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Cucchi, dodici rinvii a giudizio e una condanna

Le richieste del Gup e la sentenza con rito abbreviato per il direttore dell'ufficio detenuti. Il processo al via il 24 marzo

Cucchi, dodici rinvii a giudizio e una condanna
Per la morte di Stefano Cucchi il gup Rosalba Liso ha rinviato a giudizio dodici persone e ha chiesto una condanna con rito abbreviato. Queste le decisioni arrivate a conclusione dell'udienza preliminare del processo per la morte del ragazzo avvenuta il 22 ottobre 2009 all'ospedale Pertini di Roma, sei giorni dopo l'arresto per droga.

POLIZIOTTI E MEDICI - Il rinvio a giudizio è arrivato per tre agenti della polizia penitenziaria e per nove persone tra medici e infermieri dell'ospedale Sandro Pertini. Il porcesso comincerà il 24 marzo prossimo davanti alla terza Corte d'Assise di Roma. Nel dettaglio, a giudizio sono andate le tre guardie carcerarie Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici imputati di lesioni personali. Inoltre, sei dottori dell'ospedale Pertini: Aldo Fierro, Stefania Corvi, Rosita Caponetti, Flaminia Bruno, Luigi Preite De Marchis e Silvia Di Carlo. Tutti tranne la Caponetti sono stati rinviati a giudizio per abbandono di persona incapace. Rosita caponetti, dirigente medico, è stata rinviata a giudizio con le accuse di abuso d'ufficio e falso.

RITO ABBREVIATO -
Infine, è arrivata la condanna con rito abbreviato a due anni di reclusione per il funzionario del Dap, Claudio Marchiandi, direttore dell'ufficio detenuti e del trattamento del provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria.

L'ACCUSA - "Siamo soddisfatti perchè il Gip con questa decisione ha sostanzialmente ammesso essere fondate le nostre critiche alla consulenza della controparte, e quindi abbiamo un problema di imputazione". L’avvocato della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo, ha commentato così la decisione del Gip Rosalba Liso.

LA SODDISFAZIONE DELLA FAMGILIA - "E' stato un momento di grande tensione emotiva. Ho visto il dolore negli occhi di mia madre e per noi il processo costituirà una tappa importante nella nostra battaglia di verità. Ci continuiamo a domandare perchè ci è stata data una verità diversa. E' evidente che noi, attraverso i nostri consulenti medico-legali, non abbiamo mai detto assurdità". E’ il commento di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano. Alla fine dell’udienza, Ilaria e i genitori sono andati a salutare e ringraziare il giudice: "Con lo sguardo ci ha voluto manifestare il suo sostegno umano". Riferendosi al fatto che lo stesso gup abbia ritenuto degne di nota le perplessità che la parte civile aveva sollevato sulle conclusioni della consulenza della procura, Ilaria ha aggiunto: "Ci fa piacere che il giudice l’abbia pensata come noi e cioè che Stefano è morto per le botte. Mi auguro che i pm abbiamo il coraggio di portare avanti la verità e abbiamo l’umiltà di tornare sui propri passi". Più cauto Giovanni, padre di Stefano: "Non c'è motivo di rallegrarsi - ha detto -. Oggi, comunque, è stato messo un primo tassello per arrivare alla verità. Speriamo che quanto accaduto possa servire per migliorare il sistema giudiziario del nostro Paese".

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Commenti all'articolo

  • Riff

    26 Gennaio 2011 - 03:03

    Io non ho alcuna fiducia nella magistratura inquirente(P. M.) e ne ho poca nei giudici,i quali non possono fare bene il proprio lavoro,non per cattiva fede,ma per la loro mancanza di mezzi che li costringe ad essere approssimativi,pur avendo in mano le vite di altri.Troppe volte in passato si è visto che quando si tratta di giudicare il loro braccio armato(le forze di pubblica sicurezza) lo stato e sempre stato cieco e sordo. Nel caso Cucchi come per Gabriele,ucciso dal COWBOY Spaccarotella,si comincia a vedere un piccolo spiraglio,anche se in realtà una condanna a due anni(virtuali)per la vita di un povero ragazzo picchiato a morte,SONO POCHI. Ma d'altronde che tipo di giustizia posso aspettarmi da un paese che su 10 stragi di STATO,non trova un colpevole.Libera chi guida ebbro e uccide. Che non"RIESCE" a prendere il ricchissimo Andrea Ghira. Libera Izzo consentendogli di uccidere ANCORA?

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  • iltrota

    26 Gennaio 2011 - 00:12

    Forza Ilaria, non ti conosco personalmente ma vedendoti in TV sento che sei una persona dolce ma forte e determinata. Nessuno ti ridarà più il tuo caro fratello, ma lui da lassù sarà orgoglioso di vedere quanto stai combattendo per la sua memoria. Auguri a tutta la vostra famiglia e forza!!! Un bacio...

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  • alg115577

    25 Gennaio 2011 - 19:07

    I cittadini onesti e perbene nonostante tutto quello che si sente, hanno fiducia nella Magistratura.Questa e' una delle tante occasioni che permettera' di seguire e vedere come andra' a finire. Il carcere va affrontato da chi commette reati ma e' intollerabile che ci siano delle pene aggiuntive per causa ed opera di alcuni che a vario titolo sono addetti ai servizi carcerari (guardie,personale sanitario,dirigenti della struttura ecc.). Da cittadino confermo che vigileremo e staremo attenti per capire come andra' a finire in onore e rispetto di chi ha dovuto subire le intemperanze e gli abusi del personale del carcere.

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  • Joe1957

    25 Gennaio 2011 - 13:01

    "Speriamo che quanto accaduto possa servire per migliorare il sistema giudiziario del nostro Paese" ... lo speriamo anche noi, per voi e per il futuro di questo Paese.

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