciale, che non gode nè di un canone nè di un abbonamento, e la tv pubblica che invece ne gode e che ha una funziobne diversa rispetto alla tv commerciale. La tv commerciale agisce all'interno di una logica commerciale e promozionale, chiramente sempre nel rispetto dei telespettatori e del buon gusto. Tanto è vero che quest'anno noi abbiamo ridotto, per esempio, il montepremi finale del 'Grande Fratello', da 500.000 a 300.000 euro. Esattamente nella stessa logica per cui non diamo più premi in denaro ma buoni acquisto. Insomma siamo consapevoli di muoverci nell'arena sociale ma non ritieniamo che sia sbagliato proporre programmi a premi. Quanto alla tv pubblica, essendo sottoposta alla vigilanza di una commissione parlamentare, credo esistano tutti gli strumenti, se Veltroni riterrà e sarà in grado di raccogliere il consenso di una vasta maggioranza parlamentare, di intervenire sulle trasmisisoni Rai che quotidianamente dispensano centinaia di migliaia di euro. Detto questo, credo che non vi sia nulla di insano nei programmi a premi, anzi ogni tanto si fa la fortuna di qualcuno che ne ha bisogno. È capitato per esempio che il vincitore del Grande Fratello dello scorso anno è riuscito a mettere in piedi un agriturismo, che sarà un volano economico per lui e per quanti ci lavoreranno".

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Commenti all'articolo

  • paolage

    16 Gennaio 2009 - 17:05

    Ma con tutti i guai che si rirova nel suo partito ormai ridotto in frattaglie, se la deve prendere proprio con queste scemenze? Proprio lui che ha giocato con le figurini panini tutta la vita? Ma che si svegli dal sonno che gli ottenebra il cervello dato e non concesso che lo abbia e si decida a far una opposizione seria sana e costruttiva. Basta coprirsi di ridicolo.

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  • gedeonelibero.it

    16 Gennaio 2009 - 15:03

    Povero untorello, non sa più cosa dire per far vedere che c'è ancora. Credo che ormai non lo vogliono neanche in Africa. Certo che i sinistri sono messi proprio male.......

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  • giorgiovallorani

    16 Gennaio 2009 - 11:11

    , ma quanti milioni guadagna lui senza saper fare nulla? ha mai lavorato Veltroni? quali capacità l'hanno portato dove sta? o è stato fin da piccolo (piccolo figlio viziato di dirigente rai, guarda un pò il caso) all'interno delle segreterie di partito evitando ogni contatto con un sistema lavorativo meritocratico, che come sappiamo, all'interno dei partiti non funziona come all'interno del mercato del lavoro. Walter lascia qualche soldino ad altri che non sanno far niente come te...te che hai pure la pensione....e preso dai rimorsi la dai pure in beneficienza!!!

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  • misspina

    16 Gennaio 2009 - 11:11

    il signor del noce sta prendendo delle giovani conduttrici...come la isoardi che c'azzecca con la cucina? anche sti pacchi!!! stare li fino le ore 21,30. la vita in diretta condotta da sposini che si schifa delle s???????e che ci propinano!!! credo che lo pagano, percio piu serieta.e sanremo che costa un occhio della testa!!! ste mezze tuttologhe come la parietti che tutti i santi giorni fa sfoggio del suo brain e silicone, siamo stufi, stufi

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