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Strage dei rom, Colle: "Tragedia che pesa su di noi"

Roma: fiamme in baracca, morti 4 fratelli. Napolitano in visita ai familiari. Alemanno: "La burocrazia ha bloccato il piano nomadi" / FOTO

Strage dei rom, Colle: "Tragedia che pesa su di noi"
Quattro fratellini tra i tre e i nove anni sono morti in un rogo che ha distrutto una baracca in un campo rom a Roma.  Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le fiamme sarebbero partite da un braciere utilizzato per riscaldare l’ambiente dove la famiglia rom viveva. I bambini, tre maschietti e una femminuccia, probabilmente stavano già dormendo e quando si sono resi conto di quello che stava accadendo non hanno avuto scampo. I genitori dei quattro piccoli sono sotto choc.
L'incendio si è sviluppato in un insediamento sulla via Appia Nuova all'altezza del numero civico 803. I quattro corpi sono stati rinvenuti carbonizzati.

LA VISITA DI NAPOLITANO - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto visita, nel pomeriggio di lunedì, ai familiari dei quattro fratellini morti domenica nel rogo di un campo rom. Al termine della visita, dal Quirinale è stata diffusa una nota in cui il Capo dello Stato racconta il sincero e profondo dolore provato: "Ai genitori e alla superstite sorella dei quattro bambini rom orrendamente periti nel rogo del precario rifugio in cui vivevano, ho voluto esprimere il sentimento di umana solidarietà che con me oggi provano tutti i romani e gli italiani - dice Napolitano - E' stata una tragedia che pesa dolorosamente su ciascuno di noi e che ci rende ancor più convinti della necessità di non lasciare esposte a ogni rischio comunità che da accampamenti di fortuna, degradati e insicuri, debbono essere tempestivamente ricollocate in alloggi stabili e dignitosi. Le autorità locali e nazionali - conclude Colle - non possono non sentirsi impegnate ancor più fortemente a dare soluzione a un problema così grave in termini umani e civili"

POLEMICHE IN CITTA' -
"Chiamerò il governo e chiederò urlando poteri speciali perchè queste burocrazia maledetta ha bloccato il nostro piano nomadi e ha prodotto questo effetto": è stato questo il primo commento dopo la tragedia del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Il primo cittadino, che in serata ha visitato l’accampamento abusivo dove si è sviluppato il rogo, ha affermato: "Ho lanciato molte volte l'allarme affinchè questi pericolosi insediamenti venissero smantellati - ha continuato il sindaco - ma purtroppo ci siamo trovati di fronte a numerosi impedimenti burocratici che hanno rallentato la costruzione dei campi regolari". Alemanno, dunque, chiede poteri speciali affinché "il prefetto di Roma sia messo in condizione di attuare il piano nomadi ed abbia la facoltà di realizzare i nuovi campi rom previsti. Ci sono già tre aree disponibili". Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, ha parlato di "una morte atroce che ci addolora profondamente": è una tragedia che "ripropone l’urgenza di accelerare e moltiplicare tutti gli sforzi necessari per chiudere gli insediamenti abusivi e consentire a queste comunità presenti sul nostro territorio di vivere in contesti sicuri e dignitosi. La Regione è già intervenuta in un campo in provincia di Latina dove in collaborazione con il Comune ha messo a disposizione abitazioni a norma. Occorre fare in modo con il contributo di tutti i soggetti interessati, attraverso una azione coordinata delle rispettive competenze, che simili tragedie non accadano più".

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Commenti all'articolo

  • bimbomix

    08 Febbraio 2011 - 13:01

    I genitori abbandonano i loro figli e qualcun altro deve preoccuparsi ? C'è qualcosa che non quadra. Esiste un tribunale dei minori cui spetta fare qualcosa. Nel caso, si sottraggano queste creature a dei mostri incapaci di farli crescere e li si renda adottabili da famiglie normali.Nel giro di due generazioni non avremmo più il problema degli accampamenti abusivi .

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  • futuro libero

    08 Febbraio 2011 - 12:12

    premetto che mi dispiace per la morte di questi bimbi in egual misura di tutti i bimbi che muoiono in incidenti che siano rom o italiani, sono nauseata però dal nostro presidente napolitano, come mai non è mai sceso dal colle quando a morire erano i nostri ragazzi per mano loro e non dichiarava lutto cittadino? Perchè non li accoglie al colle solo fino a quando non sarà costruita una casa per loro, magari diamogli anche lo stipendio e magari apriamo anche un conto per loro in banca. Se questa è l'Italia unita di napolitano ben venga la PADANIA.

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  • yaaa

    08 Febbraio 2011 - 09:09

    ... che ci posso fare ...

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  • marystip

    08 Febbraio 2011 - 07:07

    Proclamare il lutto cittadino è una ipocrita esagerazione dettata dalle mode del momento e dal politically correct. Povera società occidentale!!!! Il buonismo, accompagnato da massicce dosi di cretinismo, si rivelerà il male assoluto; ce ne accorgeremo, purtroppo, tutti tra non molto; vedrete che scannatora!!!

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