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Elisa morta per assideramento. L'autopsia: "Nessuna violenza"

Perugia, pubblicata la telefonata della ragazza al 112: "Auito, non so dove sono". Si cerca lo spacciatore

Elisa morta per assideramento. L'autopsia: "Nessuna violenza"
Nessuna violenza sessuale e decesso per assideramento. E' il responso giunto dall'autopsia (durata circa due ore) sul corpo di Elisa Benedetti, ritrovata morta il 31 gennaio in località Civitella Benazzone dopo che nella notte tra sabato e domenica si era persa con la sua auto in un bosco nei pressi di Perugia. Nessun segno, insomma, che potrebbe far pensare ad una morte violenta, né fori sulla pelle potrebbero far pensare a iniezioni di droga. Particolari importanti, in quanto in una telefonata fatta al 112 la 25enne aveva detto di essere stata violentata, mentre la sua amica Vanessa, in compagnia della quale ha trascorso parte della serata di sabato, aveva confessato agli inquirenti l'assunzione da parte di Elisa di sostanze stupefacenti. Per questo, gli inquirenti penserebbero a droghe sintetiche e sarebbero sulle tracce del possibile pusher.

LA TELEFONATA - Confusione e paura. La telefonata che  Elisa ha fatto al 112, chiedendo aiuto nella notte tra sabato e domenica non risolve per ora il giallo. Prima di morire, la 25enne si sarebbe persa in un bosco nelle vicinanze del quale, stando a quanto detto dalla stessa giovane all'amica Vanessa quella sera, avrebbe avuto un appuntamento con un certo Matteo.  Di seguito è riportata parte della conversazione, durata quasi mezz'ora, durante la quale i Carabinieri hanno tentato, invano, di rintracciare la giovane.

Elisa: "Mi hanno violentato. Ho paura, ho tanta paura, non riesco a camminare, la macchina si è fermata. Aiutatemi...".
112: "Ma dove sei? Che strada hai fatto?"
Elisa: "Non lo so, non ricordo. L’ultimo ricordo che ho è che eravamo all’Ip di Ponte Rio, al bar. Poi siamo venute verso Ponte Pattoli e poi... non ricordo... non ricordo, non so dove sono".
112: "Con chi?"
Elisa: "Ma la mia amica, dove è la mia amica? Sono preoccupata per lei".
112: "Tu pensa a te ora. Ma lei come si chiama?"
Elisa: "Vanessa".
112: "Hai il suo numero di telefono?"
Elisa: "Sì, 327...".
112: "Accendi i fari dell’auto, non scendere. Stiamo arrivando. Le senti le sirene?"
Elisa: "No, le sento solo nel cellulare".
112: "Sei su una strada asfaltata?"
Elisa: "Sì".Sono in mezzo ai rovi. Sono sporca, c’è tutto fango. Vedo una rete metallica alta, vedo il Tevere... provo ad arrampicarmi ma è ripido, scivolo".
112: "Prova a spostarti, a darci qualche punto di riferimento, torna indietro. Ho paura, non so dove sono."
112: Guidavi tu?
Elisa: "No."

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Commenti all'articolo

  • roda41

    04 Febbraio 2011 - 15:03

    QUANDO LEGGO CERTE NOTIZIE,VORREI AVERE UN POTERE TALE,DA INTERVENIRE COME DICO IO.Cioè questa ragazza pare abbia parlato più di 20' con i Carabinierii pare e non si poteva localizzare dove fosse o fare una battuta nei dintorni? ha telefonato mi pare pure al 118.Erano defunti pure loro?

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  • gasparotto

    03 Febbraio 2011 - 11:11

    Questa ragazza è morta per incuria di chi l'ha vista per l'ultima volta e di chi ha ascoltato il suo angosciato grido di dolore. L'umanità è arrivata al capolinea,alla glaciazione dei sentimenti,ad una indifferenza totale. Se si ascolta il grido disperato di una giovane donna,non ci si deve rinchiudere in casa aggirando il problema,bisogna intervenire,lanciare l'allarme. Circa l'assideramento ho i miei dubbi. Quando uno è morto su una landa deserta o in mezzo ad un bosco,il cadavere si gela ed i segni dell'assideramento possono risultare fallaci. Resta da stabilire con certezza del perchè la ragazza era in stato confusionale,del perchè gridava di essere aiutata,del perchè è scesa dalla macchina dopo avere preso con essa strade sconosciute e sterrate,affatto trafficate.C'è il mistero che va risolto, non basta sospettare una morte per assideramento,bisogna chiedersi perchè è rimasta fuori "a farsi assiderare".Non aveva più la forza di rientrare perlomeno in macchina?

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