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Woodcock ci riprova

A giudizio Vittorio Emanuele

Woodcock ci riprova
Roma - C’è ancora il rischio di bufera in casa Savoia. Dopo l’arresto, un paio d’anni fa, del principe Vittorio Emanuele (in seguito all’ inchiesta condotta dalla Procura di Potenza), ora il pm Henry John Woodcock ha chiesto il rinvio a giudizio del principe con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata “a commettere più delitti contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica ed il patrimonio, in particolare un numero indeterminato di delitti di corruzione e falso”.


Al rampollo di casa Savoia vengono fatte accuse non da poco, come quella di essere stato tra i promotori e organizzatori di una sorta di “holding del malaffare”, impegnata nel settore del gioco d'azzardo, che avrebbe fatto ricorso ad operazione di corruzione per ottenere specifici “nulla osta” dai Monopoli di Stato per l'installazione di videogames.

Non finisce qui. Un’ombra che ha offuscato per anni l’immagine del principe potrebbe materializzarsi di nuovo. Il prosieguo delle indagini sulle attività e la persona di Vittorio Emanuele, infatti, ha portato il Ministero della Giustizia italiano, su esplicita richiesta del pm Woodcock, a inoltrare a quello francese alcune nuove intercettazioni che si riferiscono all'omicidio del giovane tedesco Dirk Hammer, ucciso nel 1978 in Corsica. Per questo omicidio era stato processato proprio il principe Vittorio Emanuele, anche se poi la magistratura francese lo aveva assolto dall'accusa di omicidio preterintenzionale.

Ora la stessa magistratura d’oltralpe, sulla base delle nuove intercettazioni contenute negli atti arrivati da Potenza, dovrà valutare un'eventuale riapertura dell'inchiesta sulla morte di Hammer.

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