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Crac Parmalat, niente carcere per Calisto Tanzi

La Cassazione dice no all'arresto per l'ex patron Parmalat. A dicembre era stato condannato a 18 anni

Crac Parmalat, niente carcere per Calisto Tanzi
Niente carcere per Calisto Tanzi, almeno per il momento. Lo stabilisce la Quinta Sezione Penale della Cassazione, che ha detto no all'arresto per l'ex numero uno della Parmalat, richiesto "per pericolo di fuga" dopo la condanna della Corte d'Appello di Milano a 10 anni per aggiotaggio e altri reati nell'ambito dell'inchiesta Parmalat. Lo scorso 9 dicembre l'imprenditore era stato condannato  in primo grado dal Tribunale di Parma a 18 anni per il crac finanziario della multinazionale, avvenuto nel 2003. La Cassazione ha annullato con rinvio la decisione del Tribunale del Riesame di Milano, che lo scorso ottobre aveva invece accolto la richiesta di arresto per Tanzi avanzata dalla Procura generale milanese. Il Tribunale del Riesame del capoluogo lombardo ora dovrà riprendere in mano il caso.

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Commenti all'articolo

  • Boara

    03 Febbraio 2011 - 13:01

    Il sig. Tanzi non ha una condanna definitiva (come Bossi e Maroni ambedue mai in carcere), aspettiamo la sentenza della cassazione. Però ricordo ai signorini di questo sito che Bossi per non varcare la soglia di una prigione italiana, con una leggina ad-personam fu trasformata la condanna da pena detentiva (fino a quel momento vigente) a pena pecuniaria. Leggi-ad-personam-vergogna che solo la destra italiana sa fare.

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  • pablolife

    03 Febbraio 2011 - 11:11

    Mi sembrava strano che andasse in galera, quando chi ne ha fatto di peggio sta al governo.

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  • bergamasc

    03 Febbraio 2011 - 11:11

    ... la cassazione è un organo dello stato malato di cancro che sarebbe meglio curare immediatamente con un'asportazione

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  • blues188

    03 Febbraio 2011 - 09:09

    Per comprare un bel punto interrogativo da porre subito dopo la frase 'La Giustizia è uguale per tutti' che campeggia nei tribunali. Così l'informazione è meno pomposa e falsa e diventerebbe più completa. Io mi vergogno di essere italiano, e mene vergogno fino in fondo. Non ce n'era bisogno, ma da oggi c'è un motivo in più!

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