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Il tribunale di Milano nega la semilibertà a Vallanzasca

La decisione nel giorno in cui muore l'anziana madre del bel Renè. Continuerà a godere del permesso di lavoro esterno

Il tribunale di Milano nega la semilibertà a Vallanzasca
Al nuovo "eroe cinematografico" Renato Vallanzasca viene negata la semilibertà che aveva richiesto. Lo ha deciso il tribunale di sorveglianza di Milano che ha respinto, proprio nel giorno della notizia della morte dell'anziana madre, l'istanza presentata personalmente dal bel Renè, con cui chiedeva di essere ammesso alla misura alternativa alla detenzione, che permette di trascorrere parte delle giornate fuori dal carcere lavorando e facendo altre attività per il reinserimento sociale.

LE MOTIVAZIONI
- A quanto si è appreso, nel motivare il "no" alla richiesta del bandito meneghino, ex capo della mala milanese degli anni '70 condannato a 4 ergastoli e a 260 anni di carcere, il tribunale avrebbe fatto riferimento anche ad una recente denuncia a suo carico per oltraggio a pubblico ufficiale. A fine dello scorso dicembre, infatti, Vallanzasca mentre stava trascorrendo qualche giorno a Mondragone grazie a un permesso, era stato denunciato dai carabinieri per essersi rivolto con offese e insulti ai militari che erano andati a controllarlo in albergo. "Non sono un detenuto da quattro soldi", aveva detto secondo quanto riportato dal verbale dei militari. L'udienza relativa all'istanza era stata discussa alcuni giorni fa e il bel Renè, che nei mesi scorsi ha visto respingersi anche una richiesta di liberazione condizionale, non si era presentato davanti ai giudici.

LAVORO ESTERNO - Da alcuni mesi Renato Vallanzasca gode però del permesso al lavoro esterno: può lasciare temporaneamente il carcere per andare a lavorare in una pelletteria, per poi far ritorno la sera nell'istituto di Bollate. La semilibertà, a differenza del lavoro esterno, non è un permesso, ma una misura alternativa alla detenzione, il cui fine è reinserire nella società il detenuto. A quanto si è appreso, inoltre, la mancata concessione della semilibertà non è legata al fatto che per ottenerla si deve avere scontato la metà della pena. Vallanzasca ha comunque già trascorso il galera 38 anni.

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Commenti all'articolo

  • rosvittorio

    08 Febbraio 2011 - 17:05

    38 anni di carcere rappresenta una infinitesima parte del tempo che il delinquente dovrebbe trascorrere chiuso segregato.Invece di pensare di inserirlo nella società basterebbe inserirlo per sempre in altro luogo.Come si può perdonare un elemento così ?

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