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La Consulta in trincea: "Un'offesa chiamarci parziali"

Il Presidente della Corte Costituzionale De Siervo si difende: "Siamo moderati". Il vice del Csm Vietti: "Nessuna finalità eversiva"

La Consulta in trincea: "Un'offesa chiamarci parziali"
Secondo il presidente della Corte costituzionale Ugo De Siervo è gravemente offensivo dire che i giudici della Corte Costituzionale non sono un organo imparziale. Lo scenario di questa dichiarazione è stato incontro annuale della Consulta con la stampa, un palco mediatico importante per lanciare una difesa contro le accuse di faziosità.  "Le continue reiterazioni di valutazioni del tutto infondate - ha osservato De Siervo - a proposito del fatto che i giudici di questa Corte giudicherebbero sulla base di loro asserite appartenenze   politiche, mi obbliga ancora una volta a ricordare che i giudici costituzionali sono appositamente scelti da organi diversi, tra i più  rappresentativi delle nostre istituzioni ed entro categorie   professionali particolarmente qualificate, in modo da garantire la   loro più larga indipendenza di giudizio".

"NESSUN BOLSCEVICO"
-  De Siervo ha quindi proseguito entrando più nello specifico: "Di bolscevichi qui non ce ne sono. La cosa ci fa un pò sorridere anche perchè molti di noi sono molto moderati. Ma evidentemente siamo stati ribattezzati". Così il presidente della Corte Costituzionale Ugo De Siervo risponde ai giornalisti che gli chiedono come facciano i giudici della Consulta a lavorare serenamente, essendo giudicati in sostanza come 'un’accolita di bolscevichi'.

VIETTI: "APPLICHIAMO LE REGOLE" - Nel pomeriggio ha parlato, sulla scia di quanto detto da De Siervo, anche il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Michele Vietti. Secondo il numero due della Cassazione, questa istituzione "non coltiva 'finalita eversive' ma svolge una funzione silenziosa di applicazione delle regole". Vietti, parlando durante la commemorazione dell'assassinio del vicepresidente del Csm Vittorio Bachelet, ucciso dalle Br nel 1980, ha ricordato che "le vere finalità eversive erano quelle del terrorismo degli anni '70 ed '80, per opporsi alle quali la magistratura come Bachelet, ha pagato un altro tributo di sangue. La Magistratura - ha aggiunto Vietti - è al centro dell’attenzione ed è pervasa da un profondo malessere, oggetto com'è di quotidiani attacchi anche da parte di chi, per ruolo istituzionale, dovrebbe preoccuparsi di evitare la reciproca delegittimazione".

"IMPOSSIBILE PROCEDERE CON RIFORME" - Il vicepresidente del Csm, poi, osserva: "E' inevitabile constatare che non si coglie ancora, né sembra prossimo, il clima politico per riflessioni serene ed equilibrate su snodi istituzionali di tale delicatezza e centralità dell’attuale impianto costituzionale. La nostra Costituzione - conclude Vietti - è stata frutto di un progetto largamente meditato e condiviso: ovviamente ogni soluzione può essere posta in discussione e modificata, è proprio della politica questo compito, ma per sostituire un progetto meditato e condiviso ne occorre un altro non meno meditato e condiviso".

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  • PippoCampania

    13 Maggio 2011 - 09:09

    Decisione vergognosa e deleteria per la sicurezza dei cittadini. Come si può solo pensare di restare a piede libero un'assassino........... La Giustizia in Italia ha subito un'altro affronto irricevibile da chi dovrebbe essere l'ultimo baluardo di garanzia al di sopra di tutto e tutti. Egregio De Siervo quante parole inutili da parte Sua..........

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  • bombadil

    12 Febbraio 2011 - 10:10

    Fin dai tempi dei primi patti fra tribu' i saggi venivano consultati dagli altri componenti della comunita' per aver dimostrato tatto lungimiranza coraggio moderazione difesa del bene comune,la nostra corte costituzionale sembra un tranquillo buen ritiro di persone lautamente remunerate,ben privilegiate che non vanno mai in pensione.Qualcuno ci puo'dire delle loro carriere,dei loro stipendi....se sono veramente saggi?...Ma quanti sono?

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  • antonio careddu

    11 Febbraio 2011 - 11:11

    ...........secondo il presidente della corte costituzionale, LORO sono "imparziali" e noi siamo asini con le ali. Ci spieghi l'emerito magistrato come mai alla conta i giudizi sono divisi, non per effetto delle analisi fatte bensì perchè giova bocciare tutto ciò che HA proposto questo governo, forti di una maggioranza fatta da togati di sinistra. Ma è mai possibile che non pensino, questa gente, che è sotto osservazione dell'opinione pubblica che legge, ascolta, vede i dibattiti e trae le proprie convinzioni prescindendo dai consigli di questo o quello. Il mondo cambia ma tutta questa gente, che ha avuto dalla vita una fortuna sfacciata, non se ne rende conto, noi si a breve quando dovremo pagare super liquidazioni a queste cariatidi e profumate pensioni

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  • 44carlomaria

    11 Febbraio 2011 - 11:11

    Anni fa, non molti, per i dipendenti privati la pensione era calcolata sull’ultimo anno di lavoro. Era normale accordarsi col datore di lavoro, pagando i maggiori contributi dell’ultimo anno e la pensione schizzava insù. Giustamente la norma fu cambiata e si calcolarono gli ultimi 5 o 10 anni. Sorpresa per i giudici non è così! Il presidente della corte costituzionale, promosso a Dicembre, andrà in pensione a Marzo con pensione da presidente: 4 mesi in carica!!! Continuiamo ad avere fiducia nella giustizia e rispettiamo i giudici. Asvedommia

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