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Milano, nuova effrazione negli uffici delle toghe

Caso Ruby, la serratura dell'ufficio del gip Centonze è stata forzata nella notte. Castelli: "Prestare attenzione"

Milano, nuova effrazione negli uffici delle toghe
La serratura dell'ufficio del gip Federica Centonze, al settimo piano del Tribunale di Milano, è stata forzata nella notte, tra la chiusura degli uffici di ieri sera e stamattina all'alba. Le telecamere di sorveglianza, posizionate al settimo piano del Palazzo di Giustizia, da quanto si apprende, funzionano solo in determinate fasce orarie e non avrebbero ripreso nulla di utile ad individuare i responsabili.

"PRESTARE ATTENZIONE"
- E' solo l'ultima di una serie di effrazioni negli uffici dei gip milanesi (la terza in pochi mesi), sottolinea una nota diffusa dal Presidente aggiunto dell'ufficio del gip, Claudio Castelli, che esorta i suoi colleghi a prestare particolare attenzione, a chiudere sempre la porta a chiave e a riporre in cassaforte i fascicoli su cui stanno lavorando.  Castelli ha invitato i colleghi ad attenersi "rigorosamente" ad alcune norme di sicurezza,  come conserbare i fascicoli sensibili in cassaforte, e non comunicare a nessuno la password di accesso al computer.

I PRECEDENTI -
Alla fine dello scorso agosto vennero forzati gli armadietti che contenevano le rivelazioni sulle feste di Arcore nella stanza di Gabriella Manfrin. Soltanto due giorni dopo finirono nel mirino porta e cassetti dell'ufficio del Gip, Cristina Di Censo, titolare dell'indagine sul caso Ruby e che a breve dovrà decidere se procedere nei confronti di Silvio Berlusconi per rito abbreviato. La Di Censo aveva trovato alcuni fascicoli su cui stava lavorando (non sul caso delle feste del premier), istruiti dal pm Antonio Sangermano, visibilmente in disordine. L'ultimo episodio è di martedì 8 febbraio, quando alle 16.30, sempre il giudice Federica Centonze ha scoperto una forzatura evidente della sua porta. Dai rilievi effettuati era emerso che essun fascicolo era stato asportato dall'ufficio.

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Commenti all'articolo

  • GINO47

    11 Febbraio 2011 - 08:08

    Ma questo Capo dei GIP si rende conto delle amenità diffuse? Possibile che si debba lasciare andare - un professionista - a questi proclami? Sa benissimo che basta non chiedere, ma disporre (è nel suo potere) una vigilanza h24 ai carabinieri del servizio magistratura per garantire l'inviolabilità dei luoghi. Che delusione constatare che si ricorre anche a queste banalità per alzare i toni!!!

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  • fonty

    fonty

    11 Febbraio 2011 - 00:12

    Sei sempre più pirlo lasciamelo dire. Semmai potevi dire che era passato al piano sesto dove sono gli uffici in questione. Ma quando si nasce c@@ioni si tenderà sempre a peggiorare. Non ti passa neanche per quella crapa vuota che hai che potrebbe essere un escamotage per far divulgare documenti senza prendersi nessuna responsabilità ? Lo sai che questi sono capaci di tutto pur di raggiugere il loro scopo, altro che rispetto della legge !!

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  • Pluto-X

    10 Febbraio 2011 - 19:07

    Risulta che, nonostante le effrazioni, non vi è stata sottrazione di materiale. Quindi non si tratta di voler "far sparire le prove" ma di volerle diffondere a mezzo stampa. Evidentemente le redazioni di "Repubblica" e del "Fatto Quotidiano" non sono più in così buone relazioni con la magistratura se sono costrette ad andare di persona a fotocopiare gli incartamenti invece che farseli inviare a domicilio.

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  • antari

    10 Febbraio 2011 - 17:05

    puo' benissimo pagare i topi d'ufficio...

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